Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Il cavaliere risponda", di Ezio Mauro

Mentre il governo è assente di fronte ad una crisi finanziaria senza precedenti, e Napolitano invita ogni italiano ad assumersi le sue responsabilità, dalle inchieste di Napoli e di Bari emerge un premier impegnato quotidianamente ad organizzare una rete di prostituzione di enormi dimensioni: una questione tutt´altro che privata, poiché le carte dimostrano che i fornitori vogliono essere pagati attraverso gli appalti e gli incarichi di Stato – quindi col denaro pubblico – mentre il capo del governo è oggetto di un ricatto permanente che gli costa tempo e denaro, lo rende disponibile a tutto e dunque lo priva della sua libertà. Invece di giustificare questa ragnatela di abusi che sta imprigionando la presidenza del Consiglio (dopo averle già tolto ogni autorità) Berlusconi parla di “trappolone”, “spionaggio sistematico”, “aggressione” per arrivare a un “ribaltone”, e invita gli italiani alla rivolta annunciando “io non mollo”. Sarebbe più utile che il premier spiegasse agli italiani alcune cose: perché ha tanta intimità con delinquenti e trafficanti? Perché si nasconde dietro schede telefoniche peruviane, come qualsiasi malfattore? Perché ripara …

L’assalto di Sacconi «Referendum sull’acqua ridiscutiamo l’esito…», di Andrea Carugati

«Altro che sorella acqua, mi auguro che troveremo il modo per rimettere in discussione il referendum». Così parlò ieri Maurizio Sacconi a un convegno del Centro studi di Confindustria. Un “coming out” assai improvvido, a soli tre mesi dal referendum con cui 27 milioni di italiani si sono chiaramente espressi per l’acqua pubblica. Ma il ministro si deve essere sentito autorizzato, in qualche modo, dalla crisi a travolgere i fastidiosi lacciuoli del voto popolare. E infatti le sue parole sono arrivate pochi minuti dopo un summit con industriali e banchieri, insieme a Giulio Tremonti, tutto dedicato alle misure per far ripartire la crescita e alle liberalizzazioni. A partire proprio dal settore dei servizi pubblici locali…Insomma, l’ineffabile Sacconi, già autore della proposta, poi cancellata a furor di popolo, di eliminare il riscatto degli studi e della naja ai fini della pensione e della terribile barzelletta sulle suore stuprate, stavolta voleva fare bella figura davanti ai rappresentanti di Abi e di Confindustria. E così ha pensato bene di aggirare il responso referendario, dopo aver «giurato sul figlio», …

"Manovra, sciopero dei Sindaci. In piazza anche quelli del Pdl", di Mariagrazia Gerina

Mancavano solo i sindaci della Lega. Ad eccezione dell’italoamericana Sandy Cane, prima cittadina a Viggiù, nel varesotto, che del veto posto da via Bellerio non si è curata: «L’avevo promesso ai miei cittadini che avrei partecipato alla protesta contro la manovra, non potevo tirarmi indietro: mi avrebbero sputato in faccia», dice, con il linguaggio diretto proprio del suo partito. Più diplomatico il sindaco di Milano Pisapia. Ieri, a Palazzo Marino, al consiglio comunale straordinario sugli effetti della manovradoveva partecipare il sindaco di Varese, Attilio Fontana, in rappresentanza dei sindaci lombardi, per il consiglio straordinario sugli effetti della manovra. E non è andato. «I sindaci della Lega hanno avuto un momento di riflessione per problemi interni, ma io credo che molti di loro ritorneranno nel fronte compatto dei sindaci per cambiare o il patto di stabilità o la manovra almeno prima della finanziaria». Unfronte vastissimo che nel giorno dello «sciopero in fascia tricolore» contro la manovra del governo Berlusconi va da Gianni Alemanno, in prima linea nella protesta contro le scelte della sua stessa maggioranza – …

"Caso Fassino-Consorte: Il gip chiede il processo anche per il Cavaliere", di Luigi Ferrarella

