Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Una fiducia a tempo", di Massimo Riva

L´asta dei Bot semestrali di ieri era attesa come il primo banco di prova importante per il governo Monti sul mercato dei titoli di Stato. È andata bene, si può dire perfino benissimo perché i rendimenti a carico del Tesoro si sono letteralmente dimezzati rispetto all´appuntamento precedente: 6,50 per cento a novembre, 3,25 ieri. Il senso di questo robusto passo indietro è tutt´altro che imperscrutabile. Un mese fa ancora non era chiaro se e quale manovra del nuovo governo sarebbe riuscita a superare senza troppi danni il vaglio parlamentare. E perciò sui mercati continuavano ad aleggiare forti timori sulla tenuta finanziaria del paese anche a breve termine. Il varo definitivo del decreto «Salva Italia» ha sgomberato il campo da ogni dubbio e incertezza sullo stato della nostra finanza pubblica quanto meno per il prossimo anno. In sostanza, è fuori da ogni logica economica immaginare che l´Italia possa andare in «default» nei mesi immediatamente a venire. Ecco perché i sottoscrittori dei Bot semestrali hanno avanzato forti richieste di titoli e si sono accontentati di un tasso …

Napolitano: nella crisi leader europei in affanno ora serve più coraggio

Siamo ora giunti, in special modo in Europa, a un terzo appuntamento con la storia: quello del calare – approfondendolo come non mai – il nostro processo di integrazione nel contesto di una fase critica della globalizzazione. Ed è vero che questa volta le leadership europee appaiono invece in grande affanno a raccogliere la sfida, innanzitutto nei suoi termini di crisi incalzante dell´euro; appaiono palesemente inadeguate anche a causa di un generale arretramento culturale e di un impoverimento della vita politica democratica, che hanno congiurato nel provocare fatali ripiegamenti su meschini e anacronistici orizzonti e pregiudizi nazionali. Particolarmente acuta è oggi per le forze riformiste l´esigenza di perseguire nuovi equilibri, sul piano delle politiche economiche e sociali, tra i condizionamenti ineludibili della competizione in un mondo radicalmente cambiato e valori di giustizia e di benessere popolare, divenuti concrete conquiste in termini di diritti e garanzie attraverso la costruzione di sistemi di Welfare State in Italia e in Europa. Con i Trattati di Roma del 1957 e la nascita del Mercato Comune, furono riconosciuti e assunti …

"Lavoro e figli ancora incompatibili. Il 37% delle donne lascia l'impiego", da repubblica.it

Il rapporto su “La conciliazione tra lavoro e famiglia” ribadisce come in Italia le attenzioni per la prole in tenerissima età resti un compito femminile, con conseguenti aggiustamenti nella vita lavorativa. Le occupate a tempo pieno vorrebbero più spazio per la famiglia nelle loro vite, soddisfatte le impiegate part-time. La cura dei figli, soprattutto in tenerissima età, in Italia continua a essere un compito da donne e la vita lavorativa deve necessariamente adattarsi alla condizione di madre anche in relazione all’indisponibilità di servizi di supporto adeguati alle proprie esigenze in termini di costi, orari, vicinanza alla zona di residenza e presenza di personale specializzato. La conferma arriva dallo studio Istat focalizzato su “La conciliazione tra lavoro e famiglia”. Che, tra l’altro, evidenzia come le donne occupate a tempo pieno sognino di potersi dedicare di più alla cura del proprio nucleo affettivo, mentre le impiegate part-time sono in maggioranza soddisfatte dell’equilibrio tra tempo dedicato al lavoro e tempo dedicato alla famiglia. Profonda la differenza tra Nord e Sud: nel Mezzogiorno e nelle Isole è occupato il …

"Monti abbia coraggio", di Rinaldo Gianola

Il consiglio dei ministri si riunisce oggi per avviare la cosiddetta «fase due» dell’azione di governo che dovrebbe essere concentrata sullo sviluppo dell’economia, mentre, per la verità, la «fase uno» ha lasciato uno strascico di polemiche e di tensioni politiche e sociali che certo non si spegnerà con la fine del 2011. La manovra «Salva Italia» approvata in tempi record e con una maggioranza vastissima era ritenuta dal governo Monti il primo passo indispensabile per sistemare le emergenze più gravi, conti e debito pubblico, e per recuperare in Europa e sui mercati un po’ di credibilità che potesse garantire al Paese di recitare una parte da protagonista e non da comparsa nel futuro dell’Unione. Ma se questi sono stati gli obiettivi condivisi dalle maggiori parti politiche, non si può certo dire che al momento l’amara ricetta recapitata alle famiglie, ai lavoratori, ai pensionati abbia prodotto i risultati sperati. Naturalmente c’è bisogno di tempo e di altre misure, ma siccome in questo sistema economico malato bisogna fare tutti i giorni i conti con lo spread, la …

