Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"L'euroburocrazia", di Tito Boeri

La crisi dell’Euro ha messo in luce non solo l’inadeguatezza dei leader europei, ma anche i limiti evidenti dell’euroburocrazia. Quando la casa brucia, i pompieri non possono impiegare tre anni per elaborare un piano di salvataggio e altri tre per metterlo in pratica. Eppure la Commissione Europea ha presentato solo in questi giorni il suo piano per l’unione bancaria europea, su cui aveva iniziato a lavorare nel 2009. Questo piano richiederà, nella migliore delle ipotesi, altri tre anni per essere attuato. C’è un rischio non piccolo che quando la direttiva diventerà finalmente operativa, l’oggetto delle sue amorevoli attenzioni, la moneta unica, non ci sia più rendendo tutto questo lavoro del tutto inutile. Su invito della Confederazione Europea dei sindacati, la Commissione Europea sta in questi giorni elaborando anche una sua proposta per il cosiddetto “Social Compact”. L’idea è quella di dare all’Europa condizionalità non solo nell’imporre piani di aggiustamento fiscale (il “Fiscal Compact”), ma anche nell’attuazione di politiche sociali, volte a contenere i costi della crisi. Il proposito è nobile, ma il risultato rischia di …

"“Adesso si scatenerà il panico nessuno vorrà più tornare a casa” tra i terremotati torna la paura", di Jenner Meletti

La notizia arriva al bar Fly mentre come ogni sera si sta distribuendo un piatto di pasta a chi non se la sente di fare la fila nella tendopoli. «Sì, ci mancava solo questa», dice il titolare, Matteo Veronesi detto Teo, uno dei pilastri della resistenza contro il terremoto. «Adesso sì che si rischia il panico. Fino a pochi minuti fa c’era un’aria diversa, quasi di speranza. Insomma, il terremoto si è spostato da un’altra parte e noi abbiamo pensato: forse abbiamo finito la nostra dose. Invece adesso dicono che ci siamo ancora dentro, anzi, che possono arrivare nuove forti scosse. Stavamo già lavorando per accelerare i tempi, per tornare a casa. Ci sono case come la mia che vanno incatenate altrimenti se arriva un’altra sberla — e questo lo dicevamo anche prima dell’allarme della commissione Grandi Rischi — cade giù del tutto. Adesso quali saranno le imprese che entreranno in zona rossa per fare i lavori? Ma la cosa più grave è che questo allarme farà tornare indietro la testa della gente di venti …

"Chiudono 42 aziende al giorno crolla la produzione, decreto in bilico", di Roberto Mania

L’Italia sta per esplodere. La crisi sta corrodendo il tessuto sociale. «La protesta civile rischia di esondare in rivoli minacciosi e inaccettabili », dice Jacopo Morelli, presidente dei Giovani di Confindustria, aprendo il convegno a Santa Margherita Ligure, proprio mentre l’Istat da Roma comunica che la produzione industriale ad aprile è letteralmente crollata: meno 9,2% rispetto all’anno scorso, il livello più basso dal 2009. Una gelata. Che certo non sarà sciolta dal decreto per lo Sviluppo, ormai spolpato dagli altolà della Ragioneria, e probabilmente destinato ad essere approvato la prossima settimana sempre che all’interno del governo, al di là delle smentite di rito, si trovi una linea condivisa. Così le provocazioni intellettuali, pure un po’ ciarlatane, che hanno alimentato i dibattiti delle edizioni precedenti, sono scomparse tra i confindustriali junior. Sì, c’è ancora un po’ di sfarzo molto provinciale, qualche Suv di troppo, qualche tubino nero con annesso tacco dodici modello palazzo Grazioli, ma ora anche gli industriali under 40 fanno i conti con la recessione. Verrebbe da dire che sono diventati quasi sobri e …

