Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

Pdl in allarme, Versace se ne va. "Altri 15 pronti a lasciare", di Alberto D'Argenio e Orazio La Rocca

Lasciare il Pdl è il mio regalo per Berlusconi A me piace lavorare e nel Pdl non hanno bisogno di uno che lavora. «Nessuno sopporta più Berlusconi, a 75 anni dovrebbe andare in pensione». L´imprenditore di moda Santo Versace lascia il Pdl. Per dire addio al Cavaliere e alla sua compagine politica si accomoda tra i banchi del Gruppo misto di Montecitorio: «È il mio regalo di compleanno per il premier». Poi si lamenta del fatto che nel Pdl non si riesce a lavorare, non si combina nulla. E annuncia che sono parecchi i deputati che la pensano come lui e che potrebbero fare il grande passo. «Ognuno ha i sui tempi», spiega dopo che l´altro ieri non si è presentato al voto sul ministro Saverio Romano: «La politica non può aspettare la magistratura, deve capire prima chi deve andarsene». «Nel governo tutti vogliono bene a Berlusconi – racconta Versace – ma nessuno lo sopporta più, tutti vorremmo che si godesse la vita. È il momento che passi la mano». A chi chiede se il …

"Se il cane da guardia non morde", di Vladimiro Zagrebelsky

Cane da guardia della democrazia. Questo è il ruolo che la stampa svolge (deve svolgere, deve poter svolgere) in una società democratica, secondo una formula ripetutamente utilizzata, con lessico anglosassone, dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. L’immagine è ricca di indicazioni. Il buon cane da guardia gira libero attorno a casa, orecchie tese e naso al vento. E abbaia, anche più forte del necessario e qualche volta deve mordere. Così la stampa. La libertà di espressione è uno dei fondamenti essenziali di una società democratica e vale non soltanto per le informazioni o le idee accolte con favore o che sono inoffensive o indifferenti, ma proprio e specialmente per quelle che urtano e inquietano. Sulle questioni di interesse per il dibattito pubblico, al diritto di diffondere informazioni e opinioni corrisponde quello del pubblico di riceverle. Certo è possibile prevedere limiti alla libertà di espressione, quando siano in pericolo la sicurezza nazionale o l’ordine pubblico o occorra difendere la morale o la reputazione altrui, oppure si debba impedire la divulgazione di segreti o sia necessario proteggere …

"Il pescivendolo di Panama nuovo eroe dei berluscones", di Francesco Merlo

Ora che abbiamo visto Lavitola in tv sappiamo che Berlusconi è riuscito a degradare anche l´uomo nero in ometto nero. Nel ruolo di diavolo italiano non ci sono più i Calvi e i Sindona ma il malandrino piccolo piccolo, allo stesso modo in cui la donna fatale – Anita Ekberg, per dirne una – è stata soppiantata dalla donnetta fatale – Ruby e la Began, per dirne due. Ed è già partito sulla stampa di “casa Berlusconi” il tam tam dell´elogio del mascalzone. Lavitola è l´idolo nascente della bricconeria come stile di vita, molto più del vecchio Briatore, è il nuovo Jean Paul Belmondo della patacca, la simpatica canaglia, il bravo ragazzo per male e non solo perché ha saputo tenere testa ai cronisti giudiziari con la sua aria da impunito, la cartellina verde e i dettagli di scena preparati con l´avvocato. Ma ci si può estasiare per la “normalità” con cui Lavitola affronta temi come la latitanza a Panama, l´origine e il destino di tutti quei soldi chiamati “foto”, il codice malavitoso adottato con …

"Editoria, niente riforma. Solo tagli", di Roberto Monteforte

Il governo annuncia «una rivoluzione» ma non dà sicurezza sulle risorse. E la Federazione degli editori «cavalca» la crisi per muovere un attacco alle testate no-profit, alle cooperative e politiche. Una rivoluzione per l’editoria entro i prossimi 45 giorni». L’assicura il sottosegretario con delega all’Editoria, Paolo Bonaiuti che archiviando ogni ipotesi di riforma, lancia il suo annuncio intervenendo all’assemblea generale della stampa cooperativa, no profit, di idee e politica promossa da Mediacoop, Fnsi, il Comitato per la libertà d’informazione, la Federazione Italiana dei settimanali cattolici tenutasi ieri in una affollatissima sala del Mappamondo alla Camera dei Deputati. Non rassicura Bonaiuti. Conferma per l’anno in corso il 90 per cento degli stanziamenti, ma non è in grado di garantire la copertura per il futuro. «Ci troviamo in una crisi che impone risparmi. Parlare di riforma dell’editoria non ha senso scandisce -. Occorre invece una piccola rivoluzione in tempi brevi». Quelli che preannuncia sono ulteriori tagli alla platea degli aventi diritto. Raccoglie la sollecitazione per criteri più severi per i contributi, legati alle vendite e alla occupazione …