«È un’intercettazione che, se gliela diamo a Berlusconi, vince le elezioni». Non andò proprio così, ma quasi: la rimonta del centrodestra fin quasi al pareggio con Prodi alle elezioni del 2006 ebbe tra i propellenti la pubblicazione il 31 dicembre 2005 su Il Giornale, edito da Paolo Berlusconi, dell’intercettazione nella quale il non indagato segretario ds Piero Fassino il 18 luglio chiedeva «Allora, abbiamo una banca?» al n.1 di Unipol Giovanni Consorte, lo scalatore della Bnl poi bloccato dai pm per aggiotaggio. L’intercettazione non era depositata agli atti, e neppure trascritta o riassunta, ma esisteva solo come file audio nei pc della Gdf, dei pm, e dell’azienda privata «Research control system» che per i pm faceva le intercettazioni. Decisiva, nel 2010, è stata la confessione al pm Maurizio Romanelli proprio dell’amministratore di Rcs, Roberto Raffaelli, che tramite l’imprenditore Fabrizio Favata aveva agganciato Paolo Berlusconi, offertosi in cambio di 40.000 euro al mese di propiziare l’aiuto del premier per il progetto di espansione della Rcs in Romania. Raffaelli ammette d’aver trafugato e portato nella villa di …

"La valanga giudiziaria e le tensioni nel Carroccio aumentano le incognite", di Massimo Franco

Sebbene sia l’unica cosa che conta davvero, la manovra economica sembra oscurata: travolta dalla valanga di intercettazioni e di veleni che scorrono fra il presidente del Consiglio e la magistratura. L’interrogatorio di Silvio Berlusconi come presunta vittima di un ricatto sui suoi incontri con ragazze da parte di Gianpaolo Tarantini e Valter Lavitola, non ci sarà. Il premier lo rifiuta perché i magistrati della Procura di Napoli non si sono accontentati della sua memoria difensiva; e dunque si ritiene perseguitato. Non solo. La sua imputazione decisa ieri dalla magistratura di Milano per il caso Unipol e la notizia che sarebbero state registrate oltre 100 mila telefonate, acuisce i sospetti e la rabbia del capo del governo. Che effetto tutto questo possa avere sulla credibilità dell’Italia è prevedibile: negativo. Per capire l’eventuale impatto sui titoli di Stato italiani, invece, sarà necessario aspettare. Ieri il Financial Times rilanciava l’ipotesi di un prossimo declassamento dell’Italia. Eppure, non andrebbe considerato troppo «significativo», essendo frutto del «nervosismo dei mercati». Per ora i contraccolpi di quanto avviene si scaricano nel recinto …

“La politica può aiutare l’economia. Quel che ci insegna la Spagna”, di Michele Salvati

Nonostante tutto, continuo a ritenere che un default sul debito pubblico dell’Italia, e di conseguenza un collasso del sistema monetario europeo, siano eventi improbabili. Eventi con probabilità bassa, ma non nulla, e soprattutto crescente nel tempo, se non interviene una risposta adeguata della nostra politica e di quella europea. Limitandoci alla nostra — perché è su questa che possiamo intervenire — continuo a ritenere che solo uno scatto di serietà collettiva sia in grado di sventare il pericolo in modo definitivo. Per evitarlo nell’immediato forse basta di meno: una manovra di riduzione del disavanzo appena credibile, che si può fare anche nelle attuali condizioni politiche. E infatti è quella che sta per essere approvata dal Parlamento, senza che di quello scatto si veda l’ombra. È per passare da manovre dettate dall’emergenza e dall’affanno ad una strategia che coniughi in modo efficace rigore, equità e crescita che è necessario lo scatto di serietà di cui dicevo. È questo che chiedeva de Bortoli nel suo editoriale dell’11 settembre. La Spagna ha una struttura industriale più debole della …

"Quell'insulto può far saltare tutto", di Paolo Soldini

Se è una leggenda metropoliatana, lo è tanto in Italia che in Germania. Se Silvio Berlusconi ha veramente detto “quelle cose” su Angela Merkel e risulterà pubblicamente che le ha dette, sarà uno scandalo senza precedenti per tutti, ma il problema, paradossalmente, sarà più grosso in Germania che in Italia. Gli insulti del capo del governo di Roma alla cancelliera da noi sarebbero, in fondo, l’estrema rappresentazione del fatto che il governo italiano praticamente non esiste più e che alla sua guida (teorica) c’è un irresponsabile. Siamo governati da una barzelletta, ma lo sapevamo già. E’ a Berlino e dintorni, invece, che l’eventuale conferma delle esternazioni berlusconesche provocherebbe un terremoto. Fino a ieri sera, della vicenda avevano parlato soltanto due giornali nazionali: la popolar-scandalistica Bild, il che non stupisce, e la seriosa e conservatrice Welt, il che invece stupisce e suggerisce considerazioni preoccupanti, considerata la notoria vicinanza di quel quotidiano al potere che conta. Ma le notizie girano. Al punto che esisterebbe già la decisione sulla prima mossa “nel caso che”: il richiamo a Berlino …