Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Pronto il partito di Tremonti. Depositati nome e simbolo", di Federica Fantozzi e Claudia Fusani

Otto mesi fa il ministro cominciò a pensare al nome, simbolo, costi, e parlamentari che avrebbero potuto seguirlo. E ora nel Pdl c’è chi ripete che «il tesoretto di Milanese doveva servire a finanziare quel partito». Probabilmente l’ha fatto per precauzione in un passaggio ad alto rischio per il governo Berlusconi e in un momento in cui sentiva forte l’ostilità dentro il Pdl. Insomma, non è scontato che il partito di Giulio Tremonti diventi un progetto concreto. Tuttavia, già nel novembre scorso, il ministro dell’Economia ha depositato in gran segreto un nome e un simbolo. E l’opzione – o forse il deterrente – è ora nelle sue mani. In un contesto politico mutato, ma per certi aspetti persino più insidioso e conflittuale nel centrodestra. Da quando è scoppiato il caso Milanese, del resto, a Montecitori esponenti del Pdl ripetono che “il tesoretto di Milanese doveva servire a finanziare il partito di Tremonti». Non è escluso che la notizia, o il sospetto, di una simile operazione sia addirittura all’origine della guerra in corso tra il premier …

"Famiglie troppo colpite, intervenite" di Gabriele Isman

Vescovi e associazioni chiedono modifiche. E Giovanardi cerca una mediazione. Cei, Caritas, Acli non allentano la pressione sul governo e chiedono modifiche. I cattolici all´attacco della manovra. La scomunica ufficiale è arrivata ieri con un editoriale sulla prima pagina dell´Avvenire: «L´abbiamo ingoiata senza fare troppe storie – scrive il giornale della Cei – . Questa manovra economica è stata necessitata prima ancora che necessaria. L´attacco speculativo era stato troppo grave, la situazione troppo instabile e incerta. Il risultato complessivo più che distribuire in maniera equa i pesi del rigore necessario continua a caricare sulle famiglie e sui ceti medio-bassi l´onere del risanamento, toccando solo marginalmente i ceti alti e certe corporazioni». E nell´editoriale non mancano le critiche ai mancati tagli ai costi della politica. Il giorno prima il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, aveva detto: «La famiglia deve essere difesa a tutti i costi perché è la base della società civile». E inevitabilmente le sue parole erano sembrate un richiamo al Parlamento. Ma l´attacco dei cattolici alla Finanziaria era partito già nei giorni precedenti: …

Costi della politica: il PD li vuole tagliare, il governo mette la fiducia e lo impedisce. Libero e Il Fatto non se ne accorgono

Libero scrive che nella notte PD e PDL si accordano per aumentarsi lo stipendio, ma non è vero. Il Fatto riprende l’articolo. I senatori Marilena Adamo, Paolo Baretta e Francesco Sanna spiegano come sono andate le cose. Alcuni quotidiani “vicini” a Berlusconi (Libero e Il Giornale) ed Il Fatto ieri hanno pubblicato degli articoli sulla discussione in Senato della manovra economica del Governo, in particolare sulla riduzione dei costi della Politica, che – oltre a diverse inesattezze- travisano totalmente la realtà e assimilano la posizione del PD a quella di PDL e LEGA. Invece il Governo ha messo la fiducia su un maxiemendamento predisposto da Tremonti e dalla maggioranza. Su quello ha deciso di votare avendo i numeri per approvarlo. Il PD, l’IDV e l’UDC che avevano presentato emendamenti alternativi sui costi della politica (vitalizi, accorpamento dei comuni, accorpamento delle province, accorpamento delle società comunali, niente doppi incarichi, stipendi dei parlamentari in linea con la media europea da subito) se li sono visti vanificare dalla fiducia, che ha impedito qualsiasi modifica al testo del Governo. …

"Bonus Bebè: ora il Governo chiede indietro soldi e interessi", di Federico Genta

