Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Pensioni, enormi risparmi. Ecco perché si possono eliminare certe ingiustizie" di Cesare Damiano

Sul tema dello stato sociale si gioca l’identità dei partiti progressisti europei. Le ricorrenti dichiarazioni di Mario Draghi a proposito della presunta fine del welfare del vecchio continente ci costringono a misurarci con una dura realtà ma, al tempo stesso, ci spingono a non arrenderci di fronte all’esigenza di tutelare la parte più debole della popolazione, soprattutto nell’attuale situazione di crisi. Lo stato sociale europeo, nella sua ispirazione di fondo, non può essere semplicemente cancellato. Il problema è quello di una sua revisione e di una capacità di innovazione che sappia far recuperare alla politica una visione strategica e un progetto di futuro. Per il Partito democratico si tratta di un elemento essenziale di identità politica e culturale, in molti casi percepita dai lavoratori e dai pensionati eccessivamente incerta. Nel dibattito politico più recente comincia finalmente a farsi strada una esplicita critica al liberismo economico e si comincia a mettere in discussione l’eccesso di rigorismo di cui, in Europa, è interprete Angela Merkel insieme alla Banca centrale europea e, a livello globale, il Fondo monetario …

Bersani: "Se l'Europa cambia", di Mario Lavia

Metti che domani sera François Hollande conquista saldamente la pole position per l’Eliseo (ballottaggio il 6 maggio). Metti che domani sera Nicolas Sarkozy porta a casa un risultato che si farebbe presto a chiamare: batosta. Insomma, allo stato delle cose sembra ben possibile, se non probabile, che le changement francese da slogan diventi realtà. Hollande, l’antileader che diventa le président, da Mitterrand è stato tutto un dominio gollista, ora la Francia forse torna a sinistra. Soprattutto, l’Europa nel mezzo della peggiore temperie economica della sua storia che volta pagina. E l’Italia? L’Italia c’entra. Non c’è un effetto meccanico ma il nesso esiste. Ci ragiona su Pier Luigi Bersani che pensa sia giunta l’ora di uscire da un’impasse europea «anche psicologica». Però deve essere chiaro un punto: «Se Hollande vince cambia la situazione. La nostra idea si rafforzerebbe. Ma il Pd è chiaro: nessuna scorciatoia, da noi si vota alla scadenza naturale della legislatura». Segretario, tutti i sondaggi, le voci, i mass media, dicono che si profila una disfatta di Sarkozy. Sarà difficile capire quanto avrà …

"Le ricevute buttate ultimo alibi di Formigoni", di Massimo Giannini

Nel labirinto di una «Vacanzopoli» nella quale si è cacciato con l´ambiguità delle parole e dalla quale non riesce ad uscire con la verità dei fatti, Roberto Formigoni azzarda l´ennesimo tentativo di chiudere il caso. Per la prima volta, abbozza qualche timida spiegazione, per giustificare l´ingiustificabile. Cioè la famosa vacanza di Capodanno del 2009 che, documenti contabili e istruttori alla mano, si sospetta gli sia stata pagata da uno storico amico del giro di Comunione e Liberazione: Pierangelo Daccò, faccendiere arrestato, e non incidentalmente vicino alle imprese sanitarie appaltatrici della Regione Lombardia. Il governatore scrive una lettera al sito online della rivista «Tempi» diretta da un altro suo sodale di Cl, cioè Luigi Amicone. Interviene in una «zona sicura» e in qualche modo protetta, come ha imparato dal suo non più leader Berlusconi, abituato a trasmettere i suoi «messaggi speciali» attraverso i libri o il salotto di Bruno Vespa. Ma per la prima volta, ormai da una settimana esatta, Formigoni è costretto suo malgrado a compiere un passo, ad arrischiare un´autodifesa che vada oltre l´insulto …

