Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"La frana che travolge il muro di Arcore", di Curzio Maltese

Nel finale di partita quasi tutti i regimi, per quanto grotteschi, ritrovano una compostezza a volte tragica. Non è il caso del berlusconismo, che a un passo dal congedo conserva una prorompente carica di buffoneria. Il premier è sbarcato al G20 di Cannes come fosse per il festival del cinema, distribuendo sorrisi e ottimismo. Accanto a lui, un ministro dell´Economia ormai commissariato, Giulio Tremonti, che esibiva la faccia mesta dell´ostaggio. Questa la coppia in missione di fiducia per conto del paese, al cospetto dei potenti della terra. In conferenza stampa Nicholas Sarkozy ha espresso, stavolta senza risolini, un aperto e sereno scetticismo sulle promesse del premier italiano e rinviato ogni commento a quando (e se) saranno tradotte in provvedimenti concreti. Nel frattempo a Roma prosegue la fuga dal Titanic della maggioranza, la frana che travolge il muro di Arcore. Altri due parlamentari del Pdl hanno afferrato la ciambella di salvataggio dell´Udc, tre sedicenti responsabili sono saliti sulle scialuppe del gruppo misto. Dopo un anno di campagna acquisti e allegra fiera delle poltrone, Berlusconi si ritrova …

"La maggioranza perde ancora pezzi due deputati del Pdl in fuga verso l'Udc", da repubblica.it

Alessio Bonciani e Ida D’Ippolito lasciano il partito del premier per passare con Casini. Pippo Gianni, ex Responsabili, annuncia: “All’80% voto contro la fiducia sulle misure anticrisi”. Tre parlamentari di Popolo e Territorio tornano nel gruppo Misto: “Ma restiamo fedeli a Silvio”. Il centrodestra torna a quota 314. E Storace tuona contro chi cambia partito: “Meriterebbero di essere fucilati alla schiena”. La parlamentare Ida D’Ippolito passa dal Pdl all’Udc . Con il passare delle ore i “maldipancia” della maggioranza si stanno trasformando in vere e proprie coliche. Dopo le manovre degli “scajoliani”, i malumori dell’area che fa riferimento a Beppe Pisanu, i distinguo di un fedelissimo come Paniz e la lettera dei sei “frondisti” 1 , lo stillicidio di prese di distanza da Silvio Berlusconi è proseguito anche oggi. A nulla sono servite la decisione del premier di porre la fiducia 2 sul maxiemendamento al ddl Stabilità 3 e l’ottimismo del segretario Angelino Alfano secondo cui “si risolverà tutto” perché gli scontenti “non sono usciti ma hanno posto questioni politiche che valuteremo con attenzione”. Due …

"Lega, emorragia di consensi", di Roberto D'Alimonte

E adesso la Lega Nord cosa farà ? Con i mercati che chiedono misure sempre più incisive per affrontare il problema del debito e della crescita lo spazio di manovra del Carroccio si sta restringendo pericolosamente. Lo stare al governo non è più una opportunità ma è diventato un fardello oneroso in termini politici. Gli ultimi dati di sondaggio confermano che continua, e anzi si sta accentuando, la perdita di consensi. Sono passati meno di due anni dalle ultime elezioni regionali che hanno visto un grande successo del Carroccio ma quel tempo sembra oggi molto lontano. Allora la Lega Nord arrivò al 12,3% dei voti nel complesso delle tredici regioni in cui si è votato. Ma nelle due maggiori regioni del Nord-Est, Lombardia e Veneto, il Carroccio è arrivato al 29,3% contro il 29,4% del Pdl. Per soli 4.332 voti il partito di Bossi non è riuscito a diventare il primo partito del Lombardo-Veneto. Il sorpasso sul Pdl le è invece riuscito in Veneto dove ha ottenuto il 35,2% contro il 24,8% del Pdl. Il …

