"Ma l'Italia resta in balia dello spread", di Franco Bruni
Le decisioni dell’Eurogruppo di ieri avvicinano la creazione del fondo permanente per il contrasto delle crisi dei debiti pubblici dell’area dell’euro: il Meccanismo europeo di stabilità (Mes), finanziato dai governi. E’ ora più chiara la relazione fra il Mes e i fondi provvisori già utilizzati per aiutare l’Irlanda, il Portogallo e la Grecia. Nell’insieme raggiungeranno una capacità di intervento di 800 miliardi di euro. I governi hanno anche deciso di accelerare il versamento al Mes del capitale sulla base del quale potrà indebitarsi sui mercati globali e intervenire a favore dei Paesi in difficoltà; vi è poi l’impegno dell’Eurogruppo a ulteriori contributi a favore degli interventi anti-crisi del Fmi, che collaborerà col fondo europeo. È opinione diffusa che il Mes non aggiunga abbastanza alla dimensione potenziale degli interventi anti-crisi. Speriamo che i mercati si convincano invece che la dimensione è sufficiente a rafforzare la stabilità dell’area dell’euro nel medio termine. Solo allora la speculazione sarà scoraggiata e gli interventi effettivamente necessari saranno minori di quelli possibili. Ma l’attenzione dei politici, degli operatori e dell’opinione pubblica …
