Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Quelle lacrime in diretta della Fornero", di Aldo Cazzullo

È stato l’unico squarcio nel velo, il solo momento di vita in un’atmosfera rarefatta, davvero da consiglio di facoltà: «Non so se il collega mi vuole correggere», «No, credo che il professore si sia espresso in modo adeguato…». Per fortuna, a un certo punto la Fornero ha pianto. Per fortuna del governo, in evidente deficit di comunicazione, e un po’ anche dei contribuenti e dei pensionati: i quali si sono resi conto che la frustrazione e il dispiacere, la tensione e la sofferenza, non erano soltanto dei governati, ma pure dei governanti. Immagini che oggi faranno il giro del mondo, e diventeranno il simbolo della «Quaresima dopo il carnevale». Fino a quel momento, i sacrifici erano stati comunicati con asciuttezza chirurgica. I sessantenni avevano appreso che avrebbero dovuto lavorare qualche anno in più, commercianti e consumatori si erano sentiti annunciare il secondo aumento dell’Iva in pochi mesi, le famiglie andavano calcolando quanto sarebbe costata la reintroduzione dell’imposta sulla prima casa; il tutto in un bon ton più da aula universitaria – «come diceva il mio …

"Un'amara medicina", di Dario Di Vico

Nella conferenza stampa che ieri sera ha fatto seguito al Consiglio dei ministri il nuovo governo presieduto dal professor Mario Monti ha dato una confortante prova di stile. Ha mostrato agli italiani che hanno potuto seguirla in tv o via Internet competenza e senso di responsabilità. E l’annuncio che il primo ministro rinuncerà ai compensi che gli spettano è un segno di compartecipazione ai sacrifici richiesti che va sicuramente apprezzato. Può servire a ricreare quel feeling tra il Palazzo e il Paese reale di cui avremo sicuramente bisogno nei giorni e nelle prove difficili che ci attendono. Del resto la settimana che si apre oggi si presenta decisiva per il futuro dell’Europa e il governo di Roma persegue l’obiettivo di presentare l’Italia dal lato delle soluzioni e non da quello dei problemi. Siccome lo stile è importante ma i contenuti dell’azione di governo di più, è del merito del decreto approvato ieri che bisogna discutere senza timore di sottolinearne alcune evidenti contraddizioni. Il completamento della riforma previdenziale e la riduzione dei costi delle Province, solo …

"Senza donne la politica è morta", di Serena Sapegno

Il movimento Se Non Ora Quando è nato in un periodo buio della vita italiana, quando diffusa e palpabile era la sensazione di soffocamento e di impotenza che stringeva il Paese, il declino cominciava a manifestarsi al di là di ogni pretestuosa negazione e la scena pubblica era occupata troppo spesso dalla volgarità di rapporti feudali e di compravendite di ogni genere. Snoq ha messo in luce come, sul piano simbolico, la cultura di governo poggiasse in modo organico su una continua proposizione delle donne come fedeli appendici del capo, come oggetto di scambio, come bottino del potere: la rappresentazione di un mondo nel quale compito delle donne è aderire al desiderio degli uomini, dedicarsi a rassicurarli e allietarli. Una cultura profondamente violenta che esclude metà della popolazione dal ruolo di soggetti della vita civile e non riconosce loro pieno diritto di cittadinanza. A tutto questo abbiamo detto basta. E aggiungiamo «mai più contro di noi». Ma ora che finalmente si apre una nuova stagione, che la crisi costringe tutti e tutte a uno sforzo …

"I patrimoni sono il primo obiettivo", di Stefano Lepri

È razionale tassare di più, molto di più, la casa, come misura principale di riequilibrio del bilancio. E’ razionale destinare una parte del ricavato a ridurre l’Irap. Si aggiunge una riforma delle pensioni ben congegnata, che potrebbe essere definitiva. Nuove liberalizzazioni potrebbero aprire spazi alla crescita economica ed abbassare costi e prezzi. Scompaiono parecchi enti inutili. In molti dei casi si tratta di decisioni sollecitate da anni. Tutto questo può piacere o non piacere, ma ha un disegno. L’equità di fondo è data appunto dal concentrare sui patrimoni, immobiliari e in parte anche finanziari, il pesante aggravio di imposte che la situazione di emergenza richiede e che purtroppo non poteva essere evitato. L’Italia è appunto ricca nel patrimonio rispetto ad altri Paesi anche più ricchi nel reddito; in più, i patrimoni sono distribuiti in modo più diseguale dei redditi. Dunque tassare di più la casa, pur se colpisce l’80% delle famiglie, è più pesante per i ricchi. Sarebbe meglio commisurare l’imposta ai valori di mercato piuttosto che alle fittizie e per di più invecchiate rendite …

