Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

Quel sogno di Giorgio "Una donna sul Colle", di Filippo Ceccarelli

Dopo di me una donna. Il diluvio può attendere, e con l´auspicio semiconfidenziale dell´odierno presidente della Repubblica il sogno in rosa di una donna al Quirinale fa un altro passettino nella sua lunga, ma al dunque assai povera storia politica e di civiltà. Perché frugando nel passato remoto si scopre che agli albori della Repubblica, per la precisione il 28 giugno del 1946, quando cioè Enrico De Nicola venne eletto alla suprema magistratura dello Stato, 32 parlamentari dell´Uomo Qualunque avevano in realtà votato per una donna: con il che, all´annuncio dei risultati il profetico fondatore di quel pittoresco movimento, Guglielmo Giannini, si chinò platealmente a baciare la mano della senatrice Ottavia Penna, figlia di una baronessa e moglie di un medico, neosenatrice di Caltagirone. Per dire le reazioni, racconta Vittorio Gorresio ne I moribondi di Montecitorio (Longanesi, 1946) che il giorno dopo un quotidiano commentò: “Lo scherzo dei qualunquisti non è sembrato spiritoso a nessuno”. Ma Giannini a sua volta replicò che non era uno scherzo, e anzi quel voto andava inteso come “un´affermazione di …

"Così non si combatte la piaga del precariato", di Luciano Gallino

Lo scopo più importante di una riforma del mercato del lavoro dovrebbe consistere nel ridurre in misura considerevole, e nel minor tempo possibile, il numero di lavoratori che hanno contratti di breve durata, ossia precari, quale che sia la loro denominazione formale. Per conseguire tale scopo sarebbe necessario comprendere anzitutto i motivi che spingono le imprese a impiegare milioni di lavoratori con contratti aventi una scadenza fissa e breve. Di un esame di tali motivi non sembra esservi traccia nelle dichiarazioni e nei testi provvisori rilasciati finora dal governo, tipo le “Linee di intervento sulla disciplina delle tipologie contrattuali” o le modifiche annunciate dell´art. 18. Meno che mai si parla di essi nella miriade di articoli che ogni giorno commentano i passi del governo. Pare stiano tutti mettendo mano alla riparazione urgente di un complesso macchinario rimasto bloccato, senza avere la minima idea di come funziona e com´è fatto dentro. Si suole affermare che le imprese fanno un uso smodato dei contratti di breve durata – in ciò incentivati da leggi e decreti sul mercato …

“Così non si combatte la piaga del precariato”, di Luciano Gallino

Lo scopo più importante di una riforma del mercato del lavoro dovrebbe consistere nel ridurre in misura considerevole, e nel minor tempo possibile, il numero di lavoratori che hanno contratti di breve durata, ossia precari, quale che sia la loro denominazione formale. Per conseguire tale scopo sarebbe necessario comprendere anzitutto i motivi che spingono le imprese a impiegare milioni di lavoratori con contratti aventi una scadenza fissa e breve. Di un esame di tali motivi non sembra esservi traccia nelle dichiarazioni e nei testi provvisori rilasciati finora dal governo, tipo le “Linee di intervento sulla disciplina delle tipologie contrattuali” o le modifiche annunciate dell´art. 18. Meno che mai si parla di essi nella miriade di articoli che ogni giorno commentano i passi del governo. Pare stiano tutti mettendo mano alla riparazione urgente di un complesso macchinario rimasto bloccato, senza avere la minima idea di come funziona e com´è fatto dentro. Si suole affermare che le imprese fanno un uso smodato dei contratti di breve durata – in ciò incentivati da leggi e decreti sul mercato …

