"Diritto di scelta sulla previdenza", di Tito Boeri
Oggi, o domani conosceremo i dettagli della riforma delle pensioni, parte più rilevante e al tempo stesso politicamente più sensibile del pacchetto di misure approntate dal nuovo governo per cercare di invertire le aspettative dei mercati. Questa volta non c´è stata la ridda di voci sui contenuti delle diverse misure, alimentata da apparizioni mediatiche dei singoli ministri, che aveva sistematicamente accompagnato le innumerevoli manovre dell´era Berlusconi. In omaggio a questo stile di lavoro del nuovo esecutivo, è opportuno rinviare ogni commento a dopo che i dettagli sulle diverse misure verranno resi noti. Alcune considerazioni sono comunque possibili già a questo stadio: riguardano i criteri sulla base dei quali la riforma potrà essere valutata e il metodo con cui è stata approntata. Il nostro Paese ha già conosciuto un´infinita serie di micro-aggiustamenti delle pensioni dopo le due riforme del 1992, quella che ha ristretto l´accesso alle pensioni di anzianità e cambiato le regole di indicizzazione delle pensioni, e quella del 1996, che ha introdotto il metodo contributivo. Ci sono stati nuovi interventi nel 1997, nel 2004, …
