Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Sì del governo agli odg sull'asta per le frequenze tv", da repubblica.it

Il governo ha accolto nell’aula della Camera due ordini del giorno analoghi, di Idv, Lega eed esponenti del Pd, che lo impegna ad annullare l’assegnazione gratuita delle frequenze Tv, e a indire una successiva asta “a titolo oneroso”. Il documento, essendo stato accolto, non è stato posto ai voti. Lo ha comunicato il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, che ha corretto una sua precedente indicazione in cui ne chiedeva l’accantonamento. Il “beauty contest”, cioé l’assegnazione a titolo gratuito delle frequenze tv liberate dal digitale terrestre era stato deciso dal governo Berlusconi e contestato dalle opposizioni 1in quanto assegnava agli operatori telefonici, senza alcun onere, 2 i canali analogici liberati. Il beauty Contest era stato all’epoca votato anche dalla Lega che oggi, invece, ha presentato un Odg di segno totalmente contrario. L’ordine del giorno della Lega, di cui il primo firmatario è Roberto Maroni, ricorda il cosiddetto “beauty contest”, cioè il bando di gara per l’assegnazione gratuito delle frequenze in digitale terrestre. Al contrario “la recente gara 4G per il mercato delle …

Dichiarazione di voto di Dario Franceschini sul decreto 'Salva Italia' alla Camera dei Deputati

Signor Presidente, in questa stagione di comprensibili tensione sociali, di paure, in questa situazione di sfiducia nei confronti della politica, in cui, purtroppo, tutto sembra scaricarsi sui parlamentari e sul loro lavoro, vorrei rivendicare in quest’Aula, non per il gruppo del Partito Democratico ma, se mi è consentito, per l’intero Parlamento, il lavoro che è stato fatto su questa manovra, in una situazione politicamente difficile, inedita. In soli nove giorni, è stata esaminata, corretta e approvata la manovra, e la fiducia viene messa non sul maxiemendamento del Governo, ma sul testo approvato dalle Commissioni (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). È stato un lavoro di miglioramento lasciando intatti i saldi, il carattere strutturale della manovra, gli impegni assunti con l’Unione europea, una manovra indispensabile, urgente per la situazione di crisi del nostro Paese – sull’orlo del fallimento, è stato detto dal Presidente Monti -, indispensabile per far uscire l’Italia dalla situazione in cui si trova dopo gli ultimi tre anni. Abbiamo ascoltato i deputati e le deputate della Lega: sembrano scesi dalla luna (Applausi …

"Bossi, il richiamo della foresta", di Francesco Merlo

Il governo Monti ci ha restituito la Lega nella sua oscena verità. Il Calderoli che urla e fa pernacchie in Parlamento è molto più vero del Calderoli vicepresidente del Senato lodato per la sua correttezza notarile persino da Anna Finocchiaro. Maroni e Gianluca Bonanno, Roberto Castelli e Fabio Rainieri sono molto più se stessi come ruspante ed eversivo presidio da osteria che come classe di governo. E bastava osservare la felicità e il piacere che provavano nell´insultare Fini e le Istituzioni per capire che è un ritorno alla natura, lo stesso richiamo della foresta che spinge Bossi a liquidare Berlusconi con il massimo della raffinatezza di cui è capace: «Se lo vedo, mi metto a ridere». Ma se è vero che Berlusconi è grottesco è anche vero che l´altro è ormai patetico come randagio della politica italiana. La malattia trasfigura e persino affascina ma in politica è capriccio, piedistallo, messa in scena, indifferenza o pietà: non più consenso, ma colore. E bisogna ricordare come i due leader si toccavano, e gli sguardi d´intesa con i …

"La democrazia economica", di Massimo Giannini

Non è un paese da economia liberale. L´Italia non lo è mai stata, e oggi lo è meno che mai. La furiosa vandea delle macro e micro-corporazioni, che si ribellano alle pur timide liberalizzazioni del governo Monti, è la prova di un drammatico limite culturale: la difesa di una rendita frutta molto di più dell´apertura di un mercato. L´operosa copertura delle categorie “in lotta”, assicurata in Parlamento da una destra provinciale e illiberale, è la confema di un tragico limite politico: garantire una lobby rende molto di più che scardinare un monopolio. Ma questo, oggi, è lo spettacolo desolante al quale stiamo assistendo, i danni del cittadino-consumatore già tartassato dalla crisi e dalla manovra. Il Paese è ufficialmente in recessione: di qui alla prossima primavera il Pil crollerà di altri due punti percentuali, nel 2013 avremo bruciato oltre 800 mila posti di lavoro. Ovunque, nelle democrazie occidentali, le liberalizzazioni sono state e sono uno dei principali fattori di sblocco dell´economia e di rilancio della crescita. Offrono un duplice vantaggio: aumentano la concorrenza (e dunque riducono …

