Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Il libro dei sogni", di Massimo Giannini

Il «libro dei sogni» di un premier che non fa più sognare. Il manifesto di politica economica di un governo che non può più governare. Il piano anti-crisi, illustrato da Berlusconi alla Ue, dissolve i sorrisi ironici di Sarkozy e della Merkel. Ma non risolve i problemi drammatici del Paese. Né sul fronte interno, né sul fronte internazionale. L´Europa chiede decreti legge. L´Italia offre pezzi di carta. L´Europa invoca misure concrete. L´Italia evoca promesse future. Con la sceneggiata di Bruxelles, il Cavaliere compra un po´ di tempo. Ma il tempo, ormai, lavora contro di lui. La lettera inviata ai partner europei sembra l´ultimo atto di un governo morente. Per tre anni e mezzo ha dissipato e tirato a campare, nell´inedia e nell´accidia. E ora, nel suo crepuscolo dannunziano, tenta il «gesto inimitabile», la «bella morte». In quelle undici cartelle c´è infatti un compendio di intenzioni magnifiche e di provocazioni ideologiche. C´è l´elenco minuzioso delle solite «cose fatte» (e puntualmente inattuate, dalla pseudo-riforma Gelmini alla pseudo-riforma Brunetta) e la lista puntigliosa delle cose da fare (e …

"Mo' pure lady Bossi? Ed è mia collega…", di Mila Spiccola

Non se ne può più. 1.Ieri a Ballarò abbiamo appreso che la moglie di Bossi è andata in pensione a 39 anni e adesso è proprietaria di una scuola privata che ha da poco ottenuto qualcosa come 800.000 euro di finanziamento. Meno male che la Lega se la prende con Roma ladrona e con i “mangiapane a tradimento” del sud…Non vorrei star sempre a parlar male delle scuole private, però…la domanda sorge spontanea…la fate voi? 2.Oggi, invece, abbiamo appreso che leghisti e futuristi si sono presi a pugni alla Camera per questo motivo alla presenza di una scolaresca in visita al Palazzo. Poi arrivano in classe e mi dicono: loro sì e noi no? Eppure sono “figure istituzionali”… 3. Sempre a Ballarò la Gelmini si è prodotta in un’altra delle sue performance grammaticali con un “percorrirebbi” degno di Totò, Peppino e la Malafemmina. Ora ci vuole. 4. Arriva la notizia che financo tra i cento quiz distribuiti alla prova d’esame per preside c’erano altri errori e inesattezze. Roba da Guinness. Pioggia di ricorsi e rischio …

"Lettera all'Ue: licenziamenti più facili e uomini e donne in pensione a 67 anni", da unita.it

Licenziamenti più facili per chi ha un lavoro a tempo indeterminato, se servono il governo è pronto a fare nuove manovre correttive, più facili, uomini e donne tutti in pensione a 67 anni. L’inserimento entro la metà del 2012 nella Costituzione del pareggio in bilancio. Sono alcuni dei punti salienti della lettera del governo italiano all’Ue. LA LETTERA: UOMINI E DONNE IN PENSIONE A 67 ANNI Uomini e donne in pensione a 67 anni nel 2026. Lo si legge nella lettera presentata dall’Italia a Bruxelles. DISMISSIONI DA 5 MILIARDI IN 3 ANNI La lettera prevede entro il 30 novembre 2011 dismissioni per 5 miliardi in 3 anni previo un accordo della Conferenza Stato-Regioni. LA LETTERA PARLA DI LICENZIAMENTI E PENSIONI Le agenzie lanciano un’indiscrezione sulla lettera all’Ue: sarebbe previsto il licenziamento per ragioni economiche dei lavoratori a tempo indeterminato. Rilancia la notizia Rainews. Nella lettera italiana, ricevuta all’Ue, si parla anche delle pensioni, motivo di scontri nella maggioranza con la Lega. La lettera d’intenti era stata promessa domenica scorsa ai presidenti Barroso e Van Rompuy …

