"Dieci anni ai margini. Ora si torna nel mondo" Giovanni Faleg e Giulia Serio
Dalla Russia all’Africa tutti gli errori della politica estera di Silvio. In due articoli pubblicati su Affari Internazionali nel giugno scorso, gli ambasciatori Antonio Puri Purini e Silvio Fagiolo si soffermano sulla regressione della politica estera italiana nell’ultimo decennio (2001-2011). «Lungo è il lessico del degrado», scrive Fagiolo per descrivere i fallimenti di un paese che è «declinato illudendosi di salire». «Dopo le elezioni politiche del 2001, la nuova maggioranza ha voluto marcare una discontinuità rispetto al passato», osserva Puri Purini, secondo cui quello «fu l’inizio di una sequenza di errori alla base di cui vi erano inesperienza, indifferenza, presunzione, fastidio per le regole europee». Perché la politica estera nell’era Berlusconi è arrivata al punto di rottura? In una congiuntura caratterizzata dallo strapotere dei mercati finanziari, una politica estera coerente è elemento chiave per la credibilità politica di un paese. L’incerta collocazione internazionale dell’Italia e il disorientamento regnante alla Farnesina e a Palazzo Chigi, poi, hanno aggravato la fragilità della nostra economia. È possibile un “new deal” della politica estera italiana? Al centro dell’azione diplomatica …