8 per mille: Passa l'odg del PD. Battuto il governo

La maggioranza è compatta solo in difesa di ministri indagati per mafia e per evitare i processi a Berlusconi. Alla Camera il governo viene battuto sull’odg del PD per la ripartizione dell’8 per mille. Sono bastate poche ore a togliere le false sicurezze per Berlusconi e a dimostrare che la maggioranza è compatta solo nei voti di fiducia e per respingere le dimissioni di ministri indagati per mafia. Alla Camera il governo è stato battuto su un ordine del giorno del Partito Democratico al disegno di legge che riguarda la ripartizione dell’8 per mille. L’odg, su cui il governo aveva espresso parere contrario, è passato con 247 sì e 223 no. Il testo impegna l’esecutivo a a consentire ai cittadini di indicare esplicitamente la scuola pubblica fra i destinatari dell’8 per mille. ***** L’odg del PD impegna il governo a modificare la legge 20 maggio 1985, n.222, sull’otto per mille al fine di consentire ai cittadini di indicare esplicitamente la scuola pubblica come destinataria di una quota fiscale dell’otto per mille da utilizzare d’intesa con …

Costruttori contro il Governo: «Vergogna: avete fallito, ora via»

«Fuori! Vergogna! Andatevene via! Non ha neanche letto il testo prima, non sa quello che sta dicendo ». Così esplode la rabbia dei costruttori durante l’intervento di Altero Matteoli all’assemblea dell’Ance. Mentre il ministro parla la sala del Palazzo dei Congressi di Roma si svuota piano piano. Restano le prime file e qualche gruppetto qua e là. Chi resta si attende quei «fatti concreti», quelle «risorse certe» che il presidente Paolo Buzzetti aveva invocato nella sua prolusione iniziale. Ma da Matteoli arrivano le solite parole: snellire le procedure, partnership tra pubblico e privato. Cose sentite già centinaia di volte. Il decreto sviluppo arriverà solo la prossima settimana: ieri c’è stata solo una riunione preliminare. Il ministro non indica cifre. Anzi, dichiara davanti alle telecamere (non davanti alla platea) che «non ci sono risorse». Tutto a costo zero, come vuole Giulio Tremonti. Poi sfodera l’ultima illusione: «la macchina del fare». Ovvero, quella sequela di step che intercorre tra l’autorizzazione di un’opera e l’avvio effettivo diun cantiere. Troppo lenta, ammette il ministro, scaricando la responsabilità dei ritardi …

"La società civile non compensa il degrado politico", di Carlo Trigilia

Quale via d’uscita per l’Italia? Come riprendere la strada dello sviluppo? Non c’è dubbio che occorra reagire rapidamente superando la sindrome di disorientamento da Paese bloccato. Ma questo richiede anzitutto un’analisi realistica che allunghi lo sguardo, legando le risposte immediate a una prospettiva di lungo periodo. Stimoli interessanti in questa direzione sono stati offerti da Giuseppe De Rita in un suo recente intervento (sul Corriere della Sera del 23 settembre). Con chiarezza viene esposta la diagnosi. In un contesto di crescente internazionalizzazione un Paese può contare su due risorse chiave che sono anche in grado di compensarsi a vicenda: la credibilità della sua politica e della sua economia. Per esempio, nell’immediato dopoguerra la politica “forte” di De Gasperi ha compensato la fragilità socio-economica. Negli anni 70 e 80 il dinamismo locale delle piccole aziende e dei distretti del made in Italy ha compensato il disordine pubblico. Il guaio dell’Italia in questo momento è che entrambe le risorse appaiono deboli. La terapia discende dalla diagnosi: sulla fragilità della politica sembra oggi difficile un rapido recupero. Una …