Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"L´arte della fuga", di Concita De Gregorio

Non può ricevere i PM a Palazzo Chigi, perché deve andare a Strasburgo. È stata una ricerca frenetica, venerdì sera, a Palazzo Grazioli: tutti lì a cercare fra la posta già buttata le mail cancellate gli inviti nemmeno aperti. Ci sarà pure un invito istituzionale, no? Trovatelo, guardate anche nel cestino. Eccolo presidente, ci sarebbero Barroso e Van Rompuy disponibili. Chi? Van Rompuy, il presidente del Consiglio europeo. Va bene, funziona. Prendete appuntamento con questo. Preparatemi una scheda personale. “Van Rompuy, fiammingo, cultore di poesia ed esperto di Haiku giapponesi, amante dell´ornitologia, nel tempo libero solito ritirarsi in preghiera in un´abbazia benedettina”. Sarebbe bello assistere al colloquio riservato, sì. Caldamente sconsigliate battute ornitologiche. Meglio, nel caso, la zia suora. Meglio improvvisare un haiku piuttosto che spiegare ai due magistrati napoletani perché tiene a libro paga due ceffi del calibro di Lavitola e Tarantini. Parte offesa, certo. In questo caso Silvio B. è la vittima: ricattato, si suppone. Ma la figura del ricattato in giurisprudenza, glielo avrà spiegato Ghedini, è diversa da quella del concusso. È …

"L'ultimo rintocco del governo fantasma", di Eugenio Scalfari

La crisi economica attuale è più grave di quella che colpì l’America e l’Europa nel 1929 con le sue ricadute nel ’31 e nel ’37. Allora infatti il sistema monetario mondiale basato sull’oro restò in piedi, sia pure con alcune provvisorie correzioni. Oggi non è così. La globalizzazione, la libertà di movimento dei capitali, i portafogli delle banche gonfie di titoli d’incerta solvibilità, la contrazione dell’economia reale che rischia di trasformarsi in una recessione vera e propria, coinvolgono l’intera struttura monetaria, bancaria e produttiva dell’Occidente ma anche dei cosiddetti Paesi emergenti. Non esistono più compartimenti-stagno. Qualche settimana fa usammo l’immagine delle “matrioske”, una dentro l’altra raccolte in un unico contenitore. E anche l’immagine dei vasi comunicanti soggetti in ogni loro livello alla stessa pressione atmosferica. Queste due immagini configurano l’intreccio esistente nell’economia mondiale e spiegano perché la crisi attuale non è come quella del ’29 ma molto peggiore. Gli Stati Uniti cercano d’uscire dal pantano adottando una politica espansiva. La risposta europea è stata finora l’opposto di quella di Obama: rigore per ridurre i deficit …

"Se vincono i falchi di Berlino", di Andrea Bonanni

È tutta italiana la zeppa su cui inciampano, si avvitano ed entrano in collisione i due soli poteri forti rimasti in Europa: la Germania e la Banca centrale europea. La Grecia ha indignato i tedeschi per la disonestà con cui aveva falsificato i conti nascondendo l´entità del buco di bilancio. L´Italia li ha esasperati per l´inettitudine con cui ha gestito la crisi del suo debito, talmente enorme da poter far implodere la moneta unica. Alla fine, proprio per salvare l´euro, la Banca centrale è stata costretta a intervenire dettando a Berlusconi i termini della manovra che avrebbe dovuto varare per consentire a Francoforte di venirci in aiuto acquistando Bot. Un passo che, per gli ayatollah dell´ortodossia monetaria, suona come un doppio sacrilegio. Primo, perché nella logica luterana della Bundesbank, chi sbaglia deve pagare. Secondo, perché se è sacrosanto il precetto che la Banca centrale deve essere indipendente dai governi, appare addirittura inconcepibile l´inverso: che un governo venga messo sotto tutela dalla Banca centrale. E comunque, nonostante il controverso commissariamento europeo di Berlusconi, l´Europa è rimasta …

"Sistema-Sesto? È un processo mediatico Ma Filippo non agiva per conto del Pd", intervista a Piero Fassino di Concita De Gregorio

