Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Un abuso da fermare", di Giuseppe D'Avanzo

Un altro limite è stato superato, forse irrimediabilmente. Un prepotente, abusando in modo autoritario del suo potere e del conflitto d´interessi che lo protegge, ha rovesciato il tavolo. Si è assiso dinanzi alle telecamere di tutti i notiziari e, infischiandosene di ogni regola, si è lanciato in messaggi promozionali per i candidati della destra. Che cosa resta più del corretto gioco elettorale dopo questo oltraggio? Ci sono da qualche parte nelle istituzioni le energie e la volontà per mettere fine a questa oscenità per la democrazia? In tutte le battaglie che ha combattuto – politiche, economiche, finanziarie, fino ai conflitti matrimoniali – Berlusconi ha truccato le carte, ingannato gli antagonisti, corrotto gli arbitri, violato le regole del gioco. Tecnicamente, è un imbroglione perché «ricorre al raggiro in modo abituale». Lo fa anche ora. Ha gli arnesi mediatici a sua disposizione. Li adopera come meglio crede rifiutando ogni autocontrollo, non riconoscendo alcun limite e norma. Dopo giorni di silenzio assordante, il premier s´impadronisce degli schermi televisivi in un illegittimo, abusivo appello alla Nazione frammentato nelle interviste …

"Troppo sorpresi dalle sorprese", di Guelfo Fiore

Sorpresa Milano. Sorpresa Lega. Sorpresa grillini. Sorpresa De Magistris. E poi: sorpresa Cagliari, sorpresa Gallarate, sorpresa Trieste. Sorpresa (questa un pò meno) Terzo polo. Sorpresa Nord. Giornali e speciali radio/tv del day after elettorale sono uno sterminato elenco di sorprese. Resoconti di sorprese. Commenti e opinioni sulle sorprese. Approfondimenti sulle sorprese. E interviste, naturalmente, sulle sorprese. Non uno che abbia scritto, o detto: si è verificato quanto avevamo descritto. Viva la sincerità, almeno. Uno si immagina redazioni e fior di uffici affollati da studiosi, analisti, esperti e quant’altro con le bocche aperte. Sorpresi. Prendendo a prestito Crozza/Bersani verrebbe da saltar su: “oh, ragassi, siete stati a mettere la brillantina sui peli del petto?” In effetti tanta sorpresa dovrebbe sorprendere. Ma come, raccontate tutti i giorni per tutto il giorno quel che accade e non avevate avuto un sospetto, un dubbio, un indizio? Studiate da mattina a sera, pubblicate fior di saggi, esponete dotte relazioni e nemmeno una congettura, una supposizione? A domande simili, in genere, segue la risposta: ma nemmeno i partiti avevano capito niente. …

“Palla avvelenata”, di Oreste Pivetta

S’erano giurati che avrebbero cambiato strada, ma poi nella confusione ricascano nel solito vizio: l’insulto. La Lega in prima fila nella critica: dai medi dirigenti alla Salvini, ai medio grandi alla Castelli in bretelle (così era apparso in conferenza stampa subito dopo il voto, in compagnia di Calderoli, in spezzato verde secco), al sommo Bossi, che aveva deciso per tutti: «Campagna elettorale sbagliata». Alla prima prova, però, proprio Bossi non resiste alla tentazione e si lascia andare al solito sfogo, alle panzane insensate, agli insulti, ripercorrendo il percorso di sempre. «I milanesi – dice convinto dopo l’incontro con Berlusconi – non daranno la città in mano agli estremisti di sinistra. La Lega si impegnerà. Non la lasciamo in mano ad un matto, Pisapia, che vuole riempirla di clandestini, di chiese… per musulmani, di moschee e vuole trasformarla in una zingaropoli. Non abbandoniamo Milano nelle mani di questa gente». Concludendo: «Vinceremo. Milano rinascerà ». Quindi, per rassicurare Berlusconi, minaccioso: «La base leghista sta dove sto io». Infine, cauto: «La Lega è un partito abbastanza unito. C’è …

