Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Boicottare la Lega", di Pietro Spataro

Ormai non sanno più che cosa inventarsi. Travolti dal sacro furore dell’opposizione dura e pura i leghisti si comportano come pugili suonati che menano fendenti a casaccio. È con questa irrefrenabile pulsione che ieri un’eurodeputata del Carroccio, talMara Bizzotto, ha ospitato, sicuramente con soddisfazione, sul suo profilo Facebook la proposta di boicottare il discorso di fine anno del presidente della Repubblica. Ovviamente lo ha fatto senza risparmio di offese: Napolitano viene infatti considerato un traditore della Patria che ha agito incostituzionalmente e verso il quale va manifestata profonda indignazione. La signora Bizzotto, esponente di spicco della Lega a Bassano del Grappa, si è distinta nella sua attività parlamentare per un altro boicottaggio: quello dei rifiuti di Napoli, mai nel Veneto. E si è impegnata alla spasimo per costituire una squadra ciclistica veneta e per garantire i servizi (case popolari o libri di testo) solo ai veneti. Insomma, una vera paladina della superiorità della «razza veneta». Non sappiamo se la proposta di spegnere la tv quando la sera del 31 apparirà Napolitano incontrerà il favore dei …

"Investire sul lavoro: l’Europa torni a scoprire l’attualità di Keynes" di Laura Pennacchi

È stupefacente che l’Italia e l’Europa stiano precipitando in una gravissima recessione senza fare niente per arrestarla e, anzi, aggravandola con politiche restrittive draconiane, irrimediabilmente destinate a comprimere i consumi e gli investimenti. Questo è accaduto al vertice europeo dell’8-9 dicembre, sotto l’imperio del duo Merkel-Sarkozy. In quella sede l’ortodossia mirata a un’austerità fiscale generalizzata è risultata addirittura rafforzata, spingendo l’Europa nel «vicolo cieco» di cui parla Giuliano Amato. E ciò mentre indicatori tutti al negativo la disoccupazione esplosiva, la decrescita del commercio internazionale, lo sgonfiamento del boom dei paesi emergenti compresa la Cina, la moltiplicazione delle misure protezionistiche inducono il Fondo Monetario Internazionale ad evocare il rischio che si ripeta qualcosa di molto simile alla Grande Depressione degli anni 30, con il suo corredo di congiunzione tra recessione e tragedie totalitarie. In questa situazione non dovrebbe sfuggire a nessuno la rinnovata centralità della questione del lavoro, non come ulteriore precarizzazione del mercato del lavoro (come vorrebbero i sostenitori dell’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori), ma come riattivazione di «piena e buona occupazione» con …

"Italia 2065 11 milioni di immigrati o cittadini? La storia insegna che il figlio di un migrante può amare la Patria più di un locale" di Gian Antonio Stella

«Siete vecchi! Vecchi! Vecchi!». Il tormentone di Oliviero Toscani è ripreso nei dati Istat: l’età media degli italiani, che è già a 43,5 anni, è destinata a salire quasi a 50. E andrebbe ancora più su senza gli immigrati. Che in mezzo secolo dovrebbero triplicare. C’è chi si sentirà gelare il sangue. Ma mai come in questo caso i numeri vanno presi con le pinze. E possono aiutare a capire. Gli anziani con oltre 65 anni che sono un quinto (20,3%) della popolazione, dovrebbero nel 2043, cioè fra poco più di tre decenni (il tempo che ci separa, per dire, dal festival di Sanremo segnato dal «Wojtilaccio» di Benigni) passare il 32%. Uno su tre. Il numero dei bambini e dei ragazzi sotto i 14 anni dovrebbe scendere parallelamente nel 2037 al 12,4%: uno su otto. Mentre cresceranno i pensionati, caleranno gli italiani al lavoro per pagare quelle pensioni e accantonare le proprie: la popolazione in età lavorativa (15-64 anni) scenderà in tre lustri dal 65,7% al 62,8% per precipitare infine nel 2056 a un …

«Orario flessibile Così le donne saranno mamme lavoratrici», intervista a Maria Cecilia Guerra di Jolanda Buffalini

