Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"I dieci giorni della svolta", di Mario Deaglio

Le riunioni dei G8 e dei G20 sono caratterizzate, di regola, da un buonismo di facciata. Tutti sono d’accordo su grandi ovvietà, tutti sorridono nella «foto di famiglia», i contrasti e i litigi trovano spazio, con discrezione, dietro le quinte e non emergono nel comunicato finale, già scritto prima che la riunione abbia inizio. Non è andata così al G20 di Los Cabos: non ci sono stati risparmiati i confronti, le polemiche e neppure i dispetti. Dall’invettiva del presidente della Commissione Europea contro gli americani, ai quali ha ricordato, in modo brusco e poco diplomatico, di essere loro i responsabili della crisi economica mondiale fino alla cancellazione, o quanto meno al rinvio, di un incontro tra il Presidente degli Stati Uniti e i leader europei, largamente interpretato come uno «sgarbo» di Obama. Questo nervosismo superficiale cela in realtà un colossale scontro di potere che si è chiuso negativamente per l’Europa: gli europei sono andati a Los Cabos con due convinzioni parzialmente errate. La prima è che la crisi greca fosse, in quale modo considerata come …

"Lezione greca per la sinistra", di Gad Lerner

Costretta a fornire il suo appoggio determinante a un governo di “unità internazionale”, cioè auspicato dai vertici dell’economia mondiale, la sinistra riformista in Grecia appare ormai prossima alla cancellazione. Ecosì, di fronte alla tecnica finanziaria che fagocita la sinistra “responsabile”, a noi viene da chiederci: potrebbe succedere anche in Italia? Troppi interessati sospiri di sollievo hanno offuscato l’esito del voto greco. Suppongo ne abbia tirato uno inconfessabile pure Alexis Tsipras, il leader della sinistra radicale Syriza che ha quasi raddoppiato i suoi voti restando però all’opposizione, come le è più congeniale. Meglio per Tsipras che governi una coalizione guidata dalla destra che prima truccò i conti pubblici e poi ha assecondato le ricette disastrose imposte dall’estero a una popolazione che in maggioranza (contando gli astenuti) le rifiuta. Una polarizzazione che ha ridotto all’irrilevanza il Pasok, cioè il partito del socialismo europeo. Liquidando come velleitaria l’aspirazione a una riforma democratica dell’architettura dell’Unione, fondata sulla salvaguardia dei diritti e degli interessi dei ceti popolari. Il dubbio si è affacciato ieri sulla prima pagina dell’Unità: “Gioire perché vince …

"La sofferenza del Paese parla alla politica", di Claudio Martini

Le sofferenze sociali e morali del paese sono profonde, acute, persino inedite. Più di quello che si pensi. Giungono dai territori, a volerle ascoltare, le grida di una comunità lacerata, delusa, smarrita. E quindi arrabbiata, incattivita. Ascoltare davvero questa sofferenza e farne il perno di tutto è il primo atto di rinnovamento della politica, il primo gesto di contrasto all’antipolitica. Bisogna capire questo malessere senza precedenti. Mai come ora non bastano le statistiche. Le aride cifre. Quanti disoccupati, quanti tagli alle spese sociali, quanti suicidi. C’è molto di più nel dramma di questi mesi. Incontriamo giovani che ormai guardano direttamente all’estero, l’Italia non è posto per loro. Il giudizio è ormai definitivo: irrecuperabile. Fanno lavori sottopagati che li sottostimano. Lo spreco di conoscenze è pari al cinismo che spesso nasce dalla frustrazione. Conosciamo famiglie di lavoratori che vivono in apnea ansiosa, aggrappati ad un posto che può sparire, di colpo. E lavoratori precari ormai frastornati dalla spersonalizzazione del loro saper fare. Il mito della ‘mobilità professionale’ è già sfiorito. Sentiamo di imprenditori che chiudono l’azienda …