“Così non si combatte la piaga del precariato”, di Luciano Gallino

Lo scopo più importante di una riforma del mercato del lavoro dovrebbe consistere nel ridurre in misura considerevole, e nel minor tempo possibile, il numero di lavoratori che hanno contratti di breve durata, ossia precari, quale che sia la loro denominazione formale. Per conseguire tale scopo sarebbe necessario comprendere anzitutto i motivi che spingono le imprese a impiegare milioni di lavoratori con contratti aventi una scadenza fissa e breve. Di un esame di tali motivi non sembra esservi traccia nelle dichiarazioni e nei testi provvisori rilasciati finora dal governo, tipo le “Linee di intervento sulla disciplina delle tipologie contrattuali” o le modifiche annunciate dell´art. 18. Meno che mai si parla di essi nella miriade di articoli che ogni giorno commentano i passi del governo. Pare stiano tutti mettendo mano alla riparazione urgente di un complesso macchinario rimasto bloccato, senza avere la minima idea di come funziona e com´è fatto dentro. Si suole affermare che le imprese fanno un uso smodato dei contratti di breve durata – in ciò incentivati da leggi e decreti sul mercato …

"Il vero modello europeo", di Marina Sereni

Forse il Presidente Monti ha compiuto il suo primo vero errore. O forse ha scelto consapevolmente di fare uno “strappo”. Uno strappo non con la Cgil o con il Pd, questione pure rilevante, ma con una larga, larghissima parte del Paese. Di quel Paese che stava e sta guardando a questo Governo con speranza, sapendo di essere in una condizione difficile e di dover affrontare sacrifici anche duri. La riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali, per quello che e’ stato possibile capire fin qui e non avendo ancora letto un testo ufficiale, contiene molte misure importanti volte a ridurre la precarietà, a dare tutele ai più giovani e ad affrontare l’emergenza dei lavoratori più anziani che oggi rischiano di essere espulsi per colpa della crisi. Con risorse ancora molto scarse e con margini di miglioramento evidenti l’impianto proposto dal Governo e discusso con le parti sociali e’ interessante e raccoglie molte delle proposte del Pd. Ma…. c’e’ un ma, grande come un macigno. La proposta di modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei …

“Il vero modello europeo”, di Marina Sereni

Forse il Presidente Monti ha compiuto il suo primo vero errore. O forse ha scelto consapevolmente di fare uno “strappo”. Uno strappo non con la Cgil o con il Pd, questione pure rilevante, ma con una larga, larghissima parte del Paese. Di quel Paese che stava e sta guardando a questo Governo con speranza, sapendo di essere in una condizione difficile e di dover affrontare sacrifici anche duri. La riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali, per quello che e’ stato possibile capire fin qui e non avendo ancora letto un testo ufficiale, contiene molte misure importanti volte a ridurre la precarietà, a dare tutele ai più giovani e ad affrontare l’emergenza dei lavoratori più anziani che oggi rischiano di essere espulsi per colpa della crisi. Con risorse ancora molto scarse e con margini di miglioramento evidenti l’impianto proposto dal Governo e discusso con le parti sociali e’ interessante e raccoglie molte delle proposte del Pd. Ma…. c’e’ un ma, grande come un macigno. La proposta di modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei …

“Il vero modello europeo”, di Marina Sereni

Forse il Presidente Monti ha compiuto il suo primo vero errore. O forse ha scelto consapevolmente di fare uno “strappo”. Uno strappo non con la Cgil o con il Pd, questione pure rilevante, ma con una larga, larghissima parte del Paese. Di quel Paese che stava e sta guardando a questo Governo con speranza, sapendo di essere in una condizione difficile e di dover affrontare sacrifici anche duri. La riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali, per quello che e’ stato possibile capire fin qui e non avendo ancora letto un testo ufficiale, contiene molte misure importanti volte a ridurre la precarietà, a dare tutele ai più giovani e ad affrontare l’emergenza dei lavoratori più anziani che oggi rischiano di essere espulsi per colpa della crisi. Con risorse ancora molto scarse e con margini di miglioramento evidenti l’impianto proposto dal Governo e discusso con le parti sociali e’ interessante e raccoglie molte delle proposte del Pd. Ma…. c’e’ un ma, grande come un macigno. La proposta di modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei …