Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Omofobia, puttane e olgettine: sproloquio Pdl", di Natalia Lombardo

E’ ripreso stamattina a Montecitorio l’esame della legge contro l’omofobia, il cui testo era stato respinto un anno fa e ora, in commissione, bocciato da Pdl, Lega e Udc. A rappresentare in modo volgare in aula la tesi del centrodestra Giorgio Stracquadanio, deputato Pdl e pasdaran berlusconiano, richiamato da Rosy Bindi dalla presidenza. Non solo sostiene che che le sanzioni punitive contro chi reca violenza, anche verbale, verso omosessuali, transessuali o disabili potrebbero discriminare le vittime eterosessuali, ma Stacquadanio ha paragonato l’aggressione subita da Paola Concia e dalla sua compagna tedesca alla «violenza» che avrebbero subito le Olgettine e le donne di destra, ripetendo più volte la parola «puttane»: «Guardano le donne che lavorano con noi e dicono loro: puttane, quanto vi danno per stare qui a prendere questi voti? Puttane, cosa avete fatto per stare con il partito del puttaniere». E ancora: «È la stessa violenza che colpisce le nostre donne oggi in campagna elettorale, che vengono costantemente additate come puttane e che sono state additate come puttane da manifestazioni intere in questo Paese, …

"La promessa boomerang", di Aldo Schiavone

Cosa ci toccherà di sentire ancora, prima di venerdì? Fra le ultime affannose e sconclusionate mosse che un centrodestra sempre più allo sbando sta tentando per rimettere in sesto una campagna elettorale fin dall´inizio disastrosa, questa dello spostamento di qualche ministero da Roma a Milano è qualcosa di peggio di una gaffe pasticciata e maldestra. È il segno di un logoramento di rapporti tra alleati, anche dentro lo stesso Pdl. È il segno di una totale assenza di senso dello Stato e di responsabilità di governo, di una mancanza di idee e di una disperazione politica su cui gli elettori milanesi (e napoletani) farebbero bene a riflettere, in questi ultimi giorni – quanto meno per rafforzarsi nell´opinione che hanno già espresso. Emergono innanzitutto la difficoltà grave, e insieme il cinismo di Bossi, motore dell´annuncio. Egli sa benissimo come l´operazione abbia, dal punto di vista del voto, un valore assai modesto. Ma ha perduto voti, molti. E deve fare i conti con una base stanca di Berlusconi, e preoccupata di finire con lui nell´abisso. Sa che …

"Dalla Moratti a Cetto La Qualunque", di Luigi La Spina

E’ un vero peccato che la campagna elettorale per il ballottaggio a sindaco di Milano si sia conclusa con una settimana d’anticipo e con un risultato a sorpresa: Letizia Moratti ha perso, ma non è stata sconfitta dal suo competitore Giuliano Pisapia, ma da se stessa. Perché potrà anche riuscire a compiere l’impresa disperata di superare il candidato del centrosinistra, lunedì prossimo, ma a un prezzo che non bisognerebbe mai accettare di pagare, quello di rinnegare il proprio passato politico, le scelte programmatiche fatte e tante volte rivendicate, i valori in cui si è creduto o si è detto di credere e, soprattutto, tradendo la fiducia di coloro che per quei valori l’hanno eletta a loro rappresentante. I segnali di fastidio e di distacco con i quali i moderati milanesi avevano risposto, col risultato del primo turno, ai toni estremistici e spregiudicati usati dalla candidata di Berlusconi e Bossi alla rielezione a sindaco di Milano, evidentemente, non sono bastati. Così la Moratti, in questi giorni, ha inanellato una serie di promesse demagogiche che non solo …

"Dall´amico dei "femminielli" al "candidato dell´Anticristo" così si fabbrica un nemico", di Filippo Ceccarelli

