Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

“Fiducia nei partiti, dopo il caso Lusi crolla all’8% E il 56% degli elettori vuole cambiamenti radicali”, di Renato Mannheimer

L’appropriazione truffaldina dei fondi della Margherita da parte del tesoriere del partito ha ulteriormente fatto crollare la stima degli italiani nelle forze politiche. Non ci si limita infatti a ritenere riprovevole il comportamento del senatore Lusi, ma si allarga la critica all’intero sistema dei partiti. Ad esempio, molti intervistati giungono a domandarsi perché questi ultimi — persino quelli scomparsi dallo scenario politico — possano disporre di così ingenti somme di denaro, tali da essere stornate o, come è successo per la Lega, investite pericolosamente in paradisi fiscali. Trattandosi di soldi pubblici lo stupore e l’indignazione sono comprensibili, specie in un periodo in cui tutti sono chiamati a fare sacrifici. Anche — ma non solo — a causa di questo episodio, la percentuale di chi esprime fiducia nei confronti dei partiti, già molto bassa nei mesi scorsi, è ulteriormente diminuita sino a scendere oggi sotto l’8%. Era il 12% nell’ottobre scorso e il 17% a luglio del 2011. Dunque, in questo momento più del 90% della popolazione manifesta uno scarso credito verso le forze politiche. Le …

"Né lavoro, né pensione, in 70mila appesi a governo e Parlamento", di Bianca Di Giovanni

Poche ore per salvare migliaia di persone dal vuoto assoluto: né lavoro, né pensione. Scade martedì il termine per presentare gli emendamenti al Milleproroghe in Senato, dove la norma «salva-esodati» inserita dal Pd alla Camera è stata ridimensionata dallo stop sulle coperture imposto dal ministro Elsa Fornero. Oggi il testo – peraltro molto ambiguo nella formulazione – concede un anticipo della pensione in caso di «effettiva risoluzione del rapporto di lavoro». Inoltre si includono gli accordi di esodo siglati entro il 31 dicembre 2011, ma non è affatto chiaro se questa disposizione è da attribuire a tutti gli accordi. Insomma, il combinato disposto della risoluzione dei rapporti e dell’opacità sulla platea mette a rischio migliaia di famiglie. Difficile fornire il numero preciso: sarebbero almeno 70mila i lavoratori che stanno godendo di ammortizzatori (mobilità in uscita o cassa integrazione).Ma molti altri, soprattutto nelle microaziende, restano esclusi da qualsiasi censimento. «Dai primi elenchi parziali si comprende la drammaticità della situazione – dichiara Vera Lamonica segretaria confederale Cgil – Il sindacato sosterrà la discussione degli emendamenti in Senato …

“Né lavoro, né pensione, in 70mila appesi a governo e Parlamento”, di Bianca Di Giovanni

Poche ore per salvare migliaia di persone dal vuoto assoluto: né lavoro, né pensione. Scade martedì il termine per presentare gli emendamenti al Milleproroghe in Senato, dove la norma «salva-esodati» inserita dal Pd alla Camera è stata ridimensionata dallo stop sulle coperture imposto dal ministro Elsa Fornero. Oggi il testo – peraltro molto ambiguo nella formulazione – concede un anticipo della pensione in caso di «effettiva risoluzione del rapporto di lavoro». Inoltre si includono gli accordi di esodo siglati entro il 31 dicembre 2011, ma non è affatto chiaro se questa disposizione è da attribuire a tutti gli accordi. Insomma, il combinato disposto della risoluzione dei rapporti e dell’opacità sulla platea mette a rischio migliaia di famiglie. Difficile fornire il numero preciso: sarebbero almeno 70mila i lavoratori che stanno godendo di ammortizzatori (mobilità in uscita o cassa integrazione).Ma molti altri, soprattutto nelle microaziende, restano esclusi da qualsiasi censimento. «Dai primi elenchi parziali si comprende la drammaticità della situazione – dichiara Vera Lamonica segretaria confederale Cgil – Il sindacato sosterrà la discussione degli emendamenti in Senato …