"La solitudine di un liberista", di Roberto Perotti

Sono tempi duri per i liberisti. Niente illustra meglio il loro dilemma di ciò che sta avvenendo a Milano, dove sono costretti a scegliere fra uno schieramento storicamente agli antipodi della cultura liberista e un altro che occasionalmente vi si richiama ma nei fatti dimostra di esservi ugualmente estraneo. Per un liberista è impensabile negare a qualcuno il diritto di praticare la propria religione in modo dignitoso; come tutti, un liberista ha a cuore l’ordine pubblico, ma non lo userebbe mai come scusa per sopprimere le legittime manifestazioni della libertà individuale. Un liberista crede nella concorrenza, anche delle idee e delle culture; per questo non potrebbe mai allearsi con chi quotidianamente insulta e minaccia stranieri e diversi. Un liberista crede nella libertà di scelta delle famiglie, ma non ha bisogno di denigrare indiscriminatamente la scuola pubblica. Piuttosto, cerca di correggerne le tante storture con misure credibili e attuabili, invece di lanciarsi ogni due anni in improbabili riforme epocali, spesso ispirate da zeloti ideologizzati che pretendono d’insegnare due lingue a bambini di undici anni, mentre la …

"Nucleare, il diritto al referendum", di Giovanni Valentini

Mentre il cinismo congenito del sistema mediatico – a parte qualche rara e meritoria eccezione – spegne i riflettori sulla catastrofe di Fukushima, in un referendum consultivo ammesso dallo Statuto speciale della Regione Sardegna – governata oggi dal centrodestra – il popolo dell´isola vota al 97% contro l´installazione di centrali nucleari sul suo territorio. E lo stesso presidente Cappellacci si dichiara commosso e orgoglioso per questo responso. Ma nel frattempo, a Roma, il governo nazionale tenta un esproprio, un furto con destrezza, uno scippo collettivo ai danni di tutti i cittadini italiani, per privarli del diritto costituzionale di pronunciarsi nel referendum abrogativo già indetto per il 12 e 13 giugno. Con un gioco di prestigio che nasconde ovviamente il trucco di prammatica, l´illusionismo berlusconiano cerca di cambiare in extremis le carte in tavola, per eludere una consultazione che – oltre al nucleare – riguarda anche la privatizzazione dell´acqua e soprattutto il legittimo impedimento che sta tanto a cuore al premier. Evitare il primo significa infatti boicottare anche gli altri due, e in particolare il terzo, …

"La politica dell'odio", di Giorgio Bocca

Nonostante gli stanchi insulti di Bossi ai cittadini di Milano, «diventerà Zingaropoli», e a Pisapia, «un matto», il risultato del primo turno elettorale è un sollievo, la fine di una condanna al berlusconismo eterno, la fine di una prevaricazione dei ricchi e potenti, con tutti i difetti degli uomini arrivati a una ricchezza spropositata, imposta a tutto. Persino nei gusti, non solo ai consenzienti ma anche agli oppositori, come il signore di Arcore, maniaco della pulizia e dell´ordine che vi consigliava l´uso del mentolo forte per l´alito. Il sollievo per il ritorno di valori politici e civili come la democrazia, la fine di una menzogna, di un´impostura propagandistica per cui democrazia e politica erano soggette a un equivoco pesante per cui alle stesse istituzioni noi e loro attribuivamo significati diversi. Noi la politica per preparare, progettare il futuro civile, loro per fare affari, per accrescere i loro poteri, per imporre le censure e finanziare l´applauso. La democrazia è un sistema che consente la felicità, non tanto quella dell´abbondanza dei beni, quanto quella della libertà di …

"La sfida di 470 milioni di disabili tra discriminazioni e salari dimezzati", di Valeria Pini

Lo rivela l’ultimo studio l’Ufficio internazionale del lavoro (Ilo). Nel mondo 650 milioni di disabili individuati di cui 470 milioni in età lavorativa. Pochi hanno un’occupazione. Aumentano le denunce. Limitato accesso all’istruzione. Numerose le differenze di stipendio rispetto al resto della popolazione. Esclusione da alcune professioni. L’80% delle persone diversamente abili nei paesi poveri vive in stato di miseria irreversibile. Trovare un lavoro con uno stipendio adeguato è un percorso a ostacoli un po’ per tutti, ma per i disabili lo è ancora di più. Succede nei paesi in via di svuluppo, ma anche nelle nazioni che fanno parte del mondo ricco e industrializzate. Se la vita quotidiana è a volte piena di barriere e difficoltà, quando si affronta la questione dell’occupazione, la situazione si complica. Aumentano le denunce di discriminazioni, anche dove esiste una normativa in materia. E’ questa l’istantanea dell’ultimo rapporto dell’Ufficio internazionale del lavoro, dell’Onu (Ilo 1) che si intitola: “Uguaglianza nel lavoro: la sfida continua” 2. Secondo le Nazioni Unite, il 10% della popolazione mondiale, circa 650 milioni di persone, presenta …