Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Perché lo spread conta (ma da solo non basta)", di Donato Masciandaro

In questi giorni si osserva con generale grande soddisfazione la riduzione dello spread dell’Italia, arrivato a quota 375, duecento punti sotto il picco del novembre scorso. Ma che cosa è oggi lo spread? Quando un termometro nato per indicare un rischio economico futuro diventa invece un segnale di crisi politica imminente, dobbiamo continuare a utilizzarlo come se niente fosse accaduto, ovvero interrogarci su come migliorarlo? Un effetto generale e pervasivo della crisi dei debiti sovrani europei avviatasi dal 2010 è il tracimare – anche nel linguaggio comune – del termine spread. I l significato del sostantivo spread ha subito una rapida evoluzione proprio a partire da quel momento. Lo spread BB10 di cui parliamo è la differenza tra il rendimento di un titolo italiano (BTp) e quello di un titolo tedesco (Bund) su uno stesso orizzonte temporale: dieci anni. Ma lo spread si può calcolare anche per Paesi diversi dall’Italia. In generale perciò la differenza tra i due rendimenti ci dà la misura di un rischio futuro: se lo spread è nullo, vuol dire che …

“Perché lo spread conta (ma da solo non basta)”, di Donato Masciandaro

In questi giorni si osserva con generale grande soddisfazione la riduzione dello spread dell’Italia, arrivato a quota 375, duecento punti sotto il picco del novembre scorso. Ma che cosa è oggi lo spread? Quando un termometro nato per indicare un rischio economico futuro diventa invece un segnale di crisi politica imminente, dobbiamo continuare a utilizzarlo come se niente fosse accaduto, ovvero interrogarci su come migliorarlo? Un effetto generale e pervasivo della crisi dei debiti sovrani europei avviatasi dal 2010 è il tracimare – anche nel linguaggio comune – del termine spread. I l significato del sostantivo spread ha subito una rapida evoluzione proprio a partire da quel momento. Lo spread BB10 di cui parliamo è la differenza tra il rendimento di un titolo italiano (BTp) e quello di un titolo tedesco (Bund) su uno stesso orizzonte temporale: dieci anni. Ma lo spread si può calcolare anche per Paesi diversi dall’Italia. In generale perciò la differenza tra i due rendimenti ci dà la misura di un rischio futuro: se lo spread è nullo, vuol dire che …

«È scandaloso. Questi fondi siano restituiti allo Stato», intervista a Pierluigi Castagnetti di Natalia Lombardo

Il parlamentare del Pd sollevò dubbi nel 2009 «Va recuperata la fiducia nella politica affrontando i nodi: articolo 49 della Carta e legge elettorale» Sconvolgente, è una vicenda di una gravità inaudita. L’ho detto a Rutelli: i fondi devono essere restituiti tutti e devono tornare allo Stato. Ma dobbiamo sciogliere alcuni nodi, per ridare legittimità ai partiti: attuare l’articolo 49 della Costituzione e cambiare legge elettorale». Pierluigi Castagnetti, Pd, presidente della Giunta per le autorizzazioni della Camera, è stato l’ultimo segretario del Ppi e l’ha traghettato nella Margherita. Lei pensa che il cosiddetto «tesoretto di Lusi» fosse destinato a finanziare un altro partito o correnti? «Non abbiamo elementi, e quando siamo di fronte a reati di tale gravità non si può giudicare senza elementi. Questa vicenda è gravissima, è la prima volta che un tesoriere si appropria dei soldi di un partito. E così tanti, 13 milioni fatti fuori, inimmaginabile. Io penso che Lusi in questi anni abbia usato la sua posizione di potere per elargire qualche finanziamento per delle attività politiche» Di chi? Dell’Api …

"Il falso castello di Marco Travaglio", di Cristoforo Boni

Marco Travaglio, dispensatore quotidiano di contumelie e ancor più di improbabili congetture spacciate come verità assolute, ieri su “il Fatto” se l’è presa con il nostro giornale. Dopo aver detto nientemeno che destra e sinistra non esistono più (sarebbero «etichette giurassiche») – peccato che l’abbia fatto proprio nel giorno in cui Mario Monti è tornato alla carica dell’articolo 18 per ostacolare il patto sociale tra imprese e sindacati – Travaglio punta l’indice contro” l’Unità. “Per restare nel suo gergo potremmo dire che due sono i capi d’accusa: una «delirante campagna in difesa di Ottaviano Del Turco» e una complicità con il Pd sulla riforma della responsabilità civile dei magistrati. La seconda accusa è ridicola, anzi è soltanto strumentale alla campagna che “il Fatto “conduce contro il Pd. Siccome, nella visione di Travaglio il fronte della politica passa dalle procure, dai tribunali e procede a colpi di scomunica (mentre invece tutto ciò che riguarda il conflitto sociale e i poteri reali dell’economia è quasi irrilevante), quale occasione migliore delle battaglie parlamentari sulla giustizia per distribuire patenti …