Sindaco Fassino, esiste una diversità etica della sinistra? «Certo non genetica ma culturale e di comportamenti sì. La sinistra ha sempre praticato valori etici e di legalità. Quando un esponente del centrosinistra è oggetto di indagine suscita scandalo. Noi non apriamo crociate contro i magistrati, non evochiamo complotti, aspettiamo e favoriamo l´accertamento della verità”. Che idea si è fatto della vicenda Penati? Esiste un sistema di finanziamento del partito assimilabile al sistema-Sesto? Lei che è stato l´ultimo segretario dei Ds senz´altro lo sa. «Non ho mai avuto la sensazione che attorno a Penati, che conosco e stimo come dirigente, ci fosse un sistema. Lui per primo ha separato la sua posizione individuale da quella del partito. Vedremo le indagini, la presunzione di innocenza vale anche per lui. Le responsabilità sono sempre individuali. Escludo che Penati agisse per conto di altri». Sta dicendo che agiva in nome proprio? Una mela marcia, dunque, eventualmente… «Nessuno ha parlato di mela marcia. Qui si sta facendo un processo mediatico ad una intera classe politica, è intollerabile. Non possiamo sostituirci …

"L’ultimatum di Marcegaglia. Se non ce la fa, il governo lasci", di Wladimiro Fruletti

O il governo è in grado di cambiare rotta o è meglio che «ne tragga le conseguenze, perchè non possiamo rimanere in questa situazione di incertezza ». La presidente di Confindustria Emma Marcegaglia dà l’ultimatum al governo con parole mai usate prima da Chianciano Terme, dalla festa nazionale dell’Udc, in una giornata che lei stessa definisce «difficile». Le dimissioni del membro tedesco della Bce, Stark, dettate dalla netta contrarietà a comprare titoli di Stato anche italiani, hanno fatto crollare le Borse. «Il nostro Paese è in pericolo», dice Marcegaglia. E questo governo non è d’aiuto. Anzi. Perché c’è un evidente problema di «credibilità» se anche dopo la nuova manovra approvata al Senato a colpi di fiducia la risposta dei mercati è stata negativa. Se lo spread aumenta non solo nei confronti del debito tedesco, ma anche di quello spagnolo, c’è un evidente problema di credibilità internazionale di chi sta guidando il Paese. La presidente degli industriali ricorda che un mese fa l’Italia stava meglio della Spagna. Oggi stiamo peggio perchè là si sono mossi, perché …

"La verità del Quirinale", di Miguel Gotor

Come una biglia che corre lungo un piano inclinato, l´Italia si sta avvicinando alla resa dei conti, al momento in cui la crisi economica e quella politica si daranno la mano. Negli ultimi due anni Silvio Berlusconi e una schiera di opinionisti strabici e compiacenti hanno fatto ogni sforzo per occultare questo fatale appuntamento, ma il cambio di passo che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha imposto alla sua azione è il miglior indicatore della drammaticità raggiunta dalla situazione Rimini, Cernobbio e Palermo sono state le tappe in cui il sismografo presidenziale si è impennato con un´intensità direttamente proporzionale alla gravità della crisi in cui versa il Paese. Il presidente della Repubblica sta svolgendo con equilibrio una preziosa funzione di supplenza, punto di riferimento condiviso a livello popolare, ma anche argine di contenimento dell´emergenza nazionale. Il capo dello Stato ha parlato anzitutto ai mercati internazionali, spendendo tutta la propria autorevolezza personale come già fece il suo predecessore Ciampi ai tempi dell´ingresso dell´Italia nell´euro. Speriamo che basti perché il punto di incrinatura è rappresentato dal …

“Ma quale federalismo, la crisi la pagano solo gli enti locali” Alberto Crepaldi

I minori trasferimenti alle autonomie previsti dalla manovra significheranno tagli a sanità e trasporto pubblico locale. Per il presidente della conferenza delle Regioni e della Regione Emilia Romagna Vasco Errani con questa manovra «possiamo che dichiarare morta qualunque ipotesi di federalismo». E propone di riaprire il confronto sulla manovra per riequilibrare «i tagli tra enti locali e Stato». Presidente, il Governo ha posto la fiducia. A suo avviso ci sono spiragli di aperture? La situazione è sotto gli occhi di tutti. Da parte nostra, noi abbiamo avanzato una proposta con grande senso di responsabilità, condivisa da amministratori di ogni parte politica: il Governo dovrebbe fare una riflessione seria e aprire un confronto con Regioni e autonomie locali per cercare, insieme, una via nuova rispetto alle necessità che ci sono in queste Paese. Lei ha parlato di conseguenze devastanti, dalla finanziaria, sul fronte dell’erogazione dei servizi ai cittadini: può farci alcuni esempi? Un esempio lampante è quello relativo al trasporto pubblico locale. Con i tagli saremo costretti a ridurre i servizi di trasporto del 75%. La …