Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

Ora Bruxelles avverte l´Italia "Preparatevi a nuove misure", di Andrea Bonanni

Rapporto sulle finanze Ue: dubbi sul recupero dell´evasione e sui tagli alle spese. Van Rompuy: “Serve un governo dell´Eurogruppo” No da sette Paesi dell´Est europeo. La Commissione europea giudica «plausibile» lo scenario economico presentato dal governo italiano e valuta positivamente l´impegno di risanamento delle finanze pubbliche poiché «il previsto sforzo fiscale sul 2010-12 è superiore allo 0,5% del pil e il percorso di aggiustamento dopo il 2012 è ben al di sopra delle disposizioni del Patto di Stabilità». Tuttavia Bruxelles avverte che «un´azione aggiuntiva sarà richiesta all´Italia se le entrate dovute a un migliorato adempimento degli obblighi fiscali saranno minori di quanto previsto nel bilancio, o se sorgessero difficoltà nelle restrizioni di spesa programmate». E´ questo il messaggio indirizzato al nostro Paese nel Rapporto sulle finanze pubbliche nella Ue pubblicato ieri. Le considerazioni di Bruxelles sembrano confermare un certo grado di scetticismo circa l´effettiva portata del recupero dell´evasione fiscale, così come calcolato dal governo italiano. Una prudenza che era già stata resa pubblica quando, nelle settimane scorse, il commissario Rehn (Affari economici) aveva invitato a …

"Contestare il leader: la moda (bipartisan) degli ultras dei partiti", di Fabio Martini

Il capo è mio e me lo contesto io. Nella risorgente stagione dell’intolleranza popolare per i politici, sta prendendo corpo un fenomeno nuovo: la contestazione sulla pubblica piazza di big della politica da parte di militanti della stessa area. Per ora si tratta di piccoli scrosci, eppure la casistica si sta velocemente infittendo. Nel giro di poche settimane, uno dopo l’altro, sono stati presi di mira non soltanto leader oramai temprati come Massimo D’Alema o Silvio Berlusconi, ma anche personaggi finora immuni a contestazioni da parte dei propri aficionados. Come Gianfranco Fini, Umberto Bossi, Nichi Vendola, Pier Luigi Bersani, Rosy Bindi. Persino il sindaco di Firenze Matteo Renzi, il rottamatore dei «vecchi», per qualche minuto, è finito dentro il tritacarne e proprio nella sua città. E’ come se si stesse rapidamente consumando quell’aura di rispetto che in lunghe fasi della Repubblica ha preservato anche i leader più controversi dalle proteste dei propri fans. Per il professor Alessandro Campi, siamo ad un passaggio di fase, ad un tornante a suo modo «storico»: «Si stanno sommando un …

"Berlusconi sconfitto sulle dieci domande" di Ezio Mauro

Silvio Berlusconi ha perso. Per togliere di mezzo le dieci domande che Repubblica con Giuseppe D´Avanzo gli ha rivolto ogni giorno per sei mesi (chiedendogli conto di bugie e falsità sullo scandalo del “ciarpame politico” sollevato dalla first lady per lo scambio tra candidature e favori sessuali) il Presidente del Consiglio aveva denunciato il nostro giornale per diffamazione, chiedendo una condanna a un milione di euro per danni al suo onore e alla sua reputazione. La sentenza del Tribunale di Roma respinge la richiesta di risarcimento del Capo del governo (e anzi lo condanna a rifondere le spese processuali) con questa motivazione: le dieci domande “costituiscono legittimo esercizio del diritto di critica e lecita manifestazione della libertà di pensiero e di opinione garantita dall´articolo 21 della Costituzione”. Il caso senza precedenti di un leader politico che denuncia delle domande, perché non può rispondere, ha fatto il giro del mondo, così come gli insulti del Premier ai nostri giornalisti e il suo invito agli industriali a boicottare la pubblicità su Repubblica. Tutto inutile. Perché il tribunale …

