Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Diritto di scelta sulla previdenza", di Tito Boeri

Oggi, o domani conosceremo i dettagli della riforma delle pensioni, parte più rilevante e al tempo stesso politicamente più sensibile del pacchetto di misure approntate dal nuovo governo per cercare di invertire le aspettative dei mercati. Questa volta non c´è stata la ridda di voci sui contenuti delle diverse misure, alimentata da apparizioni mediatiche dei singoli ministri, che aveva sistematicamente accompagnato le innumerevoli manovre dell´era Berlusconi. In omaggio a questo stile di lavoro del nuovo esecutivo, è opportuno rinviare ogni commento a dopo che i dettagli sulle diverse misure verranno resi noti. Alcune considerazioni sono comunque possibili già a questo stadio: riguardano i criteri sulla base dei quali la riforma potrà essere valutata e il metodo con cui è stata approntata. Il nostro Paese ha già conosciuto un´infinita serie di micro-aggiustamenti delle pensioni dopo le due riforme del 1992, quella che ha ristretto l´accesso alle pensioni di anzianità e cambiato le regole di indicizzazione delle pensioni, e quella del 1996, che ha introdotto il metodo contributivo. Ci sono stati nuovi interventi nel 1997, nel 2004, …

"La terza repubblica nel segno di Napolitano", di Eugenio Scalfari

Oggi, probabilmente conosceremo i primi provvedimenti del governo per raddrizzare i conti pubblici e compensare i sacrifici che graveranno su tutti i cittadini con interventi destinati alla crescita. Mario Monti non ha usato mezzi termini, i sacrifici li ha annunciati senza ipocrisia né diplomazie, ma anche ha profuso nelle sue dichiarazioni il concetto di equità. Ebbene, c´è un solo modo di intendere la parola equità in una situazione come quella che stiamo vivendo: ingaggiare la lotta contro la recessione. Se ci sarà recessione non ci sarà equità; se la domanda interna – privata e pubblica – non sarà adeguatamente incentivata, l´equità diventerà una parola vana, salvo la progressività delle misure rigoristiche; ma quella è un´equità assai impalpabile che scontenterà tutti. Quindi la crescita: maggior potere d´acquisto ai redditi medio-bassi, sgravi fiscali sugli investimenti, incentivi all´occupazione, incentivi alla costruzione di infrastrutture e ai lavori pubblici e soprattutto interventi che volgano in positivo le aspettative di consumatori, lavoratori, imprenditori, banchieri. Se non riprenderemo a crescere non ci sarà equità poiché il fardello che grava sulle spalle di …

"I privilegi vanno aboliti. Ma di tutti", di Giorgio Merlo

Al netto della demagogia, del populismo e dell’ipocrisia che accompagna ormai da molti mesi la violenta campagna antipolitica che è stata scatenata nel nostro paese, le recenti misure che hanno riguardato i parlamentari, i vitalizi, le retribuzioni sono da salutare positivamente. Certo, fa un certo effetto leggere quotidianamente gli strali dei commentatori tv e degli organi di stampa, dei direttori dei grandi giornali, dei conduttori dei vari talk show televisivi e dei grandi soloni opinion leader – quasi tutti accompagnati da lauti stipendi e prebende, il più delle volte milionari oggi, miliardari ieri – contro la classe politica, il prezzo del caffè alla buvette, il costo del “secondo” alla mensa della camera, la cifra della “diaria”, il ruolo del portaborse ecc. ecc. Ma ormai ci siamo abituati. Se costoro, cioè se questi milionari vogliono raccogliere un applauso in qualsiasi ora della giornata in tv o ricevere un plauso dai lettori del giornale e dai commenti sui blog devono, per forza di cose, prima contestare poi delegittimare e quindi sputtanare la classe politica parlamentare, le loro …

