"Quel pupillo spinto dalla ´ndrangheta crepa letale nel cerchio di Formigoni", di Alberto Statera
Il boss disse: “Vado da Ponzoni e mi faccio fare lo svincolo”. Dietro all´ascesa dell´ex assessore i capi calabresi di Desio, Natale e Saverio Moscato. Era già emerso che la criminalità puntava su Ponzoni e sui suoi rapporti col Governatore. Qui Desio, piccola capitale lombarda della ´ndrangheta, fiera della sua basilica dei Santissimi Siro e Materno, con la cupola miracolosamente costruita senza il sostegno di colonne portanti, e orgogliosa del suo concerto di campane. La basilica è ben solida in piedi anche senza colonne e lo sarà ancora per secoli. Ma il concerto di campane che risuona a Milano annuncia che è proprio qui che invece sta per venire giù rovinosamente la cupola che da un ventennio il celeste Roberto Formigoni ha edificato su Milano e sulla Lombardia. Con un cemento marcio, fatto di devozione al braccio affaristico di Comunione e Liberazione e di sottomissione a quello criminale della ´ndrangheta calabrese. Fatto di assessori regionali corrotti, di faccendieri, di tangenti, di appalti truccati, di disastri ambientali, di finanziamenti illeciti, nell´orgia di una nuova classe di …
