Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

Biotestamento, Bersani: "Aberrante farne tornaconto politico"

Dopo la rinuncia a votare la legge prima dei ballottaggi il segretario PD commenta: “Si vede che qualche botta aiuta a ragionare”. Turco: “Maggioranza in ritirata su tutta la linea”. “Voglio credere in un soprassalto di saggezza che induca a fermare la macchina di una legge” come quella sul testamento biologico ”che fatta così è meglio non farla”. Cosi’ il segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani rispondeva a chi gli domandava del progetto di legge sul biotestamento, le cui votazioni erano previste per oggi alla Camera. “Voglio credere – aggiunge – che il centrodestra non si prenda la responsabilità di una spaccatura micidiale nel paese, oltre che in parlamento. Perché sarebbe aberrante su un tema del genere farne oggetto di chissà quale tornaconto politico”. “Cercheremo di convincerli a non andare avanti”, conclude Bersani, spiegando che i tempi non sono maturi per una decisione del genere sul biotestamento. E alla fine la legge sul biotestamento è stata rinviata “a data da destinarsi”. Lo ha deciso la capigruppo della Camera secondo quanto ha riferito il presidente …

«Siamo alla svolta attenti ai colpi di coda», intervista a Dario Franceschini di Simone Collini

Il capogruppo del Pd a Montecitorio: «I segnali di cambiamento oltre le aspettative, il Paese ha girato le spalle al berlusconismo. Ora serve unità» Non è solo che il governo sia andato sotto quattro volte…», ma poi la voce di Dario Franceschini scompare per lasciare il posto a una gran confusione. Urla, applausi, ancora urla. «E cinque», si sente dopo un po’ sotto il frastuono che esce dal telefono. «La maggioranza è allo sbando», dice il capogruppo del Pd alla Camera mentre in Aula torna un po’ di calma, «ma da Berlusconi ora aspettiamoci pericolosi colpi di coda, dobbiamo tenere al livello massimo la vigilanza democratica». Onorevole Franceschini, partiamo dal voto amministrativo: al di là del dato sulle singole città e province, cosa ci dice? «Che il Paese ha voltato le spalle alla maggioranza e al berlusconismo. Che l’attesa svolta è arrivata. Pensiamo a Milano, dove il segnale di cambiamento è al di sopra delle aspettative, visto che non solo si va al ballottaggio ma il candidato di centrosinistra è in vantaggio. Questo è avvenuto …

"Il ladro di realtà", di Miguel Gotor

Ora che Fassino ha conquistato Torino di slancio e che Pisapia ha staccato la Moratti di sette punti sono in tanti a dire: «Io l´avevo detto». Prima, però, l´orizzonte di attesa era ben diverso: Berlusconi, proprio nella sua città, doveva dimostrare di essere in sintonia con la pancia del Paese. Al massimo insidiato dal successo di una Lega finalmente moderata; a livello nazionale il Terzo polo era destinato a veleggiare con il vento in poppa degli auspici, mentre i coccodrilli per il Pd di Bersani, «il caro estinto», erano gia pronti. Costa ammetterlo, forse più a sinistra che a destra, ma le cose stavano così. Quanti hanno avuto la possibilità di assistere agli ultimi giorni di campagna tra Milano e Torino non hanno dimenticato che anche nell´elettorato progressista da tempo l´insoddisfazione e il timore serpeggiavano profondi. A Torino la vittoria di Fassino al primo turno era in discussione con il solito rosario di argomenti: l´uomo è grigio, imposto dal partito di Roma, ormai da decenni lontano dalla città che non conosce più, incapace di entrare …

"Un paese alla rovescia", di Chiara Saraceno

Martedì scorso il Parlamento ha celebrato la giornata contro l´omofobia. Il giorno dopo la maggioranza della Commissione giustizia della Camera dei deputati ha bocciato la proposta di legge unificata che avrebbe introdotto l´omofobia come aggravante nei casi di violenza e aggressione. È la seconda volta che il tentativo di far riconoscere come reato specifico la violenza omofobica viene fermato da un Parlamento disposto a chiudere mille occhi sulle trasgressioni sessuali del potente di turno se corrispondono ai più vieti stereotipi del machismo eterosessuale, ma del tutto indifferente alla sopraffazione nei confronti di chi è considerato deviante solo perché omosessuale. Dietro vi è certo l´ombra della Chiesa cattolica, dei suoi anatemi contro la omosessualità, del suo pervicace considerarla insieme come una malattia e un pericolo per la sopravvivenza della famiglia, senza alcun fondamento scientifico e in contrasto con il forte desiderio di formarsi una famiglia, di avere forti e stabili rapporti di amore e solidarietà – di coppia, ma anche nei confronti di figli – testimoniato da molti e molte omosessuali. Ma il potere di veto …

"Al Nord la Lega perde più di Berlusconi", di Roberto D'Alimonte

In questa tornata elettorale sono andati al voto 29 capoluoghi di provincia. In 23 si è votato anche nelle regionali del 2010 che è il nostro termine di confronto. Sei di questi comuni sono al Nord, sette al Centro e dieci al Sud. I comuni del Nord rappresentano poco più del 40% del totale dei voti validi, quelli del Centro poco meno del 20% e quelli del Sud poco meno del 40%. Questo vuol dire che il Nord è leggermente sovrarappresentato rispetto alla distribuzione dell’elettorato. Ma nel complesso si può dire che il campione è abbastanza rappresentativo dell’insieme delle città capoluogo del nostro paese. Aggregando i dati di questi comuni si può cominciare a capire le tendenze elettorali emerse nel voto amministrativo. È quello che abbiamo fatto. E il quadro è significativamente diverso da certe interpretazioni che sono state proposte nelle ore e nei giorni immediatamente successivi al voto. Quando avremo una base di dati che comprende tutti i comuni sopra i 15mila abitanti in cui si è votato allora riusciremo a fare un ulteriore …

"Paura dei numeri, il testamento biologico resta impantanato", di Jolanda Buffalini

Sine die: rinvio a data da destinarsi. L’immagine plastica dell’indietro tutta sul testamento biologico è quella dell’onorevole Cicchitto che si alza in Aula per rispondere all’appello bipartisan di Walter Veltroni. Un lungo giro di parole, un «non abbiamo mai voluto accelerare i tempi », e il «meno peggio è meglio del peggio» però «ora i tempi sono totalmente intrecciati con i ballottaggi» e allora meglio «spostare nel mese di giugno». A questo punto, persino a Fabrizio Cicchitto, professionista di lungo corso della politica, si inceppa la lingua. Chiede al presidente Fini di cambiare l’ordine del giorno, di mettere «il decreto». «No, non il decreto », «i trattati», no. Comesi dice? «La ratifica». La fibrillazione è iniziata martedì sera, si è aggravata quando il governo è andato sotto, ieri mattina, ma intanto il senatore Calabrò, padre del testo sulla «Dat» votato a palazzo Madama, si faceva vedere in Transatlantico per raccomandare: «Non cambiate troppo, altrimenti ci fermiamo di nuovo al senato». E quando Cicchitto, alle 16 e 30, finalmente dice «opportuno rinviare», l’imbarazzo è palpabile. «Sono …

"Il grande comunicatore senza parole", di Michele Brambilla

Da tre giorni non si hanno notizie di Berlusconi. Lunedì sera il suo portavoce Paolo Bonaiuti aveva fatto sapere che il presidente avrebbe espresso le proprie valutazioni il giorno dopo, cioè martedì, «a risultati definitivi». È passato martedì, è passato pure mercoledì ma le valutazioni del presidente sul voto restano un mistero di cui è probabilmente a conoscenza solo qualche stretto collaboratore. Al popolo italiano, e perfino a quello delle libertà, non è dato sapere che cosa pensi il premier su un risultato elettorale che ha già provocato un mezzo terremoto. È un silenzio molto strano. Berlusconi è, per definizione, il Grande Comunicatore: o, secondo il professor Alberoni, quantomeno un Grande Seduttore. In ogni caso, un uomo che ha fatto del proprio rapporto diretto con il popolo il suo principale punto di forza. Berlusconi non si è mai sottratto alla pubblica esposizione, nemmeno quando si è trovato sotto scacco. Quand’è stato in difficoltà, ha sempre chiamato a raccolta la sua gente e ha contrattaccato, si è difeso con le unghie e con i denti, insomma …