Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"L'antipolitica già al potere", di Michele Prospero

Ci sarà un esito antipolitico alla crisi italiana? La furiosa contestazione delle élites di solito apre le danze, mobilitando chi invoca spazi nuovi di agire sociale liberati dagli apparati logori. Poi però compare chi propone di chiudere le operazioni con la macabra esibizione muscolare della destra. Una destra trionfante, peraltro, che celebra la riscoperta di arcane pratiche di dominio personale.Quando si avvicina una crisi di sistema occorre per questo sempre preoccuparsi di scongiurare che i crampi della politica si intreccino con il disagio sociale. Oggi l’Italia è molto vicina a una grande crisi di legittimità che accompagna un oscuro passaggio di fase. Tutto può saltare quando si realizza una saldatura tra questi elementi: lo smarrimento di forze economiche che perdono referenti solidi, lo spaesamento di strati che cedono posizioni di ricchezza e prestigio serbando un grande rancore contro le classi dirigenti percepitecome responsabili del loro declino, la comparsa di metafore anti-convenzionali amplificate dai media, la crisi paralizzante dei soggetti politici tradizionali. Se la sinistra si lascia sorprendere da un cortocircuito culturale e da un allentamento …

"Bersani avverte il Pdl: state indebolendo il governo", di Simone Collini

«Imu, iva e accise. Tasse sul burlesque ». Pier Luigi Bersani ironizza via twitter sulle dichiarazioni di Silvio Berlusconi al processo Ruby. Ma il ragionamento che c’è dietro la frase è serio ed è quello che il leader del Pd porterà in giro in queste due settimane di campagna elettorale. Ovvero, se l’Italia deve pagare un prezzo così alto per far fronte alla crisi, la responsabilità non è di chi governa oggi ma di chi questa crisi per troppo tempo l’ha negata. TENSIONI DA CAMPAGNA ELETTORALE Bersani ha visto che il Pdl ha dato il via a un’operazione neanche troppo mascherata: lanciare segnali di scontento per le misure economiche volute dal governo Monti e lisciare il pelo all’antipolitica montante. La campagna elettorale per le amministrative può essere considerata una giustificazione,ma fino a un certo punto. Prima l’offensiva contro l’Imu, poi ieri l’annuncio di voler dar vita a un nuovo partito che rifiuterà il finanziamento pubblico: al leader del Pd non piace come si sta muovendo Alfano nelle ultime ore perché un simile attivismo rischia di …

"A che serve un partito", di Claudio Sardo

È scritto nella Costituzione: «Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale». Non possiamo farci derubare di questa conquista. Non possiamo darla vinta a chi scommette sulla sfiducia, il discredito, il ripiegamento individualista. Perché siamo nel mezzo della crisi sociale più dura dal dopoguerra, ed è in gioco il futuro dei nostri figli. È vero che la cattiva politica ha prodotto l’antipolitica. Ma è vero anche che l’antipolitica ha già guidato, attraverso il populismo della destra e il mito del partito personale, la Seconda Repubblica. E le macerie ci stanno cadendo addosso. Il fallimento di quest’ultimo decennio ha ridotto drasticamente la competitività della nostra economia, ha sfilacciato il tessuto civile, ha strappato le reti di solidarietà sociale. L’antipolitica era già al governo: non sarà oggi un giullare o un nuovo Cavaliere a riscattare ciò che ci è stato tolto, magari rinverdendo gli slogan berlusconiani. La corruzione che infetta l’Italia, e che in questi giorni emerge nella distrazione di finanziamenti pubblici a fini vergognosamente …

"Tagli alla spesa, piano del governo Difesa, Esteri e Interni frenano", di Antonella Baccaro

Manca una manciata di giorni alla presentazione della prima relazione sulla spending review, la revisione della spesa pubblica cui il governo Monti attribuisce nel Def (Documento economico e finanziario) «un ruolo fondamentale» per la riduzione dell’indebitamento. Ma quell’operazione di contenimento e riqualificazione della spesa, che il premier si propone di offrire quale segnale di forte cambiamento, fatica a venire alla luce. Nel confronto serrato di un paio d’ore che il premier ha avuto venerdì scorso con il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, incaricato del risanamento, sarebbero emersi problemi di non poco conto, certuni legati alle fortissime resistenze opposte da alcuni ministeri, meno propensi a rivedere il costo dei loro apparati. Tra le righe dei documenti illustrati da Giarda, sarebbe venuta a galla anche un’altra verità complessa, che attiene ai tagli varati nei passati tre anni e che dovrebbero produrre i loro effetti nel 2012 e 2013. Interventi che hanno riguardato il blocco degli stipendi pubblici e quello parziale delle assunzioni, la riduzione della spesa sanitaria, il taglio degli acquisti di beni e …

