Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Ribellarsi all'ortodossia. Generare lavoro", di Laura Pennacchi

Gli indignados hanno tutte le ragioni di protestare contro la tirannia ideologica che i mercati finanziari stanno esercitando sui governi di tutto il mondo, specialmente europei. Infatti l’auspicata crescita economica non si attiverà se non verrà scalfita l’ortodossia monetarista e neoliberista dei governi europei di centrodestra che ha guidato le politiche draconiane di austerità adottate negli ultimi mesi dalla gran parte dei paesi dell’Europa (fra cui l’Italia di Berlusconi, distintasi per caos, improvvisazione, assenza di strategia). Bisogna valutare attentamente le conseguenze di tutto ciò, respingendo un’angusta visione del riformismo come tardo blairismo, per capire perché oggi essere autenticamente europeisti significa contrastare le posizioni macroeconomiche e microeconomiche restrittive dei governi europei di centrodestra, i quali rischiano proprio di distruggere l’euro e l’Europa stessa, e viceversa assumere una forte iniziativa riformatrice di tutte le sue forze socialiste e progressiste. Gli attuali pericoli di recessione, con lo spostamento dell’epicentro della crisi dagli Usa all’Europa e l’esplosione della questione dei debiti sovrani (frutto avvelenato, non bisogna dimenticarlo, della trasformazione di un immenso debito privato in immenso debito pubblico), sono …

"E sulle macerie del Paese il Cavaliere si celebra con un altro libro dei sogni", di Filippo Ceccarelli

E in mezzo a questo disastro, nel pieno di una crisi che lascerà rovine per anni, il governo Berlusconi celebra se stesso con un almanaccone che fra le tante sue nequizie ha almeno il pregio di mostrare che anche sul terreno della comunicazione, un tempo inespugnabile, il berlusconismo sta ormai abbastanza alla frutta. Sono 64 pagine illustrate di pronto uso elettorale: «Il governo Berlusconi. Le principali realizzazioni (maggio 2008-ottobre 2011»; e a cominciare dal titolo e dalla copertina si capisce che il modello, la fattura, la cura, le foto, i testi e dunque anche l´efficacia dell´opuscolo sono di gran lunga al di sotto delle diverse iniziative editoriali che, fra mistica e propaganda, innovazione e manipolazione, hanno comunque segnato poco meno di un ventennio. Nulla di paragonabile al formidabile «Una storia italiana» (2001), pregevole monumento fotoromanzato in funzione di culto della personalità; c´è qualcosa semmai della susseguente e assai meno celebrata «Una vera storia italiana» (2006), che per la verità tanto italiana non era, risultando poi alcune foto scattate all´estero, nei paesi scandinavi, ma spacciate come …

Quante differenze tra "federalismo rozzo" e "regionalismo serio", di Claudio Martini

Lo scorso 9 ottobre si è svolto a Firenze un bel convegno su “Unità italiana e regionalismo” durante il quale sono state poste, programmaticamente, alcune domande molto stimolanti: «Italia una e indivisibile: ma anche federabile?», «e se anziché Cavour e Vittorio Emanuele II avessero “vinto” Cattaneo o Gioberti? Se insomma da subito avesse vinto il Federalismo?». Il momento forse più alto è stato l`intervento di Ugo De Siervo, presidente emerito della Corte Costituzionale, che ha parlato con l`abituale franchezza. De Siervo ha esordito dicendo che «un federalismo compiuto non è pensabile in via legale nel nostro Paese. Più in linea con la storia e l`ordinamento dell`Italia sarebbe un regionalismo serio». E ha poi aggiunto: «Assistiamo in questa fase storica ad un`idea di “federalismo rozzo” che è fuori dalla Storia, che viene propagandato con slogan dietro ai quali passano un forte antisolidarismo e un attacco a valori fondanti della nostra Costituzione». A parere di De Siervo «un autentico federalismo si determina attraverso la decisione di mettersi insieme, presa da stati autonomi, ma il nostro stato nasce …