"Sui troppi sprechi nella sanità ora indaga la Guardia di Finanza" di Fiorenza Sarzanini

Sprechi nella spesa pubblica come l’evasione fiscale: nel 2011 sono stati recuperati quasi 300 milioni di euro, a fronte dei 30 nel 2010. Così il comandante della Guardia di Finanza, Nino Di Paolo, tra le priorità del 2012 ha indicato le verifiche sui dipendenti pubblici, soprattutto nella sanità. Sprechi nella spesa pubblica equiparati all’evasione fiscale. Il comandante generale della Guardia di Finanza Nino Di Paolo indica ai reparti territoriali le priorità per il 2012 e in cima alla lista inserisce proprio le verifiche sull’attività dei dipendenti pubblici con un’attenzione particolare agli esborsi illegittimi nel settore sanitario. Sono i risultati ottenuti nell’ultimo anno a segnare il percorso da seguire, perché nel 2011 l’incremento delle verifiche in questo campo ha fatto aumentare di quasi dieci volte le somme recuperate passando dai circa 30 milioni di euro frodati nel 2010 ai 276 milioni di euro degli ultimi dodici mesi. Cifra record che si somma a quelle incamerate grazie agli accertamenti sui doppi lavori svolti dai dipendenti senza ottenere l’autorizzazione e dunque, nella maggior parte dei casi, senza coprire …

"Euro anno 10 un´epoca vissuta pericolosamente", di Maurizio Ricci

Un pessimo compleanno, di quelli in cui la salute del festeggiato appare sempre più precaria, i medici non sembrano all´altezza. Francamente, non se l´aspettava nessuno: perché nonostante i dubbi iniziali, i primi dieci anni dell´euro, entrato nelle nostre tasche il 1 gennaio 2002, sono stati un lungo successo. Almeno per otto anni, la moneta unica ha assicurato all´Europa stabilità e una generale prosperità. All´inizio, ci si chiedeva se avrebbe retto la parità con il dollaro: si è dimostrato più forte della valuta americana, stabilizzandosi su un cambio di 1,30-1,40. Quando, dopo il 2008, le cose si sono messe al brutto, è parso l´ombrello con cui ripararsi dalle intemperie della crisi mondiale: figurarsi dove saremmo, ci si diceva mentre esplodeva il dramma greco, senza l´euro. Solo negli ultimi mesi ci si è accorti che all´ombrello mancavano dei pezzi e che il manico era fin troppo fragile. Agli italiani, le nuove banconote erano state presentate come una sorta di passaporto da cittadini europei, moderni e maturi. E lo sono state, a cominciare dalla vita quotidiana. Lo testimonia …

"Liberalizzare con coraggio", di Sandro Gozi

Usciamo dal Medioevo e facciamo un passo nella modernità e nell’equità sociale. Le liberalizzazioni, in Italia, servono a questo. E da un governo che conosce bene quella famosa frase di Friedrich Von Hayek, quasi ritagliata su misura dello stivale italico – «La competizione è il terrore di tutti i conservatori di destra, di centro e di sinistra. Uno dei tratti fondamentali dell’atteggiamento conservatore è il timore del cambiamento» – questo ci aspettiamo. Non esiste altro paese europeo così bloccato da restrizioni all’accesso, regimi di concessione, barriere legali e famigliari, veri e propri blocchi corporativi come l’Italia. Non basta liberalizzare gli orari dei negozi (peraltro, i commercianti sinora sono tra i pochi ad avere conosciuto vere liberalizzazioni…). E rafforzare i poteri dell’autorità garante per la concorrenza è condizione necessaria ma non sufficiente per un mercato libero ed efficiente. Il primo elenco delle cose da fare o da completare è noto: ci aspettiamo che il governo ricominci (bene) dall’opera ancora incompiuta. Innanzitutto frequenze radiotelevisive, ordini professionali, energia e gas, autostrade, farmacie. I taxi? Problema soprattutto di Milano …