Il Pdl e il virus del «listismo», di Michele Prospero

Si è aperta a destra una discussione esplicita tra due linee politiche piuttosto differenziate nelle loro prospettive.Da una parte c’è chi (Schifani, Alfano) propone uno sbocco politico all’esaurimento del partito personale. E lo fa proponendo uno sbocco politico all’esaurimento del partito personale, con la costruzione di un soggetto organizzato che tronchi con i richiami della foresta del populismo. Dall’altra si collocano le suggestioni di chi (Berlusconi) suggerisce ancora di giocare la carta dell’irregolarità permanente, con l’immaginario dell’antipolitica a cementare la proliferazione di liste civiche a conduzione personale-carismatica. È evidente che l’ipotesi di schivare le difficoltà strutturali dell’appannamento del capo con una alluvionale offerta di liste micropersonali nasce all’insegna della stanca conservazione dello schema di un duello tra due capi che si contendono il premio di maggioranza. Il «listismo» che oggi imperversa è un fenomeno scivoloso di autorappresentazione di ogni istanza (territoriale, culturale, economica) che può distruggere qualsiasi velleità di ricostruire un sistema politico di tipo europeo. La considerazione del vantaggio tattico, che potrebbe apportare l’apparentamento con un grappolo di liste civiche, andrebbe sempre congiunta alla …

"Autorizzazioni provvisorie per riaprire subito i capannoni", di Lorenzo Salvia

Non c’è solo l’aumento della benzina tra le voci che serviranno per gli interventi in Emilia. L’articolo 2 del decreto legge firmato mercoledì sera da Giorgio Napolitano stabilisce che il «fondo per la ricostruzione delle aree terremotate» sarà alimentato anche «con le somme derivanti dalla riduzione dei contributi pubblici in favore dei partiti politici e dei movimenti politici». Un lavoro ancora in corso, quello dei tagli al finanziamento pubblico. Ma che, in base ai calcoli fatti dopo il primo sì della Camera, dovrebbe fruttare 160 milioni di euro. Una somma non risolutiva per rimettere in piedi quelle terre, dove le prime stime parlavano di almeno 5 miliardi di danni. Ma che, visti i tempi, ha un valore simbolico. Avrà invece effetti concreti il cosiddetto «accertamento di stabilità temporaneo». Ne ha parlato lo stesso Napolitano, lasciando intendere che c’è stato un certo pressing di Confindustria. Si tratta del meccanismo pensato per far ripartire il prima possibile l’attività delle imprese, «immaginando un percorso in due tappe» come spiega Gian Carlo Muzzarelli, assessore alle Attività produttive della regione. …

"Asili nido e assistenza, via al piano per la famiglia", di Alessandra Arachi

Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri il piano nazionale per la famiglia. Non era mai successo, prima. È la prima volta che il nostro Paese si dota di un piano organico che punta specificatamente sulla famiglia come soggetto di investimenti. Andrea Riccardi, il ministro che in questo governo ha appunto la delega per la Famiglia, era molto soddisfatto. Anche se di soldi concreti per gli investimenti, in realtà, non ce ne sono poi granché, fino ad ora. Ci sono 81 milioni che arrivano proprio dal ministero di Riccardi e serviranno per gli asili nido e per l’assistenza domiciliare agli anziani. E poi ci sono altri 730 milioni, sempre destinati ai nidi e all’assistenza degli anziani, ma questi soldi sono riservati soltanto a quattro regioni del Sud Italia (Puglia, Sicilia, Calabria, Campania) perché sono i fondi europei riallocati grazie al piano di azione di Fabrizio Barca, ministro per la Coesione. Sono tre le priorità fissate in questo piano approvato ieri: le famiglie con minori (in particolare quelle numerose); le famiglie con disabili o anziani non …

"Una minaccia per la legislatura", di Claudio Sardo

Il vecchio asse Pdl-Lega è ancora attivo. E produce danni. A dispetto di tanti propositi bellicosi, il gruppo del Carroccio in Regione Lombardia ha ieri rinnovato la fiducia al presidente Formigoni, mettendolo così al riparo dalla mozione delle opposizioni. In contemporanea i senatori leghisti, protetti dal voto segreto, hanno salvato dagli arresti domiciliari Sergio De Gregorio, sovvertendo così il parere della Giunta per le immunità. Non è più una maggioranza di governo – essendo stato travolto Berlusconi dal disastro interno e dal discredito internazionale – tuttavia è una maggioranza occulta, che in talune circostanze viene attivata a beneficio dei soggetti interessati. Questa maggioranza intermittente è una minaccia per il governo Monti. Ne può minarne le fondamenta. A meno che qualcuno non pensi che il governo dei tecnici, in fondo, abbia da guadagnare con il degrado delle istituzioni politiche. E che il privilegio concesso al senatore De Gregorio di sottrarsi alla richiesta d’arresto e alle pesanti accuse – come nessun altro cittadino avrebbe potuto – verrà alla fine addebitato ai soli «partiti», magari a tutti i …