Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

Osvaldo Napoli: "Hanno ignorato i Comuni, da uomo del Pdl sono deluso e amareggiato", di Francesca Schianchi

Osvaldo Napoli, deputato Pdl e sindaco di Valgioie, guida l’associazione dei Comuni Anci. Una domanda a palazzo Chigi: «Ma come, per la prima volta c’è un presidente del centro destra, e non lo ascolti?» Devo essere sincero: sono doppiamente deluso e amareggiato. Come uomo delle istituzioni e come uomo che crede in questo governo e questa maggioranza e si aspettava un trattamento, almeno nella forma, un po’ diverso». Osvaldo Napoli è il presidente facente funzioni dell’Anci. Ma è anche un parlamentare del Pdl, vicecapogruppo alla Camera. Dal governo nemmeno un cenno ai Comuni per discutere della manovra? «Io mi chiedo: ma come, per la prima volta c’è un presidente dell’Anci di centrodestra, e non lo ascolti? Non dico molto, ma una telefonata dal governo me la sarei aspettata. Invece non solo la manovra l’abbiamo appresa dai giornali, ma non ci hanno degnato neanche di un confronto sul merito delle questioni». Eppure lei, oltre a rappresentare i comuni, è pure un dirigente del Pdl… «Infatti il dispiacere è questo, avevano l’opportunità per una volta di ascoltare …

Rispunta il taglia-bollette Nel governo è polemica", di Roberto Giovannini

Sorpresa, l’Italia taglierà drasticamente gli incentivi per le fonti energetiche rinnovabili allo scopo di dare una limatina (la riduzione effettiva sarà solo del 3%) al costo della bolletta elettrica per i cittadini. Poco conta che solo quattro mesi fa – al termine di un lunghissimo dibattito – si fosse deciso di continuare a puntare sull’energia pulita confermando (sia pure con un taglio) le agevolazioni. Poco conta che all’indomani del referendum sul nucleare il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani avesse spiegato che bisognava puntare di più sulle rinnovabili. E a nulla vale che al momento di varare la manovra – come spiega il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo – si fosse deciso di comune accordo in Consiglio dei ministri di non introdurre nessuna novità, anche per il «niet» totale del ministro Romani che a lungo aveva duellato con Calderoli. A quanto si apprende, infatti, nel testo della manovra economica che ancora non è stato consegnato al Quirinale sarebbe stata effettivamente ripristinata la norma che la Lega definisce «taglia bollette», fortemente voluta dal ministro Roberto Calderoli. In …

«Solo noi pensiamo ai deboli Così si tradisce il federalismo», intervista a Vasco Errani di Bianca Di Giovanni

Non c’è un’idea di Paese, non c’é una direzione di marcia». Vasco Errani boccia le ultime indiscrezioni sulla manovra, che sarà vagliata dai governatori solo mercoledì prossimo, quando si terrà l’incontro con il governo. Le notizie che filtrano sono molto preoccupanti. Pare che inquietino anche la Lega, viste le ultime uscite di Umberto Bossi. Presidente Errani, la questione pensioni minaccia la coesione della maggioranza. Prevede una crisi? «Premetto che rispondo come dirigente del Pd, e non come presidente della conferenza delle Regioni. È sempre più evidente che la maggioranza non ha un progetto per il npaese. È questo che mette a rischio la coesione interna. Non si offrono risposte ai problemi del Paese, e questo aumenta le fibrillazioni. Sulle pensioni il nervosismo della Lega è evidente. Non sarebbe la prima volta di uno strappo del carroccio sulla previdenza. Certo, la Lega punta i piedi, ma è difficile fare più parti in commedia, stare al governo e poi aizzare la piazza. Un esecutivo così non può reggere». Voi non siete stati informati neanche informalmente sui contenuti? …

"Lo statale perde fino a 43mila euro", di Gianni Trovati

Fino a 43mila euro lordi in cinque anni per gli alti vertici delle amministrazioni centrali, ma oltre 2mila anche per un bidello che ne guadagna 23mila all’anno. È il conto che, a consuntivo, potrebbe essere chiesto ai dipendenti pubblici dall’effetto combinato delle ultime due manovre. Quella approvata la settimana scorsa torna a concentrarsi sul pubblico impiego, blinda i risparmi previsti con le misure del 2010, e propone al Governo un pacchetto di opzioni per ridurre la spesa di 1,1 miliardi nel 2013-2015 e di altri 370 milioni annui dal 2016. Tra le scelte aperte dal nuovo intervento, la più probabile è un ulteriore blocco di incrementi e contrattazioni, che potrebbero rimanere congelati fino al 2015. Una certezza: quelli chiesti al pubblico impiego non sono risparmi temporanei, da recuperare passata la buriana, ma sono strutturali e andranno consolidati nei prossimi anni. Un sospetto fondato: il nuovo rinvio che pende sui rinnovi contrattuali, che dovrebbero ripartire nel 2013 ma possono slittare al 2015. Un punto interrogativo sulle misure che arriveranno dal 2016 in poi. Sono questi gli …

"Napolitano: La manovra non è ancora arrivata al Quirinale", di Bianca Di Giovanni

«Si precisa che a tutt’oggi la presidenza del consiglio non ha ancora trasmesso al Quirinale il testo del decreto legge». Con una nota telegrafica il Colle mette fine alla ridda di indiscrezioni che davano la manovra già sul tavolo del presidente della Repubblica. Una precisazione che indirettamente rivela anche il lavorio tutto interno all’esecutivo, ancora impegnato a smussare le parti più difficili da digerire per alcune componenti della coalizione. Non è la prima volta che i testi definitivi arrivano qualche giorno dopo il varo. Ma stavolta i motivi per rivedere i dettagli sono tutti politici. Le pensioni mandano in fibrillazione la Lega, mentre sui mancati tagli alla politica anche la base del Pdl mostra mal di pancia. Insomma, la «finanziaria-monstre» non sarà un passaggio tanto pacifico: a confermarlo anche l’appello di Renato Schifani per interventi condivisi in Parlamento. Insomma, la maggioranza traballa e cerca un ancoraggio tra i banchi dell’opposizione. Da cui, però, arrivano per ora solo parole di fuoco. «Quasi la metà dei 47miliardi all’anno previsti a partire dal 2014 sono costituiti da maggiori …

"I proclami di Bossi sono già lettera morta", di Marco Alfieri

Fatti in tempi certi. Impegno da parte del governo a realizzare 12 punti programmatici nei prossimi 180 giorni entro le date stabilite». L’ultimatum del Carroccio è stilato in una paginetta asciutta, distribuita in migliaia di copie due domeniche fa sul pratone di Pontida. «Caro Silvio, prendere o lasciare», sibilò Umberto Bossi sotto il sole a picco. Proprio oggi scade il primo mini lotto dell’aut aut leghista e se prendiamo alla lettera il Contratto con i padani, già stasera il governo Berlusconi dovrebbe cadere per il ritiro dell’appoggio leghista. Entro due settimane da Pontida, cioè oggi, infatti, si legge, «il consiglio dei ministri deve varare la riforma costituzionale che stabilisce il dimezzamento del numero dei parlamentari e la nascita del senato federale. Tempo per l’approvazione definitiva da parte del Parlamento: 15 mesi». Ma di questo provvedimento non c’è traccia. Solo una vaga notizia di invio all’esame del pre Cdm di una bozza di riforma costituzionale di cui sopra. Ma se anche fosse, e venisse approvata chiavi in mano, sarebbe fuori tempo rispetto al timing di Pontida. …

"Il dovere di distinguere", di Carlo Galli

Per fortuna non c´è stata, in Val di Susa, una replica dei fatti di Genova di dieci anni fa. Come allora, la violenza premeditata si è infiltrata nelle proteste di massa; a differenza di allora la risposta delle forze dell´ordine è stata ferma, ma professionale. E questo è un fatto positivo. Ma c´è stata anche un´altra differenza: c´è stata – da parte di Beppe Grillo – l´offerta di una sponda politica alla protesta, che non ha distinto a sufficienza, e con la dovuta chiarezza, fra critica (anche radicale) e violenza. Parlare di “guerra civile” in corso, affermare “siete tutti eroi”, inneggiare alla “straordinaria rivoluzione” che si oppone alle “prove tecniche di dittatura”, significa che il linguaggio politico sta deragliando. Che il populismo demagogico grillino sta perdendo il controllo della situazione, e gioca ormai al tanto peggio tanto meglio. Che sta investendo politicamente non solo sull´emozione, come di solito fa, ma sull´esasperazione, sulla confusione. E invece è cruciale, ora, sapere esercitare la distinzione concettuale – e pratica – fra protesta e violenza: tanto lecita la prima …