"Un nuovo ruolo per le donne in politica", di Mirella Gramaglia

Che fine hanno fatto – si chiede Gian Enrico Rusconi su La Stampa di ieri – i movimenti che hanno infiammato l’Italia nella stagione calante del berlusconismo, e in particolare «Se non ora quando?», l’ultimo in ordine di tempo, ma forse il più brillante testimone di un Paese che si trasforma e si ribella? Quando la società civile smorza la sua voce – ammonisce Rusconi – i leader vocianti dell’antipolitica prendono il sopravvento. Berlusconi era un avversario molto comodo. Semplificava e induceva a semplificare. Bastava essere contro di lui per sentirsi nel giusto e fra i giusti. In particolare la parabola dei suoi comportamenti in materia di etica e di stile, l’improvvido miscuglio fra occasioni del potere ed esibizione dei suoi capricci, lo ha sospinto sempre più in basso. Ancora pochi mesi fa danzavamo sull’orlo del baratro della crisi economica fra «olgettine» e feste eleganti. Lorella Zanardo, con il suo bel documentario, «Il corpo delle donne», aveva capito fin dal maggio 2009 che qualcosa si era spezzato nel rapporto civile fra l’Italia, i suoi mezzi …

"I capibranco della politica", di Curzio Maltese

I capi dei babbuini, con i quali condividiamo il 98 per cento di patrimonio genetico, rimangono tali anche quando non sono più di alcun aiuto agli altri babbuini. Robert Sapolsky, genio californiano della biologia, descrive così il comportamento di un capobranco: «Solomon era ormai anziano e riposava sugli alberi, continuando a sfruttare la sua straordinaria capacità d´intimidazione psicologica. Da circa un anno non affrontava più un combattimento. Si limitava a guardare sdegnosamente il potenziale avversario, faceva qualche giro minaccioso lì intorno. O al massimo s´arrampicava su un albero e la cosa finiva lì. Erano tutti terrorizzati da lui». L´arte recitativa dei capi babbuini più esperti arriva a ingannare il branco in altri raffinati modi, per esempio nella ricerca del cibo. Se lo trova, non lo segnala agli altri, ma finge di continuare la ricerca, per poi tornare al boccone e divorarlo da solo. Nella sua bellissima Anti storia d´Italia il grande intellettuale triestino Fabio Cusin, di formazione azionista, individua il modello della politica italiana nella signoria quattrocentesca, con un padrone assoluto circondato da una corte …

"Un clown smarrito", di Natalia Aspesi

Si sa le donne, per loro natura, sono esibizioniste! Lo dice con ammiccante bonomia quel nostro ex presidente, che questa virtù o difetto femminile apprezzava. E tuttora apprezza, da buon babbo generoso. Se tutte sono esibizioniste, comprese le donne sigillate nel chador, che a levarglielo chissà cosa fanno, tanto vale che a esprimere questa loro insopprimibile natura siano delle fanciulle, belle, anche minorenni, basta che siano contente loro, benedetta gioventù! Silvio Berlusconi arriva al processo che lo vede accusato di concussione e prostituzione minorile, allegro, signorile, pronto a raccontare la stessa cosa che si racconta da mesi e mesi, pure al processo, riconducendo quel tragico bunga-bunga che aveva cancellato la sua dignità di ultrasettantenne e la nostra di italiani, a un´opera buona, a uno spettacolino da oratorio, a un gioco tra birichine che, pur sognando una vita di massima castità, forse ancora vergini, non riuscivano a sopprimere questa loro vivace natura tutta femminile che suggeriva di scuotere il bel seno nudo e di frullare le altrettanto belle natiche soprattutto davanti agli uomini, meglio ancora se …

"I sospetti sul cambio di passo", di Federico Geremicca

A scorrere i quotidiani dell’ultimo paio di giorni – e di fronte a notizie e annunci roboanti che datano appena a ieri – la prima e frettolosa impressione potrebbe indurre a pensare che la tanto sbandierata crisi dei partiti politici (e della politica più in generale) sia un’invenzione dei giornali. A elettori e militanti, infatti, vengono annunciati gestazioni e battesimi di nuovi partiti, scissioni parlamentari per la creazione dell’ennesimo movimento e – addirittura – «la più grossa novità della politica italiana» (Alfano: ma bisognerà aspettare un paio di settimane…). Un ribollire di fondazioni e riorganizzazioni, insomma, che starebbero lì a testimoniare un invidiabile stato di salute ed un rinnovato spirito di riscossa. In realtà, quel che muove e anima queste iniziative – il nuovo partito di Casini, l’insofferenza di Beppe Pisanu, l’annuncio di «grosse novità» fatto dal segretario del Pdl – è proprio la crisi che ha investito il sistema politico. Un sistema che all’ombra del governo tecnico di Mario Monti prova adesso a ristrutturarsi, a rigenerarsi e a cambiar pelle, quando possibile. Si tratta …