Stalingrado, Zingaropoli, la Città dei femminielli, dei drogati, degli islamici e dei terroristi. E questo in fondo già basterebbe a evocare il futuro di Milano e di Napoli, ove mai dovessero vincere i nemici del Popolo della Libertà. Ma siccome la guerra politica, oltre a nutrirsi di immagini, inesorabilmente scivola verso il cannibalismo, varrà la pena di segnalare, magari non a futura memoria, ma per depositarla nel già ampio bidone dello scemenzario elettorale e differenziato, che ieri il settimanale Tempi ha messo sull´avviso i suoi lettori sull´acclarata circostanza che Giuliano Pisapia sia, “metaforicamente parlando”, l´Anticristo, come dire l´arcinemico, ossia il nemico non solo del Pdl e della Lega Nord, ma di Dio. E questo proprio perché, come scrive il giornale vicino a Cl (che dopo il primo turno deve evidentemente dimostrare qualche rinforzo di zelo), il personaggio dell´aspirante sindaco si presenta con “eloquio suadente e modi gentili”, e non invece come lo descriveva nel medioevo Santa Ildegarda di Bingen e quindi un diavolaccio spaventoso, occhi di fuoco, orecchie d´asino, naso e bocca come un leone, …

"Silvio invade la tv e fa flop a rete unificate" di Simone Collini

In attesa di altri cambiamenti, gli italiani intanto cambiano canale quando vedono Berlusconi. Lo dicono i dati Auditel. Tutti i tg che venerdì hanno trasmesso le interviste-comizio hanno perso telespettatori. A beneficio degli altri (Tg3 e TgLa7) che hanno aumentato gli ascolti. Non solo. Il monitoraggio minuto per minuto dei telegiornali che hanno violato la par condicio dimostra che proprio quando è comparso il premier, in molti hanno messo mano al telecomando. Il Tg1 e il Tg5 hanno perso mezzo punto percentuale mentre Berlusconi cominciava a parlare di bandiere con falce e martello e del Duomo presto invaso da zingari e islamici. Un calo non da poco, visto che già quando i telespettatori hanno appreso delle interviste a Berlusconi durante i titoli di testa, hanno cercato qualcosa di meglio. Il Tg1 ha perso oltre due punti percentuali e 584mila telespettatori, rispetto al giorno prima. Il Tg2 188mila. Non è andata meglio ai canali Mediaset. Il Tg5 ha perso 20mila telespettatori rispetto al giorno prima, il fedelissimo Tg4 75mila, passando dal 6,1% di share di giovedì …

"Produttività e debito le due sfide perse", di Luigi Spaventa

L´agenzia di rating Standard & Poor, pur non abbassando il voto assegnato all´Italia, ha espresso una valutazione negativa sulle prospettive economiche del nostro paese. Nella crisi la caduta dell´Italia è stata maggiore, dopo la crisi la ripresa è stata minore. L´agenzia di rating non è un´associazione etero-diretta dai magistrati comunisti nella prassi, una valutazione siffatta segnala una probabilità elevata, pari a un terzo, che il voto possa essere abbassato in un futuro non lontano. In premessa, si vorrà concordare che Standard & Poor non è un´associazione con finalità di eversione del governo in carica, o etero-diretta da un nucleo di magistrati comunisti: le sue non sempre infallibili valutazioni possono essere certo discusse, ma nel merito e considerandone le implicazioni di politica economica. Un giudizio di prospettive negative fu espresso di recente anche nei riguardi degli Stati Uniti. Pur se l´analisi riguarda sempre la finanza pubblica, le motivazioni sono diverse nel caso americano e in quello italiano. Nel primo, si punta il dito contro l´incapacità di controllare un disavanzo elevato e destinato a crescere nel più …

"Omofobia, la legge che fa paura", di Irene Tinagli

In Italia un’aggressione motivata da questioni razziali o religiose è punita, come in tutti i Paesi occidentali, con un’aggravante specifica. Ma un’aggressione motivata da odio contro un diverso orientamento sessuale no. Aggravanti per questo tipo di violenza esistono in Germania, Francia, Spagna, Inghilterra o Svezia, ma non da noi. La legge che verrà discussa domani in Parlamento vorrebbe allineare l’Italia a questi Paesi, aggiungendo alle possibili cause di aggravante non solo l’orientamento sessuale ma anche l’età. Cosa significa? Non significa, come alcuni credono, che qualsiasi aggressione a gay sarà soggetta a una pena più grave, ma solo quelle motivate dall’odio verso il loro essere gay in quanto tali. Né significa che non si potranno esprimere idee contrarie all’omosessualità, perché il testo non istituisce il reato di incitamento all’odio omofobico (così come esiste per chi incita all’odio razziale o all’antisemitismo). Si tratta quindi di una legge più «blanda» rispetto, per esempio, a quella tedesca, che prevede anche il reato di incitamento all’omofobia. Ciò nonostante è un provvedimento oggetto di grande discussione e di un iter molto …