"Le parole sbagliate di Formigoni", di Massimo Giannini

Con buona dose di impudenza, il presidente della Regione Lombardia torna sul luogo del “delitto”. Ma ancora una volta, non lo fa per rispondere in modo finalmente trasparente e inequivoco alle troppe domande inevase che riguardano i suoi capodanni alle Antille, forse pagati dall´amico di tante battaglie Pierangelo Daccò. Nel più tradizionale costume della “casa” berlusconiana, dalla quale anche il Celeste in fondo proviene, Formigoni reagisce al bisogno di chiarezza che viene dall´opinione pubblica rilanciando una sequela di accuse del tutto prive di senso. Non una parola sulle distinte bancarie che potrebbero provare quello che aveva scritto nella lettera a “Tempi”, e cioè che il viaggio e il soggiorno ad Anguilla lo ha pagato “con il suo stipendio”. Un fiume di parole, invece, per denunciare l´ennesimo “complotto” contro la sua specchiata persona, ordito dai “quotidiani dell´armata diffamatoria”, ai quali il governatore giura di non aver mai detto che avrebbe esibito le ricevute di quei suoi viaggi a cinque stelle. Non sappiamo se il governatore includa anche Repubblica, in questa sua denuncia. Sappiamo per certo che, …

"Oltre sei elettori su 10 non sanno per chi votare. Scende la fiducia a Monti, ma il 30% dice sì a una sua lista" di Roberto D'Alimonte

In questo quadro confuso di fine legislatura una sola cosa è certa: il disorientamento di gran parte degli elettori. Nel sondaggio Cise-Il Sole 24 Ore diversi dati lo evidenziano. Uno è l’affluenza alle urne, un altro le intenzioni di voto. Nel 2008 hanno votato circa 38 milioni di elettori, l’80,5% degli aventi diritto; il 19,5% è rimasto a casa. Se si andasse alle urne domani resterebbe a casa il 35%: una cifra che potrebbe salire addirittura al 42% tenendo conto di quelli che sono incerti se votare o meno. Questo vuol dire che almeno 7 milioni e mezzo di italiani che nel 2008 votarono oggi si asterrebbero. Cifra che da sola dà la misura del distacco nei confronti della attuale classe politica. Dodici mesi fa non era così: nell’aprile dello scorso anno nel primo dei sondaggi Cise-Il Sole 24 Ore gli astenuti erano il 18,6%. Oggi siamo potenzialmente al 42,1%: solo il 58% è certo di votare. E solo 4 elettori su dieci sanno per che partito votare. Ma fortunatamente non si voterà domani. Nella …

«Italia ha pagato più della Grecia». I dati che Berlusconi ha nascosto

I grafici hanno questo: raccontano la realtà in maniera piuttosto brutale. Specie se questa realtà, nel tempo, è stata edulcorata, piegata, infine stravolta. Specie se questa realtà riguarda tutti noi. Il nostro Paese, le sue casse e la vita dei suoi cittadini. Lo pubblica l’Economist, e dice (brutalmente, appunto) che il paese che dal 2008 ha pagato più di tutti la crisi è l’Italia. Più della Grecia. Più dell’Irlanda e della Spagna. Ed eccola la fotografia scattata dalla rivista inglese. qui il grafico «Italia ha pagato più della Grecia» I dati che Berlusconi ha nascosto Tutti gli articoli della sezione 21 aprile 2012 listen this page A – A I grafici hanno questo: raccontano la realtà in maniera piuttosto brutale. Specie se questa realtà, nel tempo, è stata edulcorata, piegata, infine stravolta. Specie se questa realtà riguarda tutti noi. Il nostro Paese, le sue casse e la vita dei suoi cittadini. Lo pubblica l’Economist, e dice (brutalmente, appunto) che il paese che dal 2008 ha pagato più di tutti la crisi è l’Italia. Più della …