"Governo battuto due volte Camera", da repubblica.it

Approvata mozione Idv, bocciata una Pdl I sì sono stati 275, i no 272. L’esecutivo aveva dato parere contrario. Il testo chiede al governo di rinnovare il parco autobus e quindi di consentire allo stabilimento Fiat di continuare a produrre . Governo battuto due volte in poco più di un’ora alla Camera. La prima su una mozione dell’Idv sul caso Irisbus, approvata con 275 sì, 272 no e il parere contrario del’esecutivo. La seconda volta su una mozione del Pdl, in materia di incidenti stradali, respinta con un voto di scarto. Partiamo dal caso Irisbus. La mozione riguardava lo stabilimento di Flumeri in Irpinia, che appartiene alla Fiat ed è a rischio chiusura 1. Sul risultato hanno pesato le assenze del Pdl, con 22 deputati che non erano presenti alla votazione e 13 che erano in missione. Non erano in Aula, tra gli altri, il segretario Angelino Alfano, Denis Verdini e Claudio Scajola. Mancavano anche Paolo Guzzanti e Francesco Pionati. La mozione dell’italia dei valori chiede al governo di attivare ogni iniziativa per il rilancio …

Bersani. "Berlusconi non ce la farà l'esecutivo-ponte è difficile ma si può votare a dicembre", di Goffredo De Marchis

Possiamo andare a votare a dicembre? «Perché no» è la risposta secca di Pier Luigi Bersani. Con un gruppo di deputati democratici, in un corridoio laterale della Camera, il segretario fa un’analisi impietosa della situazione. Prevede lo show down a brevissimo, «la letterina di Berlusconi può far guadagnare 2-3 giorni». E poi? «Se anche l’Europa dovesse accettare questo accordo minimo, ci penseranno i mercati a darci una bastonata. Ormai i nostri titoli di Stato li comprano solo le banche italiane e la Bce. Che succede se la Banca centrale smette di acquistarli? Come fa a ingoiare un’intesa sul nulla?». Pensa già al dopo, Bersani. «Il governo di transizione sul modello Ciampi sarebbe l’ideale, è un’ipotesi che si rafforza in questo momento. Ma da sempre temo che Berlusconi abbia pronto il lanciafiamme e sia pronto ad usarlo contro il Paese. Quindi è una soluzione non facile. Può nascere un governo Letta. Sarebbe un passo avanti ma dovrebbe fare le riforme. E noi rimarremmo all’opposizione». La terza via è il voto anticipato. Non a marzo, è troppo …

"Una truffa da 17 milioni. Firenze, Verdini indagato", di Marco Gasperetti

L’accusa: ottenuti finanziamenti illeciti per l’editoria. C’era una cooperativa che in realtà non era una cooperativa. E che aveva acquistato il 51% di una società editoriale. Un modo ingegnoso, ma illegale secondo i magistrati, per truffare lo Stato e intascare ogni anno finanziamenti pubblici: tanti soldi, più di un milione di euro l’anno, oltre 17 milioni dal 1998 a oggi. Un «tesoretto» che sarebbe finito nelle casse della società proprietaria del Giornale della Toscana, (dorso locale del Giornale) e del settimanale Metropoli. A dirigere le operazioni, secondo la Procura di Firenze, c’era Denis Verdini, 60 anni, coordinatore nazionale del Pdl, massimo azionista del quotidiano e proprietario del Credito cooperativo fiorentino, banca finita anch’essa nella bufera giudiziaria. Verdini, già nel mirino dei magistrati toscani per le inchieste sulla P3, sul Credito cooperativo e sui grandi appalti del G8, stavolta è indagato per truffa aggravata ai danni dello Stato insieme ad altre diciotto persone tra le quali la figlia Chiara Diletta e la nipote Erika Bertini. Tra gli inquisiti il nome di un altro politico: il parlamentare …

"Mettere il Paese davanti a tutto", di Ferruccio De Bortoli

Prima il Paese. L’Italia non è la Grecia. È la settima economia al mondo, la seconda industria manifatturiera d’Europa. Ha più patrimonio che debiti. È ricca il doppio della Spagna. È perfettamente solvibile. Fine. Non merita ironie e sarcasmi. Ma il rispetto deve conquistarselo. E poi pretenderlo. Le misure che l’Europa ci chiede sono sempre state necessarie. Ora lo sono anche per gli altri, per la salvezza dell’euro. Le avessimo adottate per tempo, non correremmo il rischio di confezionarle in fretta e male. Da commissariati. Qualcuno dice: no al diktat di Bruxelles. Bene, ma non scordiamoci che: siamo un Paese fondatore dell’Unione europea; che chiediamo ogni anno 200 miliardi in prestito; che viviamo di export e moriremmo di autarchia (è già accaduto). Il resto sono chiacchiere in libertà e perniciose illusioni. Sarà anche ingiusto, ma oggi siamo percepiti come il lato debole dell’Europa. Perché non siamo più credibili. Abbiamo annunciato per mesi provvedimenti poi smentiti o non attuati. Varato sì una manovra da 59,8 miliardi, di cui 20 però incerti, ma per la crescita, che …