"Il buon esempio è necessario", di Gian Antonio Stella

Niente scherzi. Dopo avere già assistito in questi anni all’incenerimento di «375 mila leggi inutili», all’«abolizione di tutte le Province», a «tagli epocali ai costi della politica », alla «più spettacolare riduzione delle tasse di tutti i tempi», al «taglio di 50 mila poltrone», al «raddoppio del contributo di solidarietà» sulle buste paga dei parlamentari e via tambureggiando in una serie di annunci trionfali evaporati nel nulla, i cittadini non potrebbero perdonare un altro zuccherino propagandistico. Gli italiani lo sanno: rotto l’incantesimo del «siamo messi meglio degli altri », la situazione è pesante. Sanno che, per il bene dei figli e dei nipoti, saranno toccate le pensioni. Che, per sottrarre i Comuni con l’acqua alla gola al ricatto di cedere in cambio degli oneri di urbanizzazione su varianti urbanistiche che devastano il paesaggio, sarà reintrodotta (si spera con una equa gradualità) una tassa sulla prima casa. Sanno che c’è il rischio di un aumento delle aliquote fiscali per i redditi più alti. Ma guai se, chiamati a fare sacrifici dopo aver già visto nell’ultimo decennio …

"Italia, un paese fragile in cerca del Rinascimento", di Guido Crainz

Il rapporto del Censis è attraversato dall´urgenza di invertire la rotta. Di ritrovare quella responsabilità collettiva che è stata decisiva nei momenti più difficili della nostra storia: unico modo per porre fine al “disastro antropologico” degli ultimi anni, a un deterioramento della nostra immagine internazionale che abbiamo vissuto «con dolore e con vergogna». Occorre insomma, ribadisce il Censis, ritornare a “desiderare “, contrastare al tempo stesso il declino e la cultura del declino. Il rapporto evoca anche l´attacco speculativo di questi mesi, che ha visto in noi l´anello debole. E sottolinea la nostra incapacità di governare i processi reali, accresciuta dalla verticalizzazione e dalla personalizzazione del potere ma anche da una più generale povertà della politica. Una politica in crisi radicale di credibilità: solo un italiano su quattro dichiara di aver fiducia nel parlamento o nel governo, ed è fortissima una disattesa richiesta di onestà. Si è aperto in questo modo – prosegue il Censis – un vuoto enorme: quasi che la società possa sopravvivere e crescere “relegando milioni di persone ad essere una moltitudine …

"Gli imbrogli della Lega", di Michele Brambilla

Nella nostra candida ingenuità, quando abbiamo saputo che Roberto Cota e Luca Zaia avrebbero disertato l’incontro di domani tra governo e Regioni per partecipare invece alla riunione del «Parlamento del Nord», abbiamo pensato che il nuovo presidente del Consiglio avrebbe più di un motivo per sentirsi offeso. In un attimo siamo stati però riportati sulla terra dalle notizie d’agenzia, dalle quali abbiamo appreso che lo screanzato è Mario Monti, e gli «offesi» Cota e Zaia. «È una provocazione, uno sgarbo istituzionale», ha detto il presidente del Piemonte della convocazione a Roma. «Si è voluto fissare l’appuntamento alla stessa ora della nostra riunione, c’è stata poca sensibilità», ha aggiunto il presidente del Veneto. Come nella manzoniana notte degli imbrogli, nella versione leghista dei fatti le vittime sembrano i ribaldi, e viceversa. Lo sgarbo istituzionale diventa la convocazione, da parte del governo, dei rappresentanti delle Regioni, non il dar buca all’appuntamento. Allo stesso modo una riunione in cui si dovranno illustrare misure attese da tutto il mondo diventa «un’inutile formalità», come l’hanno definita Cota e Zaia, mentre …

"Il dovere dell'equità", di Massimo Giannini

La parola-chiave della manovra che Monti presenterà lunedì agli italiani è una sola: equità. È questa l´unica «password», etica e politica, che potrà consentire al Parlamento, alle forze sociali e all´opinione pubblica di «accedere» a un programma di sacrifici inevitabili, ma altrimenti intollerabili. Tutti parlano di equità. L´ha invocata il presidente della Repubblica il 13 novembre, quando ha conferito a Monti l´incarico di formare un nuovo governo, «su scelte urgenti di consolidamento della nostra situazione finanziaria e di miglioramento delle prospettive di crescita e di equità sociale». L´ha promessa il presidente del Consiglio nel discorso sulla fiducia il 14 novembre: «I sacrifici necessari dovranno essere equi». La chiede ora il leader del Pd Bersani, che oggi incontrerà il premier, alla ricerca di «soluzioni che coniughino il rigore con equità e consenso sociale». Ma l´equità rischia di essere una parola vuota, e dunque la password rischia di non funzionare, se la manovra di Monti non si riempie di un significato politico chiaro, che vada oltre la pura tecnica dei numeri, dei fabbisogni, dei saldi. È evidente: …