Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Il cavaliere all'ultimo atto", di Massimo Giannini

Di fronte a un´Europa sospesa fra la tragedia greca e la farsa italiana, Berlusconi riesce a sprecare anche la sua ultima carta. Come un pokerista fallito, che non ha punti in mano e vive solo di bluff, butta via in un colpo solo la borsa e la vita. Si gioca il Paese (con un ridicolo «piano anti-crisi» che i partner della Ue potrebbero bocciare) e il governo (con una penosa retromarcia che i frondisti del Pdl hanno già bocciato). Atteso al varco dai Grandi del mondo, il presidente del Consiglio si presenta a mani nude al G-20 di questa mattina. Il presidente della Banca mondiale, Robert Zoellick, ne parla come di un “lancio di dadi”. Il governo tedesco lo qualifica come inaccettabile “perdita di tempo”. Quanto alle reazioni dell´establishment di casa nostra, basti per tutti l´aggettivo con cui Ferruccio de Bortoli, sul Corriere della Sera, liquida il referendum indetto da Papandreou: “Scellerato”. Scellerato il ricorso a uno strumento di democrazia diretta? E perché mai? La risposta implicita può essere una soltanto, dato che purtroppo non …

Bersani: «Siamo pronti al governo d’emergenza ma i tempi sono stretti», di Simone Collini

Bersani assicura a Napolitano la disponibilità del suo partito a sostenere un governo di transizione. D’accordo anche Di Pietro. Casini, Fini e Rutelli chiedono a Berlusconi di riferire in Aula prima del G20. «È una delle più drammatiche giornate che l’Italia abbia mai vissuto in questa crisi finanziaria». Pier Luigi Bersani non aspetta neanche la chiusura della Borsa di Milano. Il quadro gli sembra chiaro fin dalle prime ore della mattina, quando chiama Giorgio Napolitano. Il leader del Pd esprime la sua preoccupazione al Capo dello Stato e gli assicura che anche contro i propri interessi (gli ultimi sondaggi danno il Pd al 28% e il centrosinistra avanti di 10 punti) il suo partito è disponibile a sostenere un governo di emergenza guidato da una personalità che abbia credibilità in Italia e all’estero, purché «il cambio politico» arrivi in tempi rapidi: per Bersani sarebbe necessario che già al G20 di domani l’Italia si presenti in modo diverso. Un ragionamento analogo a quello fatto con il Presidente della Repubblica da Pier Ferdinando Casini, al netto di …

"La lettera-imbroglio seppellisce Berlusconi", di Francesco Lo Sardo

Un vertice a cui si presenterà un Cavaliere azzoppato: la sua maggioranza sul punto di cedere.Berlusconi è con le spalle al muro. Chissà se il consiglio dei ministri c’è o non c’è: ma per dirsi cosa, poi? E figurarsi se può essere l’ufficio di presidenza del Pdl o un vertice con Bossi a far individuare una qualche via d’uscita. la presunta road map del governo non ha vie d’uscita, perché una vera road map non è mai esistita. Sono incartati. E adesso, molto semplicemente, non sanno – o meglio, non sa Berlusconi – che cosa fare. Quello di presentarsi a mani vuote al G20 sarebbe l’ultimo dei suoi problemi, non è la faccia di bronzo che difetta al Cavaliere: ma la tempesta che travolge i titoli di stato italiano per colpa del governo ora cambia tutto. L’effetto narcotico della lettera all’Ue del 26 ottobre è svanito e il governo è paralizzato: le tensioni con Tremonti, il caos nella maggioranza, la conclamata incompetenza dei vertici politici dei dicasteri più delicati hanno portato allo stallo: anche sul …

""Interventi immediati o dimissioni" l´ultimatum di banche e imprese", di Roberto Mania

Montezemolo: si volti pagina. Prodi e Amato: serve credibilità. Il governo dovrà dimettersi se non riuscirà ad approvare entro domani, per la riunione del G20 a Cannes, i provvedimenti chiesti dal Consiglio europeo. È la presa di posizione di tutte le associazioni imprenditoriali (Confindustria, Rete Imprese Italia, Abi, Alleanza delle cooperative e Ania). Una sorta di aut aut al governo Berlusconi, ma anche un allarme serissimo dalla frontiera del lavoro e della produzione, al termine di una giornata drammatica per la Borsa e i titoli di Stato italiani. Un appello analogo sarà pubblicato oggi sul Sole 24 Ore a firma di Giuliano Amato, Romano Prodi, e degli economisti Alberto Quadrio Curzio e Paolo Savona: «Il momento è drammatico ed esige l´adozione di provvedimenti immediati e quantitivamente adeguati a fronteggiare l´emergenza. Ogni ritardo può avere conseguenze irreversibili». Siamo, dunque, a un passo dal baratro. «L´attuale condizione – è scritto nella nota delle imprese – è insostenibile per l´Italia e per gli italiani. Non possiamo continuare ad assistere alla corsa degli spread e al crollo dei valori …

