Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"L'estremista Golia e il David moderato", di Eugenio Scalfari

L’invasione televisiva di Berlusconi è un fatto vergognoso che si ripresenta ad ogni campagna elettorale, alla faccia della “par condicio” dietro la quale si riparano i berluschini. La novità di questa volta consiste – per quanto possiamo cogliere dalle prime reazioni del pubblico – nell´inefficacia del messaggio berlusconiano: è passato come acqua sul vetro. Se quello è lo strumento per rimontare la sconfitta subita dal centrodestra nel primo turno elettorale, tutto porta a ritenere che il risultato dei ballottaggi confermerà che il “tappo è saltato” e la fascinazione mediatica del Cavaliere di Arcore è ormai diventata una logora liturgia che non riesce più a sedurre i fedeli ormai in libera uscita. La domanda che a questo punto si pone riguarda la Lega, poiché la sconfitta del Pdl al primo turno elettorale ha scompaginato il leghismo altrettanto se non addirittura di più. Come si spiega questo fenomeno del tutto inatteso? Dipende da un parziale disimpegno di Bossi e dei suoi colonnelli? Da errori commessi soprattutto nella politica dell´immigrazione? Oppure anche nella Lega come nel Pdl, da …

"Il Gattopardo a cinque stelle", di Claudio Fava

Grillo dice di non essere di destra né di sinistra, di non volere la Moratti né Pisapia, di non votare De Magistris ma neanche Lettieri. È il trucco di sempre: attaccare tutti per non cambiare niente. Ci sono solo due politici in Italia, con un passato di brillanti intrattenitori (l’uno di piazze, l’altro di crocieristi) che pensano di dover esercitare il mestiere della politica in perfetta, onnipotente solitudine, senza mai incrociare le parole e la faccia con un avversario: sono Silvio Berlusconi e Beppe Grillo. Dei quali non si ricorda, negli ultimi dieci anni, un solo pubblico confronto (tv, teatro, strada) con qualcuno che non la pensi come loro. Ci sono stati solo due politici capaci di dire, senza tema di apparire ridicoli, «io non sono né di destra né di sinistra: io sono oltre». Uno era Charles De Gaulle (e forse qualche titolo lo aveva), l’altro è Beppe Grillo: sul suo blog, due giorni fa. E siccome le parole sono cosa seria, sempre sul blog, dopo averci comunicato che il suo movimento ha preso …

"Telecomizi di un leader stanco", di Michele Brambilla

Il Silvio Berlusconi che ieri è riapparso sulla scena dopo quattro giorni di silenzio è sembrato al tempo stesso un uomo potente e un uomo stanco. Potente perché ha dimostrato quasi ostentato – di disporre come nessun altro del principale mezzo di persuasione di massa: la televisione. E stanco perché stanca era la sua faccia, stanchi i suoi occhi cerchiati, stanche e vecchie soprattutto le sue parole, con quella ripetizione ossessiva del pericolo comunista. Bersani ha annunciato che protesterà contro l’autorità che controlla le comunicazioni, e c’è da capirlo. Il presidente del Consiglio ha parlato a reti praticamente unificate, diffondendo i suoi monologhi (faceva tenerezza sentire i conduttori dei tg che li chiamavano «interviste») senza alcun contraddittorio. Bersani ha parlato di Bielorussia ed è certamente un’esagerazione perché non siamo in Bielorussia e oggi ci saranno altri media a dare spazio a opinioni diverse da quelle del premier; però è un fatto che quella di ieri sera è parsa una prova di forza che assomiglia molto a una prova di prepotenza. Ma proprio per questo non …

"Portiamo Napoli fuori dal buio", di Marco Rossi Doria

Se De Magistris riesce a vincere ci sono le condizioni per dare battaglia al malaffare e far ripartire la città. Poi ci vorranno grandi energie e le migliori intelligenze per un grande cantiere aperto a tutti. Uscire dal buio, fare la speranza: è questo il fatto di questi giorni. La frase me la dice Gino, dal suo cellulare:«Non mi interessa la politica ma fuori dal buio sì». Non è uno studente universitario. È un ragazzino del mio quartiere che lavora in un bar. Ma ha la stessa voce dei ragazzi che hanno gridato durante l’inverno sui tetti e nelle vie. E che ora vanno a votare. Anche a Napoli c’è un vento nuovo. E se c’è una città che ne ha bisogno è Napoli. Il suo buio è stato ed è ancora fitto. La povertà e la disoccupazione hanno i tassi più alti del paese. Siamo ultimi per qualità di vita. Quasi centomila persone sono andate via. Questo governo e la destra c’entrano. Eccome. Ma in quasi venti anni di amministrazioni di centro- sinistra non …