"Dall´assalto ai rom alla furia omicida l´Italia scopre la polveriera nera", di Carlo Bonini

La diaspora neo-nazista si è fatta “cultura egemone”, senso comune delle grandi cinture metropolitane. E in difesa dei militanti accusati di violenze si riaffacciano “vecchi maestri” come Franco Freda. Le mazze dei giustizieri nel campo Rom di Torino, il sangue senegalese innocente di Firenze, il culto osceno di “Militia” e il suo nazional-socialismo antisemita che dovrebbe farsi “avanguardia rivoluzionaria”. In quattro giorni, il vulcano di risentimento e odio sociale su cui è seduto il Paese torna a dare segni di sé. E interpella innanzitutto una “diaspora” neofascista e neo-nazista che, negli ultimi dieci anni, è stata “cultura egemone”, perché diventata “senso comune” nelle cinture urbane delle grandi aree metropolitane. «Purtroppo, temo che si sia arrivati oltre la soglia – dice Ugo Maria Tassinari, uno dei più acuti osservatori da sinistra della storia della destra in Italia dal dopo-guerra ad oggi – Perché nella radicalità della nostra crisi sociale ed economica, i codici di impazzimento dei singoli, come delle piccole comunità, si moltiplicano. Si rischia di non riuscire più a ricacciare il genio dalla lampada da …

«I miglioramenti alle misure, frutto del nostro lavoro», intevista a Dario Franceschini di Maria Zegarelli

Qui ci si sta dimenticando della premessa: questo è un governo sostenuto in parlamento a forze politiche avversarie. Non è che siamo diventati maggioranza…». Dario Franceschini preferisce chiarire ancora una volta i «fondamentali» di questa vicenda politica che sta vivendo il Paese. Perché, aggiunge, «soltanto se teniamo bene a mente questo particolare, non proprio insignificante, allora si riescono a valutare le cose per quello che sono». E alla luce del fatto che non è la vostra maggioranza, come giudica la manovra, alla fine di questa serrata trattativa tra i partiti e il governo? «Come il meglio che potevamo ottenere considerando che ogni singolo cambiamento è stato frutto di un’intesa che abbiamo dovuto, e lo sottolineo, trovare con il Pdl. Questo non è il governo dei progressisti o del centrosinistra: è un esecutivo sostenuto da avversari politici. Quello che abbiamo ottenuto è un risultato positivo che, per certi versi, non mi aspettavo». Cioè? «Ma lei avrebbe scommesso, venti giorni fa, un solo euro sul fatto che saremmo riusciti a far tassare i capitali scudati e poi …

"Liberalizzazioni, carniere (quasi) vuoto", di Dario Di Vico

È difficile dar torto ai delusi delle liberalizzazioni. Questo governo ha in squadra Mario Monti e Antonio Catricalà, il commissario europeo antitrust per antonomasia e l’ex presidente dell’autorità per la concorrenza, eppure si presenta con il carniere quasi vuoto. Le liberalizzazioni, dicono i sacri testi, sono importanti per un doppio ordine di motivi, creano un ambiente imprenditoriale propedeutico alla crescita e Dio sa quanto in questa congiuntura ne abbiamo bisogno. In qualche caso poi l’apertura dei mercati produce in tempi brevi nuovi posti di lavoro. Non è automatico ma è sicuramente una condizione necessaria. In Italia il campo delle deregolazioni da attuare è vasto, proviamo a vedere come si è mosso il governo, dove ha trovato resistenza e dove forse non ha affondato il colpo per oggettiva debolezza. Se prendiamo in esame gli interessi dei grandi monopoli è facile individuare almeno tre dossier di grande interesse: il gas, le concentrazioni televisive e le autostrade. Nei primi due casi un difensore d’ufficio della coppia Monti-Catricalà sosterrebbe che sono mancati i tempi tecnici. Una scelta di liberalizzazione …