Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

La beffa del Ponte che non c´è così appalti e assunzioni hanno già bruciato 400 milioni", di Giuseppe Baldessaro e Attilio Bolzoni

La decisione di Bruxelles non ha fermato le spese folli quasi 500mila euro stanziati per la formazione di personale. È stato pagato uno studio sull´impatto emotivo dell´opera ma c´è anche una ricerca sugli uccelli migratori della zona. Le procedure di acquisto dei terreni procedono spedite ma su quelle aree probabilmente non sarà costruito nulla. Per 42 anni è stato sperperato denaro della collettività. Ma chi ha favorito e chi ancora favorisce questo scialo infinito?mQuanto abbiamo speso per le ricerche sulle evoluzioni di falchi e poiane nel cielo fra Reggio e Messina? Se ci sta costando così tanto e ancora non c´è, quanto ci costerà se davvero dovessimo vedere unite Calabria e Sicilia? È fatto di carta. Non si stufano mai di disegnarlo, di ritoccarlo nel suo slancio a una o due o a tre campate verso l´isola, d´immaginarselo indistruttibile mentre sotto un bombardamento nucleare la Sicilia e la Calabria sprofondano nel mare. Ma il loro Ponte resta lì intatto e perfetto, sospeso per miracolo nell´aria. Abbiamo pagato anche per questa prova di resistenza: lo studio …

"L'Italia merita qualcosa di meglio", di Mario Calabresi

Ci sono giorni in cui il destino ti mette sotto gli occhi tutto quello che non vorresti vedere, da cui scappi, e lo fa con una chiarezza che non lascia scampo. Ieri è stato uno di quei giorni per Silvio Berlusconi e per l’Italia. Una micidiale coincidenza ha messo in fila i nuovi guai giudiziari del nostro premier, la drammatica situazione economica con il crollo della nostra credibilità internazionale e l’assenza del nostro Paese dalla politica internazionale che conta. Partiamo da quest’ultima. Ieri a Tripoli il Presidente francese e il premier inglese sono stati ricevuti da una folla festante, accolti come liberatori, per Sarkozy perfino i fiori. Nessun italiano nelle immagini trasmesse dalle televisioni di tutto il mondo. Eppure alla guerra in sostegno dei ribelli contro Gheddafi abbiamo partecipato anche noi, ma ci siamo accodati malvolentieri e oggi abbiamo altro a cui pensare. Mentre francesi e inglesi costruiscono il loro futuro sulla sponda del Mediterraneo di fronte a casa nostra – compito che si è dato anche il premier turco Erdogan, pure lui in visita …

"I passi obbligati per la crescita", di Irene Tinagli

Approvata la manovra, si apre il capitolo crescita. Ne ha parlato pochi giorni fa Napolitano, ricordando quanto questo tema sia «stringente e drammatico». E ne ha fatto cenno Tremonti dal G8 di Marsiglia, annunciando un «dossier crescita» che dovrebbe aprirsi già questa settimana. E’ un tema ineludibile, e finalmente tutti sembrano averlo capito. Tuttavia, nonostante tutti ne parlino, nessuno sembra avere le idee chiare su come ottenerla. Tra le voci più ricorrenti quando si parla di crescita troviamo le infrastrutture e le opere pubbliche, oppure gli aiuti alle imprese: da incentivi settoriali al supporto alla capitalizzazione e alla crescita dimensionale. Tutte misure trite e ritrite, di cui è stato ampiamente fatto uso in passato e che non hanno mai portato risultati duraturi. Si tratta infatti di misure limitate, soggette ad abusi a distorsioni, incapaci di autosostenersi nel lungo periodo perché troppo gravose sui bilanci pubblici. Una possibilità di cui si sente parlare poco, su cui sarebbe necessario un dibattito più approfondito, è quella di creare le condizioni per nuovi processi imprenditoriali, nuove imprese attive in …

"Leghisti nel posto sbagliato", di Giuseppe Vespo

Per ora è solo un «modello 45»: un’indagine senza ipotesi di reato né indagati. Ma è il segno che alla procura di Monza non è passato inosservato l’incontro di lunedì tra Bossi, Calderoli e i 14 rappresentanti delle Province a guida leghista, riuniti nelle nuove sedi ministeriali di Villa Reale manco fossero gli uffici politici del Carroccio. «O è un ministero o è una sede di partito», commenta una fonte che spiega come le due cose non possano essere confuse. Nel fascicolo al momento ci sono solo i ritagli dei giornali che parlano della riunione di Bossi & Co., ufficialmente convocata per discutere l’abolizione delle Province. Non che qualcuno sia preoccupato per la poltrona, si sono affrettati a spiegare gli amministratori padani. Semmai il timore è per il vuoto di rappresentanza che si potrebbe lasciare nei territori. Un sentimento certamente trasmesso al ministro Tremonti, anche lui – brevemente – in visita negli uffici ministeriali assegnati guarda caso proprio all’Economia, alla Semplificazione (Calderoli) e alle Riforme (Bossi). Le tre dependance istituzionali, pegno pagato da Berlusconi al …

"Se chi non paga le tasse mette a rischio la società" di Giorgio Ruffolo

Le discussioni sulla manovra economica riportano in primo piano una pratica che oltre a incidere sui conti pubblici genera sfiducia reciproca tra i cittadini. Negli ultimi anni dell´Impero i romani si rifugiavano presso i barbari per tentare di sfuggire alla presa degli esattori. In Europa siamo superati solo dalla Grecia, gli altri paesi si attestano su livelli molto inferiori ai nostri. Gli antichi romani evadevano il fisco? Negli ultimi tempi dell´impero lo facevano rifugiandosi persino presso i barbari, pur di non cadere nelle grinfie degli esattori. In un libro recente sull´impatto delle tasse sulla civiltà umana uno storico americano attribuisce alla schiacciante pressione fiscale la responsabilità principale della caduta dell´impero romano. Nell´Italia di oggi gli evasori hanno vita molto meno ardua. Non è necessario rifugiarsi nell´inferno dei barbari. Basta che depositino i loro soldi nei paradisi fiscali; oppure ricorrano a pensionati e nullatenenti nostrani. Il 53 per cento dei contratti di locazione, spesso non registrati, delle ville di Porto Cervo, Forte dei Marmi, Porto Rotondo, Rapallo, Capri, Sabaudia, Panarea, Portofino, Taormina e Amalfi sono intestati …

"Intercettazioni, il Colle blocca il blitz", di Barbara Fiammeri

La notizia comincia a spargersi nel pomeriggio, quando si apprende della convocazione di un Consiglio dei ministri attorno alle 20 «per un urgente adempimento». Ufficialmente si tratta della proroga del Capo di Stato maggiore dell’Esercito. Ma da ambienti della maggioranza si parla anche di un’accelerazione sulle intercettazioni, di un «blitz» sotto frorma di «decreto legge» per bloccare l’ondata di conversazioni che vedono implicato il premier, a partire da quelle sul presunto ricatto ordito dall’accoppiata Lavitola-Tarantini. Berlusconi si sente pressato. Gli brucia ancora l’invito di comparizione fattogli pervenire ad Arcore dai Pm napoletani, che stanno indagando sulla presunta estorsione. A presentarsi davanti ai magistrati però non ci pensa proprio: «È una trappola», continua a ripetere mandando Niccolò Ghedini in avanscoperta. Nel frattempo riprende quota l’idea di bloccare «l’ondata di fango» su giornali e tv. La rilancia davanti al Capo dello Stato. Giorgio Napolitano gli fa capire che di un decreto non è neppure il caso di parlare. Il Cavaliere inzialmente sembra intenzionato ad andare comunque avanti ma poi in serata desiste e nella riunione del Cdm …

"Berlusconi, crolla la fiducia. Centrosinistra, 6,5 punti di vantaggio", di Massimo Razzi

Il premier perde altri 5 punti e scende al 24% di persone molto o abbastanza fiduciose. Il governo a quota 19. Nelle intenzioni di voto, l’opposizione è al 44% contro il 37,5% dell’attuale maggioranza. Maggioranza relativa di favorevoli a un governo isituzionale. Berlusconi e il suo governo raggiungono (in discesa) livelli di fiducia “imbarazzanti” nel sondaggio mensile di Ipr Marketing per Repubblica.it mentre le intenzioni di voto sono decisamente a favore del centrosinistra e gli italiani dimostrano di apprezzare l’idea di un governo. Il premier, dunque, perde 5 punti e crolla a quota 24 interpellati su 100 che dicono di avere molta o abbastanza fiducia in lui, mentre 64 affermano di averne “poca o nessuna” e 12 non si esprimono. Il suo esecutivo raccoglie un misero 19 di “fiduciosi” (contro 66 negativi e 16 indecisi). Siamo ai livelli in cui gli anglosassoni (che i sondaggi li hanno inventati) dicono che non c’è “sopravvivenza” politica del soggetto “sondato”. La caduta libera di Berlusconi, iniziata nel luglio del 2009 quando per la prima volta è sceso sotto …