"In cerca di borghesia per rilanciare la società civile" di Piero Ignazi

In questi mesi i segnali di una insofferenza dei ceti imprenditoriali e delle professioni nei confronti dell’operato del Governo, e più in generale della politica, erano stati numerosi. Ultimo, in ordine di tempo, quello dell’Assise generale della Confindustria a Bergamo dove, non a caso, non erano stati invitati i politici per evitare la consueta, stucchevole passerella mediatica in casa d’altri; e dove le critiche all'(in)azione del Governo, pur non gridate, risuonavano a ogni angolo. La disaffezione che da tempo monta nella borghesia italiana non riguarda solo la maggioranza di governo, ma investe tutta la classe politica. Certo, il voto di Milano attesta un distacco ormai consumato tra centro-destra e ceti produttivi in senso lato. Ma non si può nemmeno parlare di un “cambio di cavallo”. Per quanto Giuliano Pisapia abbia saputo attrarre esponenti illustri dell’imprenditoria meneghina capitanati da una personalità quale Piero Bassetti, l’impressione è che questa componente sociale sia ancora alla finestra, in attesa degli eventi. Se allora colleghiamo insofferenza diffusa e assenza d’interpreti politici, c’è da chiedersi se siamo alla vigilia di un …

"L'altrove della Lega", di Gad Lerner

La notizia, a Milano, è che la Lega non sta facendo la campagna elettorale per il ballottaggio. Deve essere altrove, ma dove? I big si danno appuntamento nel fortino di via Bellerio, raggiungibile da Varese e Bergamo con la tangenziale nord, senza metter piede nella metropoli contesa dove nessuno di loro peraltro ha casa. Zero comparsate televisive. Zero comizi programmati. Solo cinque giorni dopo la breccia di Pisapia, il Carroccio fa atto di presenza appiccicando in giro dei manifesti-spauracchio su un´inverosimile Zingaropoli. Già gli appuntamenti centrali del 29 aprile e del 13 maggio scorsi, con un Bossi in tono minore e una Moratti in camicetta verde seta, avevano richiamato un pubblico inequivocabilmente scarso; confermando l´impressione che la reconquista di Palazzo Marino non fosse in cima alle aspirazioni del capo leghista. Come spiegare altrimenti la testa di lista rinunciataria affidata a un giovane come Matteo Salvini, certo popolare fra gli ascoltatori di “Radio Padania” per le sue sparate contro i rom “peggio dei topi”, ma ben lontano da un profilo amministrativo, di governo? Vero è che …

"Fermate il televoto", di Roberto Zaccaria

Si annuncia una nuova e ancora più spaventosa occupazione dell’informazione da parte di Berlusconi: abbiamo avuto ieri un primo assaggio, con le interviste confezionate a suo uso e consumo da alcuni Tg amici. Del resto, i dati sulla presenza tv di Berlusconi raccolti nell’ultima settimana prima del voto amministrativo offrivano di per sè un panorama raccapricciante. Berlusconi da solo aveva letteralmente invaso i telegiornali. Due ore e venti di tempo antenna, contro solo 44 minuti di Bersani, con tutti gli altri lontanissimi. Uno squilibrio impressionante nell’utilizzo del mezzo più incisivo in campagna elettorale che gli interventi dell’Agcom non hanno saputo contrastare. Eppure abbiamo una legge sulla par condicio che impone rigorosamente le pari opportunità. Abbiamo perfino una tiepida legge sul conflitto di interessi che, comunque, vieta il “sostegno privilegiato” da parte delle televisioni controllate. Tg5 e Studio Aperto hanno avuto solo richiami per il palese squilibrio, il Tg4, che offre a Berlusconi un traino imbarazzante, ha avuto un cartellino giallo, accolto con irrisione. Poi le elezioni sono andate come sono andate. Ma la sovraesposizione del …