Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"La coscienza dello Stato", di Ezio Mauro

Ieri Giorgio Napolitano ha rotto un pezzo dell´incantesimo che blocca il Paese in questa lunga agonia del berlusconismo. Spazzando via false credenze, mitologie e leggende politiche che pure hanno imprigionato e condizionato l´attività di questo governo, il Capo dello Stato ha detto chiaramente quel che la politica (anche di opposizione) non riesce a spiegare: non esiste un popolo padano, pensare ad uno Stato lombardo-veneto che competa nella sfida della globalizzazione mondiale è semplicemente grottesco, e una via democratica alla secessione è fuori dalla realtà. Dopo queste parole, vivere nella finzione non sarà più possibile. Ci vuole coraggio istituzionale – quindi responsabilità – nel pronunciarle, perché l´Italia politica ha accettato per anni che crescesse dentro la cultura della destra berlusconiana questa leggenda nera della secessione possibile, della Padania immaginaria, fino alla buffonata delle false sedi ministeriali al Nord, col ritratto di Bossi appeso ai muri. Oggi, semplicemente e finalmente, lo Stato dimostra di avere coscienza e nozione di sé, e dice di essere uno e indivisibile, frutto di una vicenda nazionale e di una storia riconosciuta. …

"E' il momento di segnali forti", di Tito Boeri

Sono bastate alcune sedute di borsa positive e il voto dei parlamenti finlandese e tedesco, favorevoli ad aumentare le garanzie al fondo salva-stati, per togliere alla politica italiana ogni percezione dell´emergenza. Il pacchetto di misure sulla crescita, quello che, per intenderci, avrebbe dovuto essere varato a inizio luglio contestualmente alla manovra e che era stato poi annunciato per il Consiglio dei ministri di questa settimana, verrà invece presentato fra 15 giorni. Dato che sarà scritto a più mani (il ministro Tremonti è stato di fatto commissariato dai suoi colleghi), presumibile che i tempi slitteranno ulteriormente. Nel frattempo si attivano nuovi tavoli tecnici e si tiene ancora in sospeso la nomina del successore di Draghi a via Nazionale. Tutti questi rinvii non spaventerebbero se si fosse davvero allentata la crisi del debito e se questi tempi più lunghi fossero il preludio di riforme coraggiose e lungimiranti. Purtroppo non è così. Lo spread è tornato ai livelli di prima dell´approvazione della Finanziaria e non c´è nessun piano di salvataggio alle porte per paesi della dimensione di Italia …

"Inflazione balzo al 3,1%. Oggi aumenta il gas. Salari italiani in ribasso", di Marco Ventimiglia

Un autunno caldo, caldissimo, ed il perdurare del sole sui cieli italiani questa volta non c’entra nulla. Ad arroventare l’atmosfera, purtroppo, sono le crescenti e manifeste difficoltà economiche che rendono la vita difficile, se non improba, a milioni di persone. Il termometro del tutto sono gli indici, come quello relativo all’inflazione, comunicato ieri dall’Istat ed in drammatico aumento, fino a livelli che non si toccavano da tre anni. Ed altri numeri pesantissimi sono quelli illustrati dalla Cgil in uno studio il cui titolo è già tutto un programma: “Salari, il decennio perduto”. Un’indagine che quantifica in oltre cinquemila euro il potere d’acquisto perduto dai lavoratori dipendenti dal 2000 ad oggi. EFFETTO IVA SOLO PARZIALE Cominciamo dal caro vita, il cui andamento se è già preoccupante limitandosi al raffronto numerico, lo diventa ancor di più accompagnandolo con un paio di semplici ragionamenti. L’indice dei prezzi al consumo nel mese di settembre è aumentato dello 0,1% rispetto ad agosto e, soprattutto, del 3,1% rispetto ad un anno prima( dal2,8% di agosto).Equi subentra una prima considerazione, peraltro, effettuata …