Tutto è iniziato con una lettera. «Felicitazioni per il tuo arrivo. Lo sai che la nuova legge Finanziaria ti assegna mille euro? Un grosso bacio». Firmato Silvio Berlusconi. Così, tra il 2005 e il 2006, seicentomila famiglie sono venute a conoscenza del bonus bebè. Un regalo del Governo. Inatteso e gradito, che a distanza di anni si è trasformato in un boomerang. Migliaia di famiglie hanno già ricevuto, o stanno per ricevere, un`altra lettera del Governo, dal Ministero delle Finanze. Questa volta il tono è meno festoso. Viene richiesta la restituzione dell`assegno e il pagamento di una sanzione amministrativa: altri tremila euro. Ma ancora non basta. Perché se dovesse essere accertata la violazione del codice penale in questo caso l`indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato – i genitori rischiano una multa tra i 5 e i 25 mila euro. Il motivo? A distanza di anni la direzione centrale servizi del Tesoro ha chiesto all`Agenzia delle Entrate di verificare le autocertificazioni, che le stesse famiglie avevano presentato al momento di incassare il bonus. Perché …

"Come salvare l’Italia e l’Europa", di Antonio Padoa-Schioppa

E così ci siamo arrivati. Dopo tante avvisaglie remote, ora l’Italia è davvero sull’orlo di un precipizio che potrebbe segnare la fine del benessereconquistatomezzosecolofa.E segnare la fine dell’euro e addirittura l’arresto se non la fine del processo di integrazione europea. Allarmismo eccessivo? Non credo. Sulla fine dell’euro scommettono ormai in tanti, e per tante ragioni diverse e concorrenti. Interessi potenti sono all’opera. L’obiettivo non sembra più irraggiungibile. Che fare? In questi giorni le proposte non sono certo mancate. Il punto di partenza degli osservatori è uno solo: le misure della manovra, per quanto corpose se viste nella cornice di quattro anni, sono inadeguate a scongiurare i rischi di attacco ai nostri conti. I 300 punti di spread raggiunti in pochi giorni dai nostri titoli pubblici decennali rispetto a quelli tedeschi comportano, da soli, un aggravio annuale di alcuni miliardi di euro sugli interessi del debito pubblico. Facile calcolare cosa costerebbe un raddoppio o una triplicazione o una quadruplicazione di queste cifre, che potrebbe arrivare in tempi brevi. LA GRECIA insegna. E i mercati non si …

"Medici e farmaci fra le partite aperte", di Roberto Turno

L’esplosione dei ticket, il finanziamento al Ssn che fa acqua, i tagli a medici e personale e il rischio del blocco del turn over, i farmaci e le imprese sotto pressione. Sono (almeno) quattro le partite della manovra che mettono in tensione la sanità pubblica. Quattro partite decisive che per le Regioni, le prime “depositarie” della tenuta dei conti di asl e ospedali tanto più verso il federalismo e i costi standard, rappresentano altrettante sfide decisive. C’è il rischio che il Ssn non regga più, è l’allarme dei governatori. Che puntano a tavoli di lavoro specifici per cercare di raddrizzare, se sarà possibile, l’impostazione della manovra a loro carico. Fari puntati così sull’intesa da stipulare entro aprile 2012 (il 30 giugno sui farmaci), per modulare le manovre 2013-2014. Ma i governatori puntano a un «patto» nuovo di zecca. Il taglio 2013-2014 sull’indebitamento netto è di 7,5 miliardi (7,95 sul saldo netto da finanziare), con aumenti sul 2012 appena dello 0,5 e dell’1,4 per cento. Il nodo è tutto qui. La “carta segreta” dovrebbero essere dal …

Camera dei Deputati – Manovra: dichiarazione di voto di Pier Luigi Bersani

Signor Presidente, la fiducia che il Governo ha posto oggi l’aveva annunciata un mese fa, come aveva già fatto per quarantasei volte prima di questa. Noi abbiamo consentito al Governo, insieme alle altre forze di opposizione, di cambiare i tempi della questione di fiducia, di porla in una settimana invece che nelle solite tre. L’abbiamo fatto per l’Italia aggredita dai mercati, per non aggiungere due settimane di confusione ed una situazione già confusa e drammatica, sapendo che la confusione finisce sempre per scaricarsi sui più deboli. Nei vostri confronti, sia chiaro, la nostra responsabilità si ferma qui. Noi adesso la nostra responsabilità ce la prendiamo davanti agli italiani e diciamo subito che siamo radicalmente «contro» (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). Siamo contro la vostra politica economica, se mai ce n’è stata una; siamo contro la vostra conduzione delle cose in sede europea; siamo contro, ancor più fermamente, ai contenuti ingiusti di questa manovra. E diciamo una parola chiara. L’Europa ci conosce, conosce la nostra tradizione di forza europeista e di Governo che non …