"Province svuotate: solo dieci eletti", di Roberto Bagnoli

Cura dimagrante per le Province che perderanno la giunta e il Consiglio che avrà solo un massimo di dieci componenti. Vertici più snelli, quasi dimezzati, anche per Authority e Cnel. Arrivo del SuperInps con relativo accorpamento dell’Inpdap (dipendenti pubblici) e dell’Enpals (spettacolo). Soppressione dell’Enit (Ente per il turismo) e di una serie di consorzi di fiumi e laghi che confluiranno in un unico Consorzio nazionale. E poi tagli pesanti a Regioni, Province e Comuni per un totale di oltre 5 miliardi di euro. C’è un passaggio, nelle 86 cartelle della bozza anticipata alla stampa, che si occupa anche della retribuzione di dirigenti pubblici chiamati a fare i ministri, i vice o i sottosegretari secondo il quale se viene remunerato di meno non perde i trattamenti di favore per la previdenza e la liquidazione. Sembrerebbe disegnato apposta per l’ex direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli e l’ex direttore generale dell’Ambiente Corrado Clini chiamati entrambi a fare i ministri o vice. I tempi sono abbastanza rapidi. Entro sessanta giorni i ministeri del Lavoro e del Tesoro dovranno …

"Anche se alza la voce non è più Lega di lotta", di Ilvo Diamanti

Il sedicente – e intermittente – “parlamento padano”, riunito da ieri a Vicenza, non ha detto cose nuove rispetto al passato. Bossi e Calderoli, in particolare, hanno ribadito i principali punti del tradizionale programma della Lega. A) La secessione, in primo luogo. Proposta in chiave Ceco-Slovacca. Cioè: in modo consensuale. La Padania (non meglio definita: dove comincia e dove finisce?) e l´Italia, cioè Roma e il Sud (anche in questo caso: dove comincia e dove finisce?), dovrebbero negoziare la reciproca indipendenza. Poi, la lotta (e siamo al punto B) a ogni ipotesi di riforma del sistema pensionistico. Un provvedimento contro il quale la Lega ha annunciato una iniziativa referendaria. C) Sullo sfondo, la polemica contro l´Europa dell´euro. E quindi contro la natura di questo governo. Non votato dal popolo, ma voluto dalle banche e dai banchieri. Temi e messaggi che hanno marcato, da sempre, l´identità – e il ruolo – di opposizione della Lega. Anche quando – quasi ininterrottamente, negli ultimi dieci anni – la Lega ha governato. Da ciò la prima novità e diversità, …

«Chi sta nel sociale lo sa bene: questa crisi non è uguale per tutti», Don Luigi Ciotti

Tutti,anche quelli che per anni hanno ostentato ottimismo, parlano ormai di crisi economica e di paura del futuro. Chi sta nel sociale, sul territorio, sulla strada lo tocca con mano da tempo e ne ha segnalato, inascoltato, le avvisaglie. È una crisi da cui non si uscirà facilmente. Se ne uscirà solo – a dispetto di chi,dopo averla provocata, ne promette il superamento grazie a una nuova crescita dietro l’angolo – con trasformazioni sociali profonde. E, soprattutto, non chiudendo gli occhi. Perché la crisi non è uguale per tutti. Non è uguale per i vecchi che frugano nelle pattumiere e per i 200.000 acquirenti annui di auto di lusso da 100.000 euro e più. Non è uguale per i milioni di giovani senza lavoro o con lavori finti e per chi incrementa rendite miliardarie, evadendo ogni forma di tassazione. Non è uguale per chi muore di lavoro nero e pericoloso pagato quattro euro all’ora e per chi si arricchisce sfruttando quel lavoro. Nonè uguale per l’operaio che guadagna 1.000 euro al mese e per l’amministratore …