"Le consultazioni informali del Colle", di Claudio Tito

L´Euro boccheggia. Ieri è stata una giornale terribile, segnata dai crolli delle Borse, dall´asfissia delle banche, dall´implosione dei titoli pubblici, dall´allargarsi del divario, in Europa, fra Paesi forti e deboli, da dubbi sempre più diffusi sulla sopravvivenza della moneta comune. Giorgio Napolitano scende in campo. La crisi economica stringe in una tenaglia il nostro Paese e la situazione politica non offre tutte le garanzie perché le misure reclamate dall´Ue vengano approvate rapidamente. Mentre le borse precipitano e il debito pubblico italiano lede la credibilità del sistema, al Quirinale suona l´allarme e il capo dello Stato avvia una sorta di consultazioni informali. Contatti con le autorità istituzionali e politiche, con quelle monetarie e comunitarie. Con i leader politici, dei sindacati e del mondo imprenditoriale. Per illustrare a tutti la delicatezza del momento e saggiarne gli orientamenti. Per esortare Palazzo Chigi a premere sull´acceleratore della concretezza e per capire quali possano essere le eventuali alternative se il centrodestra non si dimostrasse in grado di varare tutti provvedimenti necessari. Nessun pressing sul Cavaliere a fare un passo indietro, …

"La via democratica", di Claudia Sardo

La decisione del premier greco George Papandreou di indire un referendum popolare per approvare il nuovo piano di salvataggio, varato da Ue, Bce e Fmi, ha scatenato la bufera sui mercati.E l’epicentro, o meglio il bersaglio, si è presto spostato sull’Italia, ormai frontiera critica dell’euro, il Paese con il governo più screditato, il pericolo incombente per l’Europa. Su l’Unità in questi giorni sono stati analizzati i costi insostenibili della permenenza di Berlusconi alla guida del governo. A questo punto le sue dimissioni sono una necessità vitale per il Paese. Berlusconi è considerato unazavorra da tutte le cancellerie, dagli operatori economici, dall’opinione pubblica internazionale. I suoi impegni non vengono giudicati credibili, né sostenibili. La sua lettera all’Unione europea è stata sbagliata, perché ha offerto lo scalpo dei licenziamenti (non richiesti neppure dalle imprese) invece di promuovere un patto sociale su patrimoniale, previdenza, lotta all’evasione, detassazione del lavoro. Lo dice anche Tremonti che la permanenza del Cavaliere a Palazzo Chigi vale almeno 100 punti di spread. Ciò non vuol dire che Berlusconi sia il responsabile principale di …

"Inseguendo la credibilità perduta", di Bill Emmott

Cosa vuol dire «credibilità»? In uno dei suoi film Groucho Marx ha detto che la credibilità, insieme all’integrità, sono fondamentali nella vita, e che se riuscite a fingerle non avrete problemi. I mercati finanziari stanno mostrando di ritenere che, quando il 26 ottobre scorso i leader dei governi dell’Eurozona hanno annunciato una soluzione «completa» della crisi del debito sovrano, stavano fingendo. La sfida ora consiste nel ricostruire la credibilità perduta. Il motivo immediato per la perdita di fiducia da parte dei mercati finanziari è la Grecia, visto che il referendum sul salvataggio annunciato dal governo di Atene aumenta la probabilità di un default sul debito del Paese, unica opzione rimanente nel caso gli elettori respingessero il piano. Ma il problema maggiore riguarda non la Grecia, ma gli altri debitori in difficoltà dell’Eurozona, in primo luogo l’Italia. Se la Grecia fosse l’unico problema dell’Eurozona la soluzione sarebbe semplice: se gli elettori greci non gradiscono le condizioni per avere sostegno finanziario, possono uscire dall’euro. Il problema è che la Grecia non è la sola. Il piano «completo» …