Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Pisapia lancia l’ultimo appello: è il nostro tempo, liberiamo Milano", di Maurizio Giannattasio Annachiara Sacchi

«Il vento cambia davvero» . Lo slogan di Giuliano Pisapia si è trasformato in realtà. La burrasca che ha colpito Milano ha sollevato le gonne delle signore in Galleria Vittorio Emanuele, ha sparpagliato nel cielo i volantini del candidato, ha ribaltato gli ombrelli del popolo arancione raccolto in piazza Duomo per il concerto di chiusura della campagna elettorale di Giuliano Pisapia. Settantamila sotto la pioggia secondo gli organizzatori, 50 mila per chi conosce bene le dinamiche della piazza. Claudio Bisio ha gioco facile. «Ho una grandissima sorpresa per voi stasera: qui con noi c’è Gigi D’Alessio» . Ogni riferimento al mancato concerto del cantante napoletano sul palco di Letizia Moratti è puramente voluto. «Una risata vi seppellirà» . È il leitmotiv della campagna di Pisapia che si è diffusa come un virus in Internet. Quella che addebita al candidato del centrosinistra tutti i mali del mondo. «Piove» urla Bisio dal palco. «Pisapia ladro» , replica il pubblico. Elio e le sue Storie Tese intonano «Bunga bunga con Lele» . Lui, il candidato, arriva dopo le …

"La menzogna del potere", di Massimo Giannini

Il potere mente. Per abitudine alla manipolazione e per istinto di conservazione. Non c´è bisogno di aver letto la prima Hannah Arendt, o l´ultimo Don De Lillo, per sapere che “lo Stato deve mentire”, o che il governo tecnicamente totalitario “fabbrica la verità attraverso la menzogna sistematica”. Ma nessun potente mente con la frequenza e l´impudenza di Silvio Berlusconi. Non pago di aver danneggiato il Paese che governa, in un drammatico e surreale “colloquio” elemosinato a Obama a margine di un vertice tra gli Otto Grandi del pianeta, il presidente del Consiglio torna sul luogo del delitto. E, dopo aver inopinatamente e irresponsabilmente denunciato al presidente americano la “dittatura dei giudici di sinistra”, lo “perfeziona”, raccontando la stessa delirante bugia agli altri leader del G8. Abbiamo già detto quale enorme discredito rappresentino, in termini di immagine internazionale, le parole scagliate contro l´Italia dall´uomo che dovrebbe rappresentarla al meglio nel mondo. Abbiamo già detto quali enormi “costi” imponga allo Stato, in termini di credibilità istituzionale, questo vilipendio della democrazia e dei suoi organismi. Ma è necessario, …

Bologna: Virginio Merola presenta la Giunta comunale

“Siamo riusciti in tre giorni a dare alla città una Giunta pronta al lavoro, un equipaggio fantastico. Il criterio seguito è quello più volte annunciato: Giunta con forte ricambio generazionale, con la forte presenza di donne, basata su merito, capacità e passione per questa città”. Con queste parole, Virginio Merola, sindaco di Bologna, oggi pomeriggio nella Sala Rossa di Palazzo D’Accursio, ha presentato i 10 assessori che andranno a formare la Giunta del Comune di Bologna. “Ci metteremo subito al lavoro. Voglio però sottolineare che la prima Giunta formale e deliberativa sarà dopo l’insediamento del Consiglio comunale, questo perché riteniamo che sia un atto dovuto di correttezza istituzionale, che avverrà martedì 7 giugno alle ore 15”, continua il sindaco. “Lavoreremo bene perché lavoreremo insieme, riusciremo a convincere la città che possiamo avere il futuro che meritiamo. Saremo una Giunta che lavorerà per progetti, non ci saranno gelosie per quanto riguarda le deleghe di ognuno, ma ci confronteremo sul merito per quanto riguarda i progetti per la città, dove è necessario questo spirito di squadra”, conclude …