Il sottosegretario al Welfare commenta i dati dell’istituto dim ricerca: «Anche l’invecchiamento del Paese peserà sulla condizione femminile» È «uno scenario esplosivo» quello che esce dalla ricerca sulla prospettiva demografica presentata eri dall’Istat: fra 50 anni ci saranno 6 anziani ogni 10 persone attive. Uno scenario, dice Maria Cecilia Guerra, sottosegretario al Welfare, che, insieme ai dati sui tempi di lavoro edi cura, non può essere sottovalutato. Perché le sembra tanto preoccupante il dato sull’invecchiamento? «È una situazione che non si regge. Abbiamo sempre saputo che le donne rischiano di finire ai margini del mercato del lavoro con la nascita di un figlio. Ora assistiamo ad un fenomeno analogo e già rilevante che riguarda la cura dei genitori anziani. E la riforma pensionistica, pur doverosa, lascia scoperto un lavoro di cura di cui fino ad ora si sono fatte carico persone già in pensione». Un milione di donne vorrebbe lavorare ma non può perché non sa a chi affidare i bambini «La questione della conciliazione dei tempi dovrebbe essere un fulcro della riforma del mercato …

"Più ombre che luci nelle liberalizzazioni del governo Monti", di Antonio Lirosi

In attesa della pubblicazione del “Salva-Italia”, è utile fare una disamina delle misure contenute nel capitolo “Liberalizzazioni”, anche alla luce dei passi indietro compiuti dal governo in sede parlamentare. Va subito detto che i sette articoli di questo capitolo non produrranno, nell’immediato, effetti concreti dal lato della crescita, anzi in taluni casi creano incertezza. Se è vero che il governo ha, da un lato, le attenuanti del poco tempo avuto e dell’eccessiva aspettativa che si era manifestata a causa delle biografie di Monti e Catricalà, dall’altro va sottolineato che è mancata l’accortezza, sia di verificare preliminarmente le proposte circolate in Parlamento negli ultimi anni, sia di analizzare quello che aveva fatto ad agosto l’esecutivo precedente, per correggerne l’indeterminatezza e per allargare il campo di applicazione delle misure su cui Berlusconi si era impegnato con la Ue ma che di fatto rimangono ancora solo sulla carta (ad esempio sulle professioni). Invece si è scelto di prevedere poche norme specifiche, unitamente a disposizioni generiche che non indicano i settori in cui si applicano e che oltretutto si …

"L’Italia da svecchiare", di Guelfo Fiore

Nel 2013 andranno al voto i ragazzi nati quando si era già concluso il primo giro di Berlusconi a palazzo Chigi. Quelli che al crollo delle Torri Gemelle, l’11 settembre del 2001, avevano attorno ai sei anni. Che di Giovanni Paolo II, morto allo scoccare dei loro dieci anni, conservano l’immagine di un vecchio fiaccato dalla malattia e non del papa globe trotter che radunava milioni di fedeli nelle spianate e nelle città di tutto il mondo. Che sono cresciuti a pc, videogiochi, telefonini e pochissima televisione (al massimo, quando erano piccini, piazzati davanti allo schermo da genitori in cerca di una pausa…). Che si aggirano sui social network dall’alba alla notte. Che non sanno usare più penne e matite. Che hanno reinventato la composizione delle parole, e continuano a farlo, per adattarle ai nuovi mezzi di comunicazione e di relazione interpersonale. Nel 2013 l’Italia avrà ai suoi vertici gli stessi uomini e le stesse donne del ’95. Non è questione che riguarda solo la politica, dove pure il fenomeno è solare e macroscopico. In …

"Il nostro futuro multietnico", di Giovanna Zincone

Bisogna smettere, e pure in fretta, di pensare l’italiano tipo come un individuo dotato di nonni nati in Italia. Questo è un messaggio chiave che trasmette il rapporto dell’Istat sul futuro della popolazione del nostro Paese. Infatti, a vivere in Italia nel prossimo mezzo secolo saranno sempre di più persone e famiglie che hanno origini straniere, più o meno lontane nel tempo. E fin d’ora non sono poche. Già all’inizio del 2011 i residenti stranieri in Italia erano più di 4 milioni e mezzo, cioè il 7,5% del totale. E dal computo sono esclusi gli immigrati e i loro discendenti che hanno ottenuto la cittadinanza. L’Istat prevede, seppure con molte cautele metodologiche, che nel 2065 la percentuale degli stranieri arrivi nell’ipotesi più bassa al 22% e in quella più alta al 24% dell’intera popolazione residente. Possono sembrare dati impressionanti, ma non è il caso di lasciarsi impressionare. E per una serie di motivi. Come sanno bene i ricercatori dell’Istat, le previsioni sulla popolazione quando si proiettano su tempi molto lunghi possono presentare grosse sorprese. Su …