"Vogliono solo arrivare a Natale", di Stefano Menichini

L’unico che l’aveva detta vera era stato Alfano, dietro la porta chiusa di un vertice del Pdl nel pomeriggio: dobbiamo a ogni costo arrivare a Natale. Arginare le defezioni nella maggioranza. Approdare a gennaio, quando la caduta del governo non potrà più essere rimediata dalla nascita di un altro esecutivo, ma solo seguita dalla corsa a elezioni a marzo. C’era solo questo calcolo, politica spiccia di mediocre livello, dietro al tentativo che ieri sera – mentre chiudevamo questa edizione – stava invece portando il governo sugli scogli di una abdicazione definitiva. Berlusconi voleva provare a salvarsi dal diktat europeo con un decreto che si limitava alla faticosa riscrittura della letterina redatta la settimana scorsa da Brunetta. Ma sul punto di varare il decreto, la giustificata diffidenza di Napolitano e la resistenza di Tremonti sembravano ieri sera avere avuto la meglio. Se è saltato il decreto, è saltata la manovra salva-governo. Ed è saltato il governo medesimo, verrebbe da concludere obbligatoriamente. Alla vigilia della scadenza, il G20 di Cannes, alla quale ci si sarebbe dovuti presentare …

"Successi internazionali, soldi e calcio. Silvio e il complesso del numero uno" di Gian Antonio Stella

«Ghe pensi mi». «No, per favore: no!». Mettetevi al posto del Cavaliere: è dura, per chi è convinto di essere «di gran lunga il miglior presidente del Consiglio che l’Italia abbia avuto nei 150 anni della sua storia», sentirsi assediato dalle invocazioni a farsi da parte. Non è solo una questione politica: è una pugnalata al suo amor proprio. Sono anni che il Cavaliere batte e ribatte: «In Italia nessuno può dire di aver fatto quanto ho realizzato io. Nemmeno in Europa c’è uno che abbia una caratura paragonabile a quella di Berlusconi. E in America solo Bill Gates mi fa ombra. Adesso direte che sono presuntuoso, che ho un complesso di superiorità. Ma parlano i fatti». Una convinzione radicata: «Non c’è nessuno sulla scena mondiale che può pretendere di confrontarsi con me, nessuno dei protagonisti della politica che ha il mio passato, che ha la stessa storia che ho io. Quando mi siedo a fianco di questo o quel primo ministro o di un capo di Stato, c’è sempre qualcuno che vuol dimostrare di …

"Le 48 ore di battaglia tra il premier e Tremonti", di Francesco Bei

Niente decreto. Tremonti era contrario, lo stesso Napolitano non voleva che si trasformasse in un “carrozzone”. Si è infranta così, alle otto di sera, l´ultima speranza di Berlusconi di presentarsi oggi al summit dei G20 con qualcosa di concreto (e immediatamente esecutivo) in mano. A questo punto il governo è appeso a un filo sempre più sottile. Anche il Colle ha fatto sapere a Gianni Letta che palazzo Chigi non poteva infarcire il decreto di norme che con l´emergenza finanziaria non c´entrano nulla. Come quelle sulla giustizia e sul mercato del lavoro. «Un decreto sulla materia economica va bene ma non potete fare un carrozzone», il messaggio recapitato dal Quirinale. Inoltre non sarebbe stato corretto, mentre il capo dello Stato chiede all´opposizione «responsabilità» e «condivisione» sulle misure per il risanamento, stroncare ogni dialogo parlamentare agendo per decreto. Niente da fare, visto che in maniera surrettizia Berlusconi aveva provato a infilare nel decreto qualcosa che al Quirinale non deve essere piaciuto affatto. Come l´incandescente riforma dell´articolo 18 dello Statuto, quella che liberalizza i licenziamenti senza giusta …

"Troppa incertezza, Napolitano rimuove la "tutela" al premier", di Marcello Sorgi

Berlusconi sempre più in difficoltà: dopo il 14 dicembre e il 14 ottobre, è in arrivo un nuovo braccio di ferro parlamentare, come quelli in cui a malapena il governo s’è salvato due volte, e che potrebbe pure essere anticipato di qualche giorno, per tentare di abbattere il governo vieppiù indebolito negli ultimi giorni. Il Cavaliere è infatti arrivato oggi al G20 di Cannes in condizioni più difficili rispetto all’ultimo vertice europeo di due settimane fa, quand’era riuscito a strappare l’approvazione per la lettera di intenti con cui l’Italia si era impegnata su una serie di drastiche misure anticrisi. La conclusione del consiglio dei ministri, dopo una giornata di indiscrezioni smentite su provvedimenti di portata eccezionale, è stata al di sotto delle attese anche dello stesso premier. Il braccio di ferro sul si o il no al decreto con Tremonti, concluso con l’approvazione di un maxiemendamento alla legge di bilancio ha messo in evidenza il permanere di divergenze insuperabili all’interno dell’ esecutivo. Una nuova lettera di frondisti del Pdl, con firme pesanti di esponenti di …