"La stagione del disincanto", di Alberto Statera
Il “disincantamento”, per usare un termine di Max Weber, l´unico padre di qualcosa citato ieri da Emma Marcegaglia, è in fondo la cifra climatica che ha percorso l´assemblea della Confindustria ai tempi del rumoroso declino del premier-imprenditore, che lunedì prossimo potrebbe essere certificato nei ballottaggi dai risultati delle elezioni amministrative. Lontani i tempi in cui a Parma Silvio Berlusconi esclamava dinanzi a migliaia di imprenditori acclamanti: «Il vostro programma è il mio programma!». Nell´arco di dodici ore, il disincantamento si è quasi plasticamente materializzato in due distinti palcoscenici. Quello della Centrale Montemartini, il museo ex centrale elettrica dove martedì si è svolta la cena pre-assembleare di ottanta di imprenditori di primo piano con il premier, e la sala Santa Cecilia del Parco della Musica, dove ieri in tremila hanno ascoltato il canto del cigno della presidente uscente. Una musica che il predecessore Luca Cordero di Montezemolo, con il quale non sono mancate frizioni negli ultimi tre anni, considera una sorta di tardivo «copia e incolla» delle sue posizioni, prodromi della discesa in campo al suo …