"Non c'è sviluppo senza banda larga", di Giovanni Valentini

Si può calcolare che in Italia la crescita del Pil legata allo sviluppo della banda larga possa arrivare all´1,5-2%. Mentre il governo italiano distoglieva dalla Finanziaria gli 800 milioni di euro destinati allo sviluppo della banda larga, per dirottarli al fondo per gli “interventi urgenti” di vari ministeri, proprio ieri la Banca mondiale comunicava che l´aumento di ogni dieci punti del broadband accelera la crescita economica dell´1,38%. E a supporto di questa stima, citava i dati più recenti diffusi da McKinsey secondo cui la penetrazione della banda larga tra le famiglie favorisce un aumento del Pil tra lo 0,1 e l´1,4%. È esattamente quanto aveva anticipato già tre anni fa il presidente dell´Autorità di garanzia sulle Comunicazioni, Corrado Calabrò, nella sua Relazione annuale al Parlamento. Dov´era, allora, il presidente del Consiglio? In quali feste o festini era affaccendato? E dov´era, di che cosa si occupava, il nostro ineffabile ministro dell´Economia? La “banda larga” non è, come forse pensano a palazzo Chigi e dintorni, un complesso musicale né un gruppo organizzato di ladri e malfattori. È …

"La crescita delle poltrone", di Michele Brambilla

Il governo è stato di parola: appena ottenuta la fiducia alla Camera, ha varato gli annunciati provvedimenti per la crescita. Crescono infatti le poltrone del governo medesimo: ce ne sono tre nuove, due da viceministro e una da sottosegretario. Inutile aggiungere «a chi» tali poltrone siano andate: i due nuovi viceministri sono deputati che avevano appena votato la fiducia. Deputati che fino a qualche tempo fa non l’avrebbero votata; e cioè una ex finiana e un ex dipietrista. Quanto al nuovo sottosegretario, ha un passato nell’Udc. Le opposizioni gridano al mercimonio. Ma forse, più che questa distribuzione di «premi di risultato», colpisce la tempistica. Una volta ci si preoccupava non dico di salvare le apparenze, ma perlomeno di cercare di far passare tutto nel dimenticatoio. Si aspettava qualche mese, e poi si distribuivano le medaglie. Ieri invece la ricompensa è stata fulminea: voto, fiducia, Consiglio dei ministri e nuove nomine in meno di mezza giornata. Com’è possibile che Berlusconi e i suoi ministri non capiscano che una simile sollecitudine è anche una plateale ostentazione? Come …

"Fiducia mutilata", di Ezio Mauro

Dunque il governo è salvo. Ma è politicamente vivo? Questo aveva chiesto Napolitano a Berlusconi dopo il voto negativo sul rendiconto di bilancio: i numeri sono fondamentali, ma davanti all´evidenza di litigi continui nell´esecutivo, di tensioni nella maggioranza, di indecisioni patenti su misure fondamentali, il Premier è in condizione di garantire una tenuta politica del suo governo? Berlusconi ha risposto con un voto di fiducia risicato e faticoso, dopo una mattinata di fibrillazioni, passata ad inseguire l´ultimo dei cosiddetti “Responsabili” sull´uscio della Camera. Ma non ha potuto rispondere alla vera questione, che riguarda la salute e la forza del suo ministero. Cioè la sua capacità di governare l´Italia, soprattutto in un momento difficile, con la fiducia da riconquistare nei mercati, nelle istituzioni internazionali e nella pubblica opinione. La crisi latente che sovrasta Berlusconi – e purtroppo il Paese con lui – continua quindi dopo il voto, intatta. Il Premier vanta come una vittoria una fiducia mutilata, dopo aver perso altri pezzi per strada, affondando ogni giorno di più. Non c´è un significato politico, non c´è …

Il governo salvo per un voto

La fiducia passa con 316 sì, uno in più rispetto alla maggioranza richiesta. Bersani: “Questo governo morirà di fiducia. Oggi ha avuto un voto al ribasso. L’opposizione ha dimostrato di non accettare giochi di sopravvivenza sulla pelle del Paese. Noi continueremo la nostra battaglia sia con la manifestazione nazionale a Roma del 5 novembre, sia con la costruzione di un’alternativa che in questi giorni si è evidentemente rafforzata”. Le Opposizioni non hanno partecipato alla prima chiama in Aula tranne i 5 deputati radicali. E’ un Sì stiracchiato quello che è passato nel voto alla Camera sulla 53esima fiducia posta dal governo. Dopo la bocciatura di martedì scorso sull’ Articolo 1 del Rendiconto generale del bilancio dello Stato, questa volta i voti favorevoli sono stati 316 e i voti contrari 301. IL governo continua a perdere colpi dopo le defezioni tra i “responsabili” e gli “scajoliani”. “Questo governo morirà di fiducia. Oggi ha avuto un voto al ribasso. L’opposizione ha dimostrato di non accettare giochi di sopravvivenza sulla pelle del Paese. Da domani il problema politico …