Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Via le province ora è possibile", di Giovanni Cocconi

Non è vero che nella manovra non ci sono tagli ai costi della politica. Anzi Il governo Monti non poteva abolire le province. Ha fatto di più: le ha svuotate. L’intervento draconiano previsto all’articolo 23 del decreto salva- Italia non poteva cancellare un ente previsto dalla Costituzione ma di fatto lo trasforma in un ente inutile. Quindi da chiudere. «Sulla Casta è ancora poco» ha scritto sul Corriere della Sera Sergio Rizzo, intestatario del copyright della campagna contro i costi della politica. Sicuro che sia così? Solo pochi mesi fa, il 25 luglio, il parlamento aveva bocciato una proposta di legge per l’abolizione delle province con il voto contrario anche del Pd. «La cancellazione delle province non è nel nostro programma » aveva spiegato il capogruppo Dario Franceschini. Ora Monti si propone di trasformarle in organi non esecutivi e non politici, di soli dieci componenti (al posto dei 45 attuali), non eletti direttamente dal popolo ma dai comuni di riferimento e, soprattutto, senza funzioni, le quali devono essere trasferite dalle regioni ai comuni «entro il …

"Misure da cambiare. Non possiamo tacere", di Cesare Damiano

All’atto del suo insediamento il Presidente del Consiglio aveva promesso rigore, sviluppo ed equità. Adesso che la manovra è stata presentata, possiamo constatare che i temi dell’equità e dello sviluppo sono rimasti in ombra. Abbiamo apprezzato le modifiche dell’ultima ora che sono state prodotte dal Consiglio dei Ministri di domenica scorsa e che hanno introdotto una tassazione dell’1,5% sui capitali scudati e rientrati dall’estero. Tassazione che ha consentito di cancellare il blocco delle indicizzazione delle pensioni fino a quelle di importo pari a 960 euro lordi mensili, cioè due volte il minimo. Però tutto questo non è sufficiente. Rintracciamo nella manovra un intervento eccessivo a scapito dei soliti noti, soprattutto dei pensionati e di coloro che sono in procinto di diventarlo. Questo intervento così sbilanciato si basa su una affermazione infondata: che il sistema pensionistico del nostro Paese sia statico,non sufficientemente riformato nel corso di questi anni e che per questo non abbia consentito di far risparmiare sufficiente risorse. Non condividiamo questa affermazione anche perché nella Nota di aggiornamento al Def approvata nel settembre scorso …

"Mettere fine al bicameralismo e cambiare la legge elettorale in 18 mesi si può fare tutto", intervista a Dario Franceschini di Goffredo De Marchis

C´è un clima nuovo, diverso, tra avversari che lo sono ancora e lo saranno alle prossime elezioni. Il Parlamento può cambiare le regole del gioco. Ci vuole una Camera non elettiva, il Senato delle regioni. Avremo così un´automatica riduzione del numero dei parlamentari. Sono tutti d´accordo. Dario Franceschini propone un patto alle forze politiche che sostengono il governo Monti. «Possiamo fare in 18 mesi quello che non siamo riusciti a fare in 20 anni». Non solo con la cura da cavallo sui conti pubblici. Ma una riforma delle regole fondamentali dello Stato. Questa è la proposta del capogruppo democratico alla Camera. Prima di tutto: c´è ancora spazio per modificare la manovra in Parlamento secondo le vostre indicazioni? «L´esecutivo, muovendosi tra vincoli europei e opinioni lontane, ha dovuto costruire una sintesi. Non è espressione del centrosinistra come non lo è del centrodestra. Ma senza snaturare la manovra si può arrivare ad altre correzioni». Questo è quello che chiede il suo partito a Monti. Cosa si chiede invece ai partiti mentre il governo salva l´Italia? «C´è un …