"I candidati vilipesi scaricano il Cavaliere", di Mariantonietta Colimberti

La disperazione ha portato ieri gli aspiranti sindaci della destra a rinnegare il loro partito. Sarebbe stato impensabile fino a qualche mese fa e invece sta accadendo. Sia Letizia Moratti sia Gianni Lettieri, alla vigilia dei ballottaggi, accentuano la tendenza allo “smarcamento” da Silvio Berlusconi e dai toni con cui ha condotto tutta la campagna elettorale. Ma forse ormai è troppo tardi per tutto. È apparsa in grande difficoltà ieri il sindaco di Milano nel mancato faccia a faccia di Sky risoltosi in un’intervista del direttore Emilio Carelli. Dimessa e anche noiosa, la Moratti più che rassicurante è apparsa depressa. Tra lei e la sedia vuota di Giuliano Pisapia – rifiutatosi di partecipare a causa delle mancate scuse personali sul colpo basso del primo confronto – si potrebbe dire che ha vinto la seconda. Il sindaco esprime dispiacere «per le modalità, perché era finito il tempo», ma poi, alla videochat del Corriere annuncia di aver inviato al suo avversario un messaggio privato. Ma l’ammissione più forte è quella che riguarda Berlusconi: alla domanda se le …

"L'occasione persa del Cavaliere", di Cesare Martinetti

Se il capo del governo italiano, che a differenza dei suoi colleghi di Russia, Canada, Giappone e Francia, non è stato invitato a nessun incontro bilaterale (uno di quei faccia a faccia in cui si possono anche dire cose riservate), avesse avuto la possibilità di scambiare due parole con il Presidente degli Stati Uniti che cosa gli avrebbe potuto chiedere? L’agenda nazionale e internazionale è piuttosto ricca. Cominciamo dall’ultima questione, quella che in Italia è stata giustamente chiamata emergenza e che ha spinto il governo a un duro confronto con l’Unione europea e la Francia: la crisi libica e i profughi di Lampedusa. Il capo del governo italiano, che a lungo ha esitato a impegnarsi contro il regime amico di Tripoli, avrebbe potuto chiedere al Presidente degli Stati Uniti lo stato delle cose, per quanto tempo si pensa ancora di condurre le operazioni militari, il modo in cui si pensa di uscire dal confronto e innescare la fase due, quella della ri-costruzione. E in questo quadro capire come affrontare insieme (con Usa e Onu, tanto …

"Fango sul Paese", di Ezio Mauro

C´è un primo ministro, nel vertice del G8 a Deauville, che utilizza il palcoscenico internazionale per danneggiare il suo Paese, vilipenderlo con i leader delle grandi democrazie mondiali, e presentarlo come uno Stato che è fuori dalle regole dell´Occidente, anzi in pericolo di dittatura. Quel premier ha evidentemente perso la testa. Sommerso dall´affanno per il suo destino, guidato dal sentimento dell´avventurista che si gioca ogni volta l´intera posta perché vive d´azzardo e colpi di mano, ha perduto anche il senso delle proporzioni, oltre che il comune buonsenso, di cui si vantava d´essere campione. Così abbiamo dovuto assistere alla scena penosa di un presidente del Consiglio vistosamente fuori posto e fuori luogo nel vertice dei Grandi (che chiede a Gheddafi di cessare le violenze sul suo popolo), prigioniero com´è della sua ossessione privata trasformata da anni in questione di Stato: e da ieri purtroppo anche in questione internazionale. Nell´imbarazzo di Merkel e Sarkozy, abbiamo visto quel leader di un Paese europeo correre da Barack Obama, per investirlo inopinatamente con il tema della sua presunta «riforma della …

"Presidente, tocca a Lei", di Stefano Menichini

Da Europa non abbiamo mai rivolto appelli al presidente della repubblica. Mai tirato per la giacca, mai sollecitato a interventi che andassero oltre le sue prerogative, mai preteso che dirimesse controversie politiche. Anzi, soprattutto negli ultimi tempi abbiamo dovuto notare come la gravità della crisi italiana forzasse Napolitano a fare e a dire fin troppo. Ora però siamo convinti che sabato a Varsavia – o già prima, forse già in queste ore – il capo dello stato debba interpretare il proprio compito più tipico di alto rappresentante del paese. C’è un vulnus gravissimo da sanare. C’è una dignità nazionale da ripristinare, davanti ai leader mondiali e in particolare davanti al presidente americano. Berlusconi – che ha già tradito le promesse agli italiani, e di questo gli elettori gli stanno presentando il conto – ieri ha tradito anche la Nazione: descritta a Obama come una dittatura, nel corso di un penoso imbarazzante agguato, col volto stravolto dall’ansia, le parole smozzicate di un disperato. A noi tocca di liberarci con la forza della democrazia e della politica …