"Federazione zoppa", di Barbara Spinelli

Un primo segnale era venuto dalle presidenziali in Francia, all’inizio del 2012, quando si formò addirittura un fronte di Stati pro Sarkozy (Merkel lo guidava, secondo indiscrezioni dello Spiegel, con a fianco Monti, Cameron e Rajoy) ma questa volta l’europeizzazione d’un voto nazionale è stata palese, l’intervento è avvenuto senza più veli diplomatici. Angela Merkel ha annullato una visita all’estero, come se l’evento avvenisse in casa, e alla vigilia del voto ha fatto il suo comizio nell’agorà ellenica: «L’Europa non è disposta ad aiutare ancora i Greci, se non rispettano tali e quali gli accordi presi». Minacciando il caos, ha invitato a votare solo i partiti «che non metteranno in questione i memorandum voluti dall’Unione ». Di per sé non è male che la politica dei singoli Stati non sia più introversa, falsamente immunizzata da intromissioni che vengono chiamate straniere solo da chi s’incaponisce a inforcare gli occhiali delle sovranità nazionali assolute. La crisi ha definitivamente annientato sovranità logore sin dal dopoguerra, e logica vuole che non si parli di ingerenza, tantomeno straniera, in una …

"La «Carta dei diritti» fa fare al Pd un bel passo avanti", di Luigi Manconi

Lo dico subito e senza tentennamenti: considero il documento «Per una nuova cultura politica dei diritti» elaborato dal Pd un notevole passo avanti. Per argomentare questa affermazione, parto da una premessa fatalmente (e un po’ ignominiosamente) autoreferenziale. Un secolo fa, intorno al 1995, presentai al Senato due proposte di legge, rispettivamente sul testamento biologico e sulle unioni civili. L’iniziativa suscitò appena una certa curiosità: ma sul piano legislativo, va da sé, non se ne fece nulla. È un dato imprescindibile, credo, perché dà la misura, per un verso, di quali e quante resistenze incontri la volontà di legiferare su quelle materie; e, per altro verso, di quanto sia maturato l’orientamento dell’opinione pubblica e persino quello di una parte della classe politica tradizionalmente arretrata, se non sorda, rispetto a quelle istanze. Tuttavia, quell’esperienza di oltre tre lustri fa, ha anche un altro significato, che non riguarda solo la mia biografia. Militavo, all’epoca, in un partito che raccoglieva il 2-3% dei consensi così come mi era accaduto in fasi precedenti della mia vita (quando il consenso era …

"I sindacati: basta rigore, adesso lavoro" di Claudio Tucci

La parola “sciopero” non è mai stata pronunciata. Mai sindacati hanno incalzato il Governo a «cambiare passo» e puntare su misure «più eque» per rilanciare crescita e lavoro. La manifestazione unitaria di ieri a Roma (con momila partecipanti) è stato solo «l’inizio», «un ultimo avviso» al premier, Mario Monti, hanno sottolineato dal palco di piazza del Popolo i leader di Cgil, Cisl e Uil. E se non arriveranno i cambiamenti richiesti (tiepido è stato anche il giudizio sul decreto Sviluppo, varato venerdì dal Consiglio dei ministri, sì veda il Sole 24 Ore di ieri) le organizzazioni sindacali torneranno a mobilitarsi nelle prossime settimane. Il 20 giugno saranno in piazza a sostegno dei pensionati, e il 2 luglio a Napoli per richiamare l’attenzione dell’Esecutivo sull’emergenza Campania. Ma il rischio è quello di una «estate calda» se palazzo Chigi insisterà con provvedimenti di solo rigore (che si scaricano tutti su lavoratori e pensionati), e non creano prospettive occupazionali immediate (a maggio le ore di Cig richieste dalle imprese hanno superato quotam milioni, coinvolgendo quasi 5oomila persone ha …

"Se la società civile diventa dorotea", di Curzio Maltese

Sono anni che la società civile protesta a ragione contro la lottizzazione. Un rito indegno e ormai intollerabile, come ha dimostrato la reazione popolare all’ultima spartizione della torta apparecchiata fra destra e sinistra sul tavolo delle autorità di garanzia. Ma per una volta che un partito, il primo partito secondo i sondaggi, il Pd, si ravvede, rinuncia alla fetta di nomine Rai e chiama le associazioni a indicare i nomi dei due nuovi consiglieri d’amministrazione di viale Mazzini, ebbene, scatta il panico. Non se l’aspettavano, non sanno che cosa fare. È il ritornello ripetuto dai soggetti coinvolti, «Se non ora quando?», «Libera», «Libertà e Giustizia » e i comitati per la libertà che raccolgono molte sigle di associazioni e sindacali, da Articolo 21 all’Usigrai, in prima fila in questi anni contro lo scempio partitico della prima azienda culturale del Paese. Fra oggi e domani Bersani e il Pd aspettano di ricevere i nomi dei consiglieri. Ma la società civile si divide in correnti, discute, litiga proprio come i partiti, fino al ridicolo di riesumare il …