"È la partita dell'Italia non di Monti", di Mario Calabresi

Stiamo vivendo giorni stranissimi, improvvisamente un senso di gravità ha contagiato il Paese. Era ora che accadesse, da mesi avevamo perso credibilità e vivevamo sull’orlo del baratro, ma né la classe politica né i cittadini sembravano davvero rendersene conto ipnotizzati da scontri e divisioni. Ieri Monti ha parlato alla Camera nel silenzio e anche nel gelo: niente ovazioni e nemmeno grida e fischi. Non eravamo più abituati. Nella manovra presentata e nei discorsi che l’hanno accompagnata non c’è quella ricerca del consenso che da anni la politica rincorre a ogni latitudine, anche se da noi in modo più smaccato e plateale. Sembra esserci solo l’urgenza di fermare il crollo della diga, un crollo che avrebbe non solo distrutto la nostra economia ma anche la moneta. «Un politico pensa alle prossime elezioni, uno statista alle prossime generazioni», sosteneva De Gasperi, e mai come oggi abbiamo bisogno di recuperare uno sguardo lungo e un’idea di futuro. Anche nel Paese, tra i cittadini, c’è malumore per il peso dei sacrifici decisi dal governo. Eppure in gioco c’è il …

"Le lacrime e le parole", di Barbara Spinelli

Tendiamo a dimenticare che in tutti i monoteismi, il cuore non è la sede di passioni o sentimenti sconnessi dalla ragione. Nelle tre Scritture, compresa la musulmana, il cuore è l´organo dove alloggiano la mente, la conoscenza, il distinguo. Se il cuore di una persona trema, se quello del buon Samaritano addirittura si spacca alla vista del dolore altrui, vuol dire che alla radice delle emozioni forti, vere, c´è un sapere tecnico del mondo. Per questo il pianto del ministro Fornero, domenica quando Monti ha presentato alla stampa la manovra, ha qualcosa che scuote nel profondo. Perché dietro le lacrime e il non riuscire più a sillabare, c´è una persona che sa quello di cui parla: in pochi attimi, abbiamo visto come il tecnico abbia più cuore (sempre in senso biblico) di tanti politici che oggi faticano a rinnovarsi. Pascal avrebbe detto probabilmente: il ministro non ha solo lo spirito geometrico, che analizza scientificamente, ma anche lo spirito di finezza, che valuta le conseguenze esistenziali di calcoli razionalmente esatti. Balbettavano anche i profeti, per esprit …

Il governo presenta la manovra in Parlamento: intervento dell'On Dario Franceschini

Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, lei ha premesso all’elenco delle misure contenute nel decreto un quadro sulla gravità della situazione nel nostro Paese, sull’emergenza, quell’emergenza e quella gravità di cui noi parliamo da due anni in quest’Aula. Non dimentichiamo e la sua missione – la nostra missione – è esattamente quella di salvare l’Italia (Commenti dei deputati del gruppo Lega Nord Padania). La ragione sociale attorno alla quale è nato questo Governo – è un Governo sostenuto da una strana maggioranza parlamentare di avversari politici, che sanno di esserlo e sanno che torneranno ad esserlo alle prossime elezioni – è esattamente questa, e i dati di oggi, i dati dello spread, sono un segnale che, quando arrivano le misure, si può tornare a credere nelle capacità dell’Italia di uscire dalla crisi. Tutti sappiamo che è stato difficile mettere insieme un decreto perché normalmente, nella normalità dei Paesi, dei sistemi costituzionali, c’è una maggioranza politica che si presenta agli elettori con un programma e poi gli atti sono dettati dalla coerenza con quel programma e …

"Bersani: anch’io ho la mia parte di delusione «Ma bene le aperture»", di Maria Zegarelli

«Una manovra molto dura, che non risponde del tutto ai nostri criteri di equità»: così il segretario Pd commenta le misure presentate da Monti. Ma aggiunge: «Lavoreremo per migliorarla». Deluso? «In parte». Deluso? «Anch’io ho la mia parte di delusione». Risponde così Pier Luigi Bersani, ospite di Fabio Fazio a «Che Tempo che fa», proprio mentre il presidente del consiglio insieme ai suoi ministri presenta in conferenza stampa la manovra economica di 23 miliardi di euro. Una «manovra molto dura che non risponde del tutto ai nostri criteri di equità», ma che ha colto alcuni «suggerimenti» avanzati dal Pd, a partire dalla tassazione dell’1,5% dei capitali scudati che «insieme al fatto che per la prima volta si dice chiaramente che non ci saranno condoni è un segnale importante». Però, aggiunge il segretario, visto che «si è infranto un tabù, forse allargando un po’ quell’1,5% potremmo risolvere qualche altro problema». I MIGLIORAMENTI DA FARE Apprezzamento anche per l’innalzamento del tetto per il blocco delle indicizzazioni delle pensioni dai 440 euro al doppio del minimo, «ma con …