Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Quando il paese si divide sulla festa dell´Unità d´Italia", di Carlo Galli

Le polemiche sul giorno di vacanza per celebrare il 150° dello Stato unitario rivelano la carenza di una “religione civile” condivisa dalla nazione Esponenti importanti delle élites non sono più in grado di distinguere la politica dall´economia Sono giornate in cui una comunità celebra in pubblico le ragioni della propria esistenza. Il 17 marzo 1861 il parlamento sabaudo proclamò Vittorio Emanuele II re dell´Italia unita. Oggi, la destra al governo – assai diversa da quella, guidata da Cavour, che governava allora – ne fa una festa nazionale, in occasione del 150° anniversario dell´unità del Paese. Il provvedimento, in sé non sbagliato, suscita però l´aspra polemica dei leghisti e dei sudtirolesi – i primi lo contestano su base politica, discutibile, e finanziaria (mancherebbe la copertura economica della legge); i secondi su presunta base nazionale (austriaca), assurda e inammissibile (come ha detto il Capo dello Stato) –. Ma soprattutto il provvedimento incontra l´ostilità manifesta del mondo imprenditoriale, preoccupato perché un giorno di festa in più sarebbe un colpo per il nostro già disastrato Pil. Di qui, le …

"Le elezioni sono il male minore", di Luigi La Spina

Un futuro da brivido. E’ quello che aspetta l’Italia nei prossimi mesi sull’asse Milano-Roma. Da una parte, al tribunale di Milano, un processo a Silvio Berlusconi che rischia di essere tutt’altro che breve e sicuramente pieno di ostacoli, come ha spiegato, ieri su «La Stampa», Carlo Federico Grosso. Con imbarazzanti e imbarazzate sfilate di giovani testimoni, al bivio tra la difesa personale e quella del premier. Un rito, destinato a una via crucis dilatoria, tra eccezioni di incompetenza, appelli al legittimo impedimento, richieste di annullamento di atti, e stretto tra le contemporanee udienze di altri tre procedimenti, sempre a carico del presidente del Consiglio. Dall’altra parte, nelle aule del Parlamento, un governo che, con una risicatissima maggioranza, cercherà di far approvare riforme fondamentali, come quella sul federalismo o quella sulla giustizia, che richiederebbero un larghissimo consenso. Sia per superare gli ostacoli di una opposizione disposta a tutto pur di non farle passare, sia per evitare, come già successo, che l’arma del referendum vanifichi il risultato di tanti sforzi. Se questo è il cupo profilo che …

"Milleproroghe, sì alla fiducia Il Pd: una valanga di tasse sui deboli", di Bianca Di Giovanni

In Senato passa la fiducia sul decreto Milleproroghe (158 sì, 136 no e 4 astenuti). Nessuna novità, se non fosse che alla prima prova di voto dopo la costituzione del Fli, i finiani si dividono. Il capogruppo annuncia il no, c’è chi si astiene e chi non partecipa al voto. Quanto al merito, il Pd spara ad alzo zero. Anna Finocchiaro parla di «una Finanziaria-pasticcio che aumenta le tasse e premia chi non rispetta le regole». «Non bastava il picco storico delle tasse raggiunto da questo governo al 43,4% – aggiunge Giovanni Legnini (Pd) -mancavano alcuni tocchi i fantasia sul sistema tributario italiano come la tassa sul cinema che tutti i giorni pagheranno i ragazzi, pensionati e fasce deboli». Il Pd la ribattezza tassa-vergogna, e lancia una mobilitazione davanti ai cinema di Roma, Milano, Napoli, Torino, Firenze, Bologna, Bari, Genova, Palermo, Perugia, Pesaro ed altre città italiane, con volantinaggi, presidi, banchetti per sensibilizzare i cittadini. «Prorpio mentre il cinema italiano rinasce – dichiara Vincenzo Vita (Pd) – il governo tira questa mazzata». Non c’è solo …

"Se il centrodestra gioca con la Costituzione", di Pietro Rescigno

Caro direttore, la maggioranza di centro-destra, non contenta di ‘manipolare´ la seconda parte della Costituzione, quella che riguarda l´organizzazione dello Stato e la relazione tra i pubblici poteri, ora attacca anche i princìpi fondamentali e la Carta dei diritti e dei doveri dei cittadini. La norma presa di mira è quella sull´iniziativa economica privata, l´articolo 41, formulato in termini di moderazione e di equilibrio, come accadde in sostanza per tutti i temi su cui i cattolici, i socialcomunisti e la non trascurabile pattuglia liberale si sforzarono di perseguire una linea conciliativa di compromesso, per usare un termine usato anche dalla dottrina giuridica e che non è necessariamente sinonimo di ambiguità e di disimpegno. Gli enunciati delle proposizioni dettate dalla norma sono di chiara semplicità: l´iniziativa privata è libera; il limite all´esercizio è costituito dall´assenza di contrasto con l´utilità sociale e dall´evitare ogni possibile danno alla sicurezza, libertà e dignità umana; per l´attività economica così pubblica come privata è rimessa alla legge la determinazione di programmi e piani idonei ad indirizzarle e coordinarle a fini sociali. …

"Pronto il nuovo testo sul federalismo municipale. Ai comuni l'Iva sui consumi", di Eugenio Bruno

Nella “fabbrica di San Pietro” del federalismo i lavori non si fermano mai. Nel decreto attuativo sul fisco municipale – che il governo ha inviato alle Camere insieme alle osservazioni sul 15 a 15 registrato in bicamerale il 3 febbraio scorso – è apparsa la precisazione che l’Iva da distribuire ai comuni sarà legata ai consumi. Il perché lo spiegherà il ministro Roberto Calderoli sia martedì e mercoledì prossimo a Palazzo Madama, sia a inizio marzo a Montecitorio. Il dibattito parlamentare sul fisco comunale inizierà a marzo. Ma con o senza voto fiducia? «Si vedrà», si è limitato a rispondere il responsabile della Semplificazione. Tutto ciò mentre in bicamerale è ufficialmente partito l’esame del provvedimento su tributi regionali e costi standard sanitari.Il calendario del dibattito parlamentare è stato fissato dalle rispettive conferenze dei capigruppo. Anche se per la discussione davanti ai deputati una data precisa ancora non c’è. Ieri i presidenti dei gruppi si sono limitati a prendere atto che per tutta la prossima settimana l’assemblea sarà impegnata sulla conversione del dl milleproroghe e che …

Crisi Berlusconi, Bersani: "L'Italia deve affrontare una fase ricostruttiva"

Bersani ospite di 8 e mezzo: “Non ci occuperemo di andare contro Berlusconi ma di come andare oltre Berlusconi e parleremo finalmente di Italia perché il Paese non può più sopportare un referendum su Berlusconi sì, Berlusconi no”. “Ci vuole pazienza. Non guarderò alle dichiarazioni delle prossime 48 ore”. Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, intervenendo alla trasmissione Otto e mezzo ha spiegato il suo atteggiamento verso la Lega dopo la sua proposta lanciata al Carroccio sul federalismo. L’attualità politica corre su due binari. Da un lato c’è Berlusconi e il berlusconismo; dall’altra l’Italia che arranca in una difficile ripresa economica e sociale. Il premier potrebbe forzare nuovamente la mano e cercare, attraverso una indecorosa compravendita di parlamentari di avere i numeri per una nuova legge che lo immunizzi da tutti i processi a suo carico. “In questo momento – ha risposto il leader democratico – ci sono numeri risicatissimi per farla, poi però c’è la decenza. Comincio a credere complicato trovare maggioranze che facciano questa operazione. Voglio vedere la Lega che si …

"Il rischio di un premier imputato che non ha tempo per governare", di Stefano Folli

Un presidente del Consiglio rinviato a giudizio per reati gravissimi (concussione e induzione alla prostituzione minorile) è un caso unico nella storia recente delle democrazie occidentali. Ma gli italiani dovranno convivere con questa novità almeno per qualche tempo. Berlusconi, com’era prevedibile, non ha alcuna intenzione di dimettersi e, anzi, il suo istinto gli suggerisce di inasprire l’offensiva contro la magistratura che vuole «rovesciare l’ordinamento democratico» e offende la «sovranità del Parlamento». Può essere questa un’efficace linea di difesa? È difficile dirlo, ma di sicuro è la strada verso un devastante scontro istituzionale. Equivarrebbe a condannare il paese a una prolungata e dolorosa prova, destinata a lasciare dietro di sé tante macerie. Un premier imputato che trascorre le sue giornate a contestare i magistrati giudicanti è senza dubbio un uomo che non ha tempo per governare e probabilmente non ha più l’autorità per farlo con efficacia. Il che determina un drammatico problema. Colpisce l’episodio di ieri. Berlusconi che dopo settimane di assenza pubblica si reca in Sicilia per un sopralluogo sulle coste dove approdano i rifugiati. …