"Il Sindaco inconsapevole", di Dario Cresto-Dina

Non sarà un grande sindaco, si perdoni l´eufemismo, e purtroppo in tal senso di indizi ne abbiamo ormai accumulati molteplici, ma non si può non riconoscere a Alemanno il talento di una straordinaria e chissà quanto involontaria comicità. Gianni Alemanno è un comico senza sorriso, un Buster Keaton alla vaccinara ma più dolente e triste. Per quel non so che di vagamente arrogante e ottuso proprio del suo guardare di sottecchi. Ieri, nel tentativo patetico e infantile di rifugiarsi in un alibi assurdo, ha scaricato la responsabilità della figuraccia mondiale per il clamoroso fallimento del piano antineve – una macchina per altro neppure mai avviata – sui bollettini della Protezione civile e le previsioni meteo, rei a suo giudizio di non averlo messo in guardia per tempo sulla eccezionalità delle precipitazioni. Forse avrebbero dovuto avvisarlo già lo scorso Ferragosto. Sarebbe bastato? Ne dubitiamo. Insomma, Alemanno o scherza, o la sua impudenza ha superato l´ultimo confine del principio di irrealtà o il sindaco deve avere qualche conto ideologico in sospeso con i meteorologi. Che siano tutti …

“Il Sindaco inconsapevole”, di Dario Cresto-Dina

Non sarà un grande sindaco, si perdoni l´eufemismo, e purtroppo in tal senso di indizi ne abbiamo ormai accumulati molteplici, ma non si può non riconoscere a Alemanno il talento di una straordinaria e chissà quanto involontaria comicità. Gianni Alemanno è un comico senza sorriso, un Buster Keaton alla vaccinara ma più dolente e triste. Per quel non so che di vagamente arrogante e ottuso proprio del suo guardare di sottecchi. Ieri, nel tentativo patetico e infantile di rifugiarsi in un alibi assurdo, ha scaricato la responsabilità della figuraccia mondiale per il clamoroso fallimento del piano antineve – una macchina per altro neppure mai avviata – sui bollettini della Protezione civile e le previsioni meteo, rei a suo giudizio di non averlo messo in guardia per tempo sulla eccezionalità delle precipitazioni. Forse avrebbero dovuto avvisarlo già lo scorso Ferragosto. Sarebbe bastato? Ne dubitiamo. Insomma, Alemanno o scherza, o la sua impudenza ha superato l´ultimo confine del principio di irrealtà o il sindaco deve avere qualche conto ideologico in sospeso con i meteorologi. Che siano tutti …

"Articolo 18 l'ossessione di governo e sindacati", di Eugenio Scalfari

Come in molti temevamo, l´articolo 18 è diventato un´ossessione ideologica sia per il governo sia per i sindacati. Il governo ne fa una condizione preliminare per la riforma del mercato del lavoro: se non si abolisce o almeno non si riscrive togliendo di mezzo l´ipotesi del reintegro dei licenziati, non si potrà migliorare la flessibilità in entrata e in uscita dei posti di lavoro e non si potrà combattere efficacemente il precariato. I sindacati dal canto loro lo considerano la sola vera protezione dell´occupazione esistente nelle piccole aziende, che sono l´enorme maggioranza dell´economia italiana e quindi si oppongono a qualunque ritocco di quella norma. Sbagliano sia il governo sia i sindacati. L´articolo 18 non serve infatti a impedire i licenziamenti discriminatori che i giudici possono in ogni caso bloccare ove ne accertino l´esistenza. Ma non impedisce affatto un miglioramento sostanziale della flessibilità e una riforma positiva del mercato del lavoro. Sembrava fino a pochi giorni fa che Monti e Fornero avessero deciso di accantonare il tema e di procedere allo snellimento dei contratti di lavoro …

“Articolo 18 l’ossessione di governo e sindacati”, di Eugenio Scalfari

Come in molti temevamo, l´articolo 18 è diventato un´ossessione ideologica sia per il governo sia per i sindacati. Il governo ne fa una condizione preliminare per la riforma del mercato del lavoro: se non si abolisce o almeno non si riscrive togliendo di mezzo l´ipotesi del reintegro dei licenziati, non si potrà migliorare la flessibilità in entrata e in uscita dei posti di lavoro e non si potrà combattere efficacemente il precariato. I sindacati dal canto loro lo considerano la sola vera protezione dell´occupazione esistente nelle piccole aziende, che sono l´enorme maggioranza dell´economia italiana e quindi si oppongono a qualunque ritocco di quella norma. Sbagliano sia il governo sia i sindacati. L´articolo 18 non serve infatti a impedire i licenziamenti discriminatori che i giudici possono in ogni caso bloccare ove ne accertino l´esistenza. Ma non impedisce affatto un miglioramento sostanziale della flessibilità e una riforma positiva del mercato del lavoro. Sembrava fino a pochi giorni fa che Monti e Fornero avessero deciso di accantonare il tema e di procedere allo snellimento dei contratti di lavoro …