Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Il dovere di dimettersi", di Massimo Giannini

Le anime candide, fuori dal Palazzo, potranno anche prendere per buona l’ultima menzogna spacciata a microfoni unificati da Berlusconi e Bossi. «È un problema tecnico risolvibile», hanno detto i due fantasmatici rais dell’ormai ex maggioranza forzaleghista. Ma la sorprendente sconfitta numerica subita alla Camera sull’assestamento al bilancio è una sconfitta politica devastante, e forse definitiva, per quel che rimane del centrodestra. Intanto, non è affatto detto che sia risolvibile dal punto di vista tecnico. Un governo che va avanti come se nulla fosse, dopo aver incassato il no del Parlamento non su una legge qualsiasi, ma su un atto normativo di rilevanza costituzionale come il rendiconto di finanza pubblica, non si era mai visto. Ci sono solo un paio di precedenti, nella storia repubblicana, il più simile dei quali risale al governo Goria del 1988, che non a caso cadde subito dopo esser finito più volte in minoranza nel voto sulla Legge Finanziaria. Ma è evidente a tutti, al di là della valenza tecnica e formale del caso, che quella che si è prodotta nell’assemblea …

Premier in aula, ma il governo va ko L'opposizione: "E' finita, salga al Colle"

La bocciatura a Montecitorio sul bilancio davanti gli occhi di un Berlusconi allibito che però minimizza: “Problema tecnico che si può risolvere”. Assenti Bossi e Tremonti. Dai banchi delle opposizioni si alza l’urlo “dimissioni, dimissioni”. Fini: “Evidenti implicazioni politiche”. Cicchitto: “Ora dobbiamo verificare se c’è fiducia”. La presenza in Aula di Silvio Berlusconi non è bastata ad evitare una pesante sconfitta dagli esiti imprevedibili. L’esecutivo è stato battuto infatti oggi pomeriggio a Montecitorio sull’assestamento del bilancio 2010. L’articolo 1 del rendiconto è stato bocciato con 290 a favore e 290 contro. La maggioranza richiesta era di 291 “sì”. Assenze pesanti. Alla votazione non ha partecipato il ministro Tremonti, rimasto sull’ingresso dell’Aula, scatenando la rabbia dei parlamentari del Pdl. “Non c’è stata nessuna motivazione politica”, si è poi giustificato. Assente anche Bossi, rimasto a parlare con i cronisti in Transatlantico. Presente invece il premier, che una volta resosi conto dell’accaduto ha mostrato tutto il suo stupore. Allibito, è rimasto per un po’ seduto al banco del governo, poi ha scambiato qualche parola con i ministri vicini. …

Governo battuto alla Camera con Berlusconi presente

Governo è stato battuto ed è andato sotto su articolo 1 del rendiconto generale del bilancio dello Stato. Presenti alla Camera Berlusconi e tutto il governo. Napolitano chiede chiarimenti. Bersani: “Dopo la decisione della Giunta per il Regolamento e il messaggio del Presidente della Repubblica, l’unico chiarimento possibile sono le dimissioni del Governo” Franceschini: “Prenda atto che la sua maggioranza non c’é più”. E’ la 91esima volta che il governo viene battuto dall’inizio della legislatura A seguito della bocciatura del governo sull’articolo 1 del rendiconto generale dello Stato è intervenuto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano con una nota ufficiale del Quirinale: “Il voto di ieri ha riflessi istituzionali, serve una risposta credibile di premier e Parlamento” Intanto la giunta per il regolamento riunita per valutare come procedere dopo il voto parlamentare, ha ritenuto che “il rendiconto generale dello Stato non può andare avanti nell’iter parlamentare perché la bocciatura dell’articolo 1 preclude i restanti articoli. Quindi l’iter del rendiconto può essere considerato concluso”. Immediato il commento del segretario del PD, Pier Luigi Bersani: “Dopo la …

"La Corte dei conti "gela" la riforma fiscale. "Non ha copertura, tassare beni reali"", da repubblica.it