"Il clan del cavaliere", di Massimo L. Salvadori

Tra poco più di tre mesi si chiuderà il centocinquantesimo dell´unità d´Italia. Chissà che lo stellone della Repubblica non faccia al Paese il grande regalo di chiudere l´anno delle celebrazioni con la caduta dell´infausto governo dell´uomo che, screditatosi per i motivi più squallidi come mai accaduto ad alcun Presidente del Consiglio nella nostra storia, ha avuto l´arroganza di autoproclamarsi con il plauso dei suoi fedeli il maggiore statista dal 1945 in poi. Quest´uomo non lo vuole più una crescente maggioranza degli italiani, non il mondo dell´imprenditoria che pure lo aveva acclamato come il suo beniamino, non il mondo del lavoro e neppure – nonostante la gratitudine per i tanti privilegi economici e le posizioni retrive assunte in materia di diritti civili – la Chiesa romana, che con Bagnasco ha fatto finalmente sentire una tagliente voce critica. Sulla scena internazionale poi quest´uomo è oggetto della palese freddezza dei suoi partner e dall´ironia e del disprezzo di molti tra i più prestigiosi e influenti organi di stampa dell´Occidente. Piace solo più a Putin. Sennonché egli ha preso …

Chi umilia le donne non può governare il Paese

Le Donne del PD tornano a chiedere a gran voce le dimmissioni del premier, perché “chi umilia le donne non può governare”. Mobilitazione delle democratiche contro la recessione civile ed economica del Paese. Agostini, Finocchiaro e Bindi: “Colpita ovunque la dignità femminile. Le donne devono essere il motore del cambiamento”. “Chi umilia le donne non può governare il Paese, Berlusconi dimettiti!”, lo hanno scritto in una cartolina le donne del Partito democratico, da tempo mobilitate contro questo governo e la regressione culturale, sociale ed economica in cui sta trascinando il Paese, cartolina che sarà distribuita in tutta Italia e con la quale si chiederà ancora a Berlusconi di lasciare palazzo Chigi. Lo stesso concetto è stato ribadito oggi ad una conferenza stampa alla Camera da Roberta Agostini, portavoce della Conferenza nazionale delle Donne del PD, Rosy Bindi, presidente nazionale dell’Assemblea del Partito e Anna Finocchiaro, presidente dei senatori democratici, insieme a tante deputate, senatrici, responsabili di settore e amministratrici del PD. “È stata indetta la conferenza stampa – ha spiegato Agostini – proprio per raccontare …

"Garagnani insiste«Il 25 aprile servì solo ai comunisti». Pd: unì gli italiani", di Tony Jop

«Il 25 aprile – piaccia o meno – è stata una data che ha diviso la società italiana»: così ha spiegato ieri in aula il deputato del Pdl Fabio Garagnani. Ha voluto precisare perché pochi istanti prima Emanuele Fiano, Pd, aveva lamentato il placet concesso dal governo al progetto di spostare la festa grande del paese dal 25 aprile, la vittoria della Resistenza sul nazifascismo, al 18 aprile ’48, giorno della vittoria della Dc, la prima. E siccome quel progetto porta la firma di Garagnani, ecco il bisogno di rendere espliciti i motivi (moventi?) di quell’ orientamento storicamente revisionista. Garagnani sostiene che il tempo è venuto, che dopo tanti anni si può riflettere senza reticenze su quel che è stato, in particolare sul senso di una ricorrenza che, secondo lui ma non solo, maschera da troppi inverni una forzatura: quella data, obietta, ha diviso la società italiana. Preciso: come la legge si ostina a dividere le brave persone da chi delinque, così il 25 aprile insiste a separare quanti hanno gioito per la fine della …

"Referendum da record", di Fabrizia Bagozzi

Verso le due del pomeriggio, quando sono arrivati a 199 scatole (l’equivalente di 500mila firme), hanno appeso alla stanza di Fausto Recchia la bandiera dei pirati. E Gabriele De Giorgi, il non ancora trentenne responsabile organizzativo della campagna di raccolta firme contro il Porcellum, si è tagliato la barba (ha smesso di farla quando è cominciata l’avventura, aveva promesso di sbarbarsi a traguardo raggiunto). A Santi Apostoli, sede nazionale del comitato referendario, sono stanchi ma felici. E indotti dai numeri alla sospensione dell’incredulità. Domani (oggi, ndr) consegneranno in Cassazione fra le 600 e le 650mila firme regolari, al netto del risultato dell’Italia dei valori. E l’Italia dei valori, per bocca del suo leader, Antonio Di Pietro, ha già venduto la pelle dell’orso, annunciando che alla fine le sottoscrizioni saranno un milione, con l’Idv vicina a quota 500mila. Un conto realistico colloca il partito di Di Pietro a 300mila. Sommate alle 650, effettivamente gratta dal basso il milione. «Non me l’aspettavo. Le questioni elettorali sono tecniche, non facili da far passare. Ma quando parli di Porcellum …