“Il falso castello di Marco Travaglio”, di Cristoforo Boni

Marco Travaglio, dispensatore quotidiano di contumelie e ancor più di improbabili congetture spacciate come verità assolute, ieri su “il Fatto” se l’è presa con il nostro giornale. Dopo aver detto nientemeno che destra e sinistra non esistono più (sarebbero «etichette giurassiche») – peccato che l’abbia fatto proprio nel giorno in cui Mario Monti è tornato alla carica dell’articolo 18 per ostacolare il patto sociale tra imprese e sindacati – Travaglio punta l’indice contro” l’Unità. “Per restare nel suo gergo potremmo dire che due sono i capi d’accusa: una «delirante campagna in difesa di Ottaviano Del Turco» e una complicità con il Pd sulla riforma della responsabilità civile dei magistrati. La seconda accusa è ridicola, anzi è soltanto strumentale alla campagna che “il Fatto “conduce contro il Pd. Siccome, nella visione di Travaglio il fronte della politica passa dalle procure, dai tribunali e procede a colpi di scomunica (mentre invece tutto ciò che riguarda il conflitto sociale e i poteri reali dell’economia è quasi irrilevante), quale occasione migliore delle battaglie parlamentari sulla giustizia per distribuire patenti …

"Bersani a Napolitano: siamo preoccupati, il Pdl non è leale", di Emilia Patta

«Il Pdl sta venendo meno al suo dovere di responsabilità». La preoccupazione del leader del Pd Pier Luigi Bersani dopo il voto di giovedì alla Camera, con Pdl e Lega che a scrutinio segreto hanno fatto passare la responsabilità civile diretta per i magistrati che sbagliano, è palpabile. Ne ha parlato giovedì sera durante il “vertice” di maggioranza alla presenza del premier Mario Monti e del segretario azzurro Angelino Alfano. E ieri lo ha ripetuto al Quirinale a Giorgio Napolitano. «Non può esserci un partito che, pur non condividendo al 100 per 100 l’azione di governo, responsabilmente mantiene gli impegni mentre altri votano a seconda delle convenienze giocando a mani libere». L’incontro con il capo dello Stato, che aveva già incontrato nei giorni scorsi Silvio Berlusconi e Gianni Letta per una colazione “privata”, è stato sollecitato proprio da Bersani. Il segretario democratico ha elencato una serie di episodi che al Pd non sono affatto andati giù e che alimentano la preoccupazione che il Pdl non stia giocando lealmente. La Rai e il voto a maggioranza …

“Bersani a Napolitano: siamo preoccupati, il Pdl non è leale”, di Emilia Patta

«Il Pdl sta venendo meno al suo dovere di responsabilità». La preoccupazione del leader del Pd Pier Luigi Bersani dopo il voto di giovedì alla Camera, con Pdl e Lega che a scrutinio segreto hanno fatto passare la responsabilità civile diretta per i magistrati che sbagliano, è palpabile. Ne ha parlato giovedì sera durante il “vertice” di maggioranza alla presenza del premier Mario Monti e del segretario azzurro Angelino Alfano. E ieri lo ha ripetuto al Quirinale a Giorgio Napolitano. «Non può esserci un partito che, pur non condividendo al 100 per 100 l’azione di governo, responsabilmente mantiene gli impegni mentre altri votano a seconda delle convenienze giocando a mani libere». L’incontro con il capo dello Stato, che aveva già incontrato nei giorni scorsi Silvio Berlusconi e Gianni Letta per una colazione “privata”, è stato sollecitato proprio da Bersani. Il segretario democratico ha elencato una serie di episodi che al Pd non sono affatto andati giù e che alimentano la preoccupazione che il Pdl non stia giocando lealmente. La Rai e il voto a maggioranza …