Il giudizio del presidente dell’organismo di controllo contabile davanti alla commissione finanze: “I tagli lineari alle agevolazioni avrebbero effetti recessivi. Bisogna cercare altre fonti che non penalizzino lavoro e imprese”. E sul condono: “Scelta politica, ma guardare ai precedenti”. La Corte dei conti “gela” la riforma fiscale “Non ha copertura, tassare beni reali” Il premier Silvio Berlusconi ROMA – La Corte dei conti boccia la riforma fiscale: non ha copertura finanziaria, anche perché parte delle entrate sono state usate dal decreto di agosto. Bisogna quindi tassare beni “personali e reali”, evitando i tagli lineari alle agevolazioni che “sarebbero recessivi” e “si concentrerebbero soprattutto su coloro che già pagano l’imposta e, più specificamente, sui contribuenti che si collocano nelle classi di reddito meno elevate”. Lo ha detto il presidente della Corte, Luigi Giampaolino, parlando davanti alla commissione Finanze della Camera. Secondo Giampaolino, il ddl delega al governo per la riforma fiscale e assistenziale “risulta ormai spiazzato dagli eventi che hanno riportato in primo piano le esigenze di rigore” e le “incertezze” che lo caratterizzano sul fronte …

"Caos sullo sviluppo, spunta la mini-patrimoniale", di Valentina Conte

E’ ancora battaglia sul condono. «Non va escluso», ribadisce Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera. «Non è praticabile», gli replica Luigi Casero, sottosegretario all’Economia. «Riforme sì, condono no», titola la Padania di oggi. Così, mentre le tensioni nella maggioranza si acuiscono e nessuno ancora esclude una patrimoniale anche in versione “mini”, slittano sia il decreto Sviluppo che la Legge di Stabilità (la ex Finanziaria), per un varo forse contestuale. «Entro fine ottobre», riferisce Casero per il dl sviluppo, ma «senza condoni». Tra i motivi del ritardo anche il duro braccio di ferro tra i dicasteri sui tagli da 7 miliardi decisi dalle manovre estive. Alla Ragioneria dello Stato non sarebbero pervenute ancora le proposte dei ministri sulla distribuzione dei sacrifici. La Legge di Stabilità, da approvare entro il 15 ottobre di ogni anno, potrebbe intanto prevedere nuove misure: un prelievo dell’1% sulle baby-pensioni di coloro che hanno smesso di lavorare prima dei 50 anni (soprattutto dipendenti pubblici) e la proroga al 2012 della tassazione agevolata sui premi di produttività. Agevolazione pari al 10%. «Il …

"Gli occhi chiusi dei leader leghisti", di Aldo Cazzullo

La rivolta anti bossiana di Varese (qualcosa come un moto anti islamico alla Mecca) merita riflessioni più approfondite di quelle che pure uomini intelligenti come Reguzzoni hanno tratto. La linea dei dirigenti più vicini al capo è chiarissima: minimizzare. Far finta di nulla. Troncare e sopire, sopire e troncare. Eppure è evidente che la Lega deve definire al più presto tre questioni molto serie: la leadership; il rapporto con Berlusconi; la rappresentanza dei militanti e del suo blocco sociale. La Lega è sempre stata una struttura monocentrica, costruita attorno alla famiglia Bossi e agli amici intimi. Ma ora quello schema non regge più. Il declino del capo, l’invadenza dei familiari, l’aggressività dei pretoriani fa somigliare la Lega di oggi a un gruppetto leninista degli anni Settanta, incancrenito attorno a una dirigenza immarcescibile e a incrostazioni ideologiche, più che al movimento agile e corsaro delle origini. Al ritorno sulla scena politica dopo la malattia, Bossi disse al Corriere che dopo di lui sarebbe venuto suo figlio Renzo. Allora l’annuncio destò scandalo e incredulità. Invece l’intenzione del …

"L’euro va salvato è un pilastro per tutto il mondo", intervista a Romano Prodi di Fabio Martini

Romano Prodi scandisce i giudizi con la nettezza di chi è informato direttamente e da fonti privilegiate sui grandi fatti del mondo. Il consolato franco-tedesco in Europa: «Un disastro, perché spinge alla diffidenza gli altri paesi e umilia gli organismi comunitari». Il rinvio del vertice europeo? «Può essere un bene, perché meglio rinviare di una settimana e preparare un accordo forte piuttosto che partorire il solito vertice deludente». Il senso della partita che si sta giocando: «Dopo anni gli Stati Uniti, da qualche giorno hanno capito che se crolla l’euro, è un disastro per tutti». Chiamato in tutto il mondo per tenere conferenze e lezioni – ieri era Barcellona – commentatore della tv cinese, un insegnamento negli Stati Uniti, un incarico Onu, l’ex presidente della Commissione europea Romano Prodi si tiene aggiornato, anche se aspetta con un pizzico di curiosità il suo ritorno sulla tv nazionale, fissato per questa sera su «la 7»: «Sono passati 20 anni dalle lezioni di economia sulla Rai, ma sembra passato un secolo, oggi non sopportano più gli interventi lunghi. …