"Il federalismo è un'altra cosa", di Massimo Bordignon

Con l’approvazione della manovra al Senato diventano più chiari gli effetti degli interventi sulle amministrazioni pubbliche. Per gli enti locali non sono buone notizie. Nonostante il pressing sul governo di sindaci e presidenti di Regioni, i tagli restano pesanti, cumulando gli interventi già previsti l’anno passato per il prossimo biennio, con quelli decisi nel decreto di luglio e poi anticipati con quello di agosto. Non c’è alcun dubbio che la manovra fosse necessaria e che dovesse essere pesante; ma che finisse con il colpire così tanto gli enti locali è invece più discutibile. Qualche vantaggio, rispetto alla prima formulazione della manovra, gli enti locali l’hanno avuto. In particolare, hanno ottenuto che il maggior gettito derivante dalla Robin Tax sulle società energetiche venga attribuito interamente a loro. Ma si tratta comunque di un gettito incerto. Nella migliore delle ipotesi, il sacrificio richiesto agli enti territoriali di governo con l’attuale manovra supererà comunque nel solo 2012 i 4 miliardi, che si cumulano agli 8,5 già imposti per il prossimo anno dal decreto 78/2010. E poiché i trasferimenti …

Serravalle, Penati accusa: «Ricostruzioni false e parziali», di Pino Stoppon

Sulla vicenda Serravalle continuano le ricostruzioni parziali e false da parte dei miei accusatori».È quanto sostiene l’ex presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, accusato di concussione e corruzione. «Ricostruzioni parziali e false da parte dei miei accusatori». Filippo Penati torna di nuovo all’attacco. E lo fa con un comunicato stampa affidato alle agenzie dopo che, nei giorni scorsi, erano state riportate da diversi quotidiani le accuse dell’imprenditore Di Caterina che aveva parlato di incontri segreti per determinare il prezzo dell’acquisto del 15% di azioni dell’autostrada Serravalle appartenenti al gruppo Gavio. «All’interno di queste ricostruzioni – sostiene Penati, accusato dall’imprenditore Di Caterina – ci sa- rebbero riunioni convocate nell’ aprile del 2005 per stabilire il sovra-prezzo delle quote azionarie acquistate dalla Provincia. Di queste riunioni non ho mai saputo e non so nulla, anche perché in quei giorni era ancora lontana anche la sola ipotesi di acquisto delle azioni». Penati – già accusato dai pm di Monza di concussione, corruzione e finanziamento illecito ai partiti per un presunto giro di mazzette per le ex aree …

""Exit strategy" per il premier", di Claudio Tito

«Ragioniamo su una exit strategy. Pensaci, se concordi un´uscita puoi trattare. Ma soprattutto il clima di assedio si attenuerà solo per il fatto che non stai più a Palazzo Chigi». Nella fase di torpore che sta paralizzando il governo e la maggioranza, solo due autorevoli esponenti del mondo berlusconiano hanno avuto il coraggio di parlare con schiettezza e sincerità al presidente del consiglio. Si tratta di Gianni Letta e Fedele Confalonieri. Gli “amici di sempre”, gli unici in grado di rivolgersi al Cavaliere senza dover temere l´accusa di tradimento o di intelligenza con il nemico. Entrambi lo hanno esortato a considerare un percorso che lo guidi fuori dalla presidenza del consiglio senza scossoni e soprattutto con un iter concordato. In tutti i suoi aspetti. Sia il sottosegretario alla presidenza del consiglio, sia il presidente di Mediaset hanno rotto gli indugi la scorsa settimana. E non è un caso che Confalonieri abbia esposto le sue riflessioni all´”amico Silvio” mercoledì scorso. Dopo un lungo faccia a faccia con il leader dell´Udc, Pier Ferdinando Casini. Nessuno nella coalizione …

"La carica dei costituenti per caso", di Michele Ainis

La notizia è che non fanno più notizia. Grandi riforme, piccoli titoli: anche l’ultimo esercizio d’ingegneria costituzionale (via le Province dalla Carta, dentro il pareggio di bilancio) è finito in un angolino a fondo pagina. Ma il troppo stroppia, e in conclusione nessuno ti prende più sul serio. Specie quando fai salpare un bastimento che viaggia in tempi biblici, come le leggi di revisione costituzionale. Perché allora dovrai avviare un dibattito fra i partiti e nel Paese, formalizzare una proposta condivisa, ottenere due approvazioni dalla Camera e altrettante dal Senato, probabilmente affrontare un referendum. Meglio farlo agli esordi della legislatura, c’è più tempo. E meglio mettere in mare un’imbarcazione alla volta, per evitare collisioni. D’altronde non è un caso che nelle ultime due legislature l’Italia abbia licenziato due soli emendamenti alla Carta del 1947 (e zero emendamenti in questa). Invece il governo Berlusconi è rimasto a braccia conserte nei primi tre anni della legislatura, poi ha sparato 4 colpi in 5 mesi. Nell’ordine: per abbassare l’età minima dell’elettorato attivo e passivo (marzo). Sulla giustizia (aprile). …