Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"L´abuso di potere. Quando è l´istituzione a violare tutte le regole", di Nadia Urbinati

Del potere non si può fare a meno; per questo, occorre limitarlo. Scriveva Hannah Arendt che il potere non ha bisogno di giustificazioni «in quanto è inerente a ogni comunitá politica». Ciò di cui ha bisogno è la legittimità. L´esercizio regolato e in pubblico del potere politico consente la limitazione che meglio si accorda con la legittimità e la libertà individuale, ovvero con i principi e la pratica della democrazia costituzionale. Arendt scriveva nel 1971, a commento di quanto l´opinione pubblica americana stava scoprendo, grazie alla stampa: uno schema di abuso sistematico di potere messo in atto dalla Casa Bianca per coprire il ruolo dei servizi segreti e del Dipartimento di Stato in Indocina e in Vietnam a partire dalla Seconda guerra mondiale. Arendt metteva a nudo la manipolazione delle informazioni, la menzogna scientemente orchestrata, la violazione della costituzione e dei diritti civili. Coprendosi dietro il pretesto di fare gli interessi nazionali, i leader americani si curavano invece di salvaguardare la loro immagine. Coprivano le loro reali intenzioni e azioni per essere creduti limpidi dal …

"Gli italiani e l'evasione fiscale", di Maria Cecilia Guerra

Meno evasione e servizi pubblici migliori sono le priorità degli italiani. Lo dice un’indagine del Censis su un campione rappresentativo della popolazione. L’evasione, percepita in aumento negli ultimi tre anni, è considerata un problema grave dall’89,7 per cento degli intervistati. Il gettito recuperato con il contrasto all’evasione dovrebbe però essere utilizzato per ridurre le imposte e non tradursi in un aumento della pressione fiscale, giudicata già alta. E servirebbe un impegno credibile a migliorare la capacità della spesa pubblica di rispondere ai bisogni dei cittadini. Nell’attesa che, dopo l’incontro del 21 ottobre con le parti sociali, la macchina della riforma fiscale si metta effettivamente in moto, è interessante illustrare alcuni risultati emersi da un’indagine circa il rapporto fra fisco e contribuente nel nostro paese, condotta dal Censis su un campione rappresentativo della popolazione italiana e presentata pochi giorni fa al congresso nazionale dei commercialisti. Dei tanti aspetti che meritano di essere considerati se ne esamineranno qui solo due: l’atteggiamento nei confronti dell’evasione fiscale e la valutazione della relazione fra tassazione e servizi pubblici. Alcuni dei …

"Si fa presto a dire famiglia", di Fabrizia Bagozzi

Il Ruby-gate rischia di irrompere alla conferenza organizzata dal sottosegretario Giovanardi. È almeno da maggio che il cattolicissimo alfiere della famiglia tradizionale, il sottosegretario Carlo Giovanardi, tesse la tela della seconda conferenza nazionale sulla famiglia che si aprirà in grande stile lunedì a Milano con l’intervento del presidente del consiglio e alla presenza, fra gli altri, dell’arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi, entrambi al momento confermati dallo stesso Giovanardi. Una conferenza istituzionale, prevista per legge ogni tre anni, che mette insieme esperti, associazioni e operatori del settore per discutere le politiche per la famiglia, da sempre uno dei leit motiv delle campagne elettorali dell’attuale maggioranza. E, come si sa, tema molto caro Oltretevere, da cui in questi giorni trapela imbarazzo per le vicende che coinvolgono la politica italiana. Ma ora il Rubygate rischia di rompergli le uova nel paniere. Perché anche se, come sostiene il sottosegretario con delega alla famiglia, i giornali sono dominati dal gossip e dal cicaleccio scandalistico mentre «le cose serie» vanno avanti, la presenza di un Cavaliere che, in piena bufera da …

"In frantumi il patto con gli italiani", di Luigi La Spina

La fine del ventennio berlusconiano nella storia d’Italia è confermata, con una insistenza ormai quotidiana, dalla testimonianza più autorevole e diretta, quella di Silvio Berlusconi. Da quando è scoppiato lo «scandalo Ruby», le giustificazioni con le quali il presidente del Consiglio tenta di spiegare i suoi comportamenti dimostrano la fondamentale crisi di quello che è stato uno straordinario comunicatore e un grande interprete degli umori prevalenti nel Paese. Colui che ne ha rappresentato, con la massima spregiudicatezza, ma anche con la massima efficacia, sia la voglia di modernità, sia la fiducia nel futuro. Quando, in un’Italia angustiata dalle difficoltà economiche, dalla disoccupazione giovanile, da una paralisi decisionale e legislativa impressionante, il premier rivendica uno «stile di vita» che cozza così clamorosamente con la sensibilità generale, vuol dire che si è rotto il legame più forte che lo ha identificato con i sentimenti della grande maggioranza degli italiani. Quando definisce un «atto di solidarietà», quello manifestato nei riguardi di una escort minorenne, clandestina e accusata di furto, non comprende di ferire milioni di donne che nel …

Svegliatevi. Appello per la democrazia

“C’è una chiara preoccupazione per la situazione in cui verte il Paese. Una situazione drammatica, sottovalutata: il centrodestra e Berlusconi in testa stanno portando il Paese nel caos”. Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani ha introdotto la conferenza stampa per denunciare l’allarme democratico che sta vivendo l’Italia sottoposta al degrado dell’attività di governo e alla paralisi totale nella ripresa economica e sociale. “Berlusconi – ha continuato il leader democratico – nasce e intende morire nel discredito della politica. Ha messo l’Italia sotto i tacchi politicamente, sotto il punto di vista morale e culturale, economico e per l’immagine internazionale”. Politicamente non c’è più nessun governo; i valori morali sono abbandonati perché la linea difensiva di Berlusconi va ad incoraggiare le idee più retrive, becere e repressive per difendere la casa matta: la donna è vista come il dopo-lavoro del maschio, i gay come persone da disprezzare, le minorenni come ragazze “da salvare per salvare sé stesso”. La crisi economica è sotto gli occhi di tutti: il 118% del debito sul Pil è il record …

"Un governo per legge elettorale e federalismo", di Giovanna Casadio

L´offerta di Franceschini alla Lega. L´Udc: non andiamo con Berlusconi. Bersani prepara una mozione di censura, Casini non chiude a un esecutivo Letta. Il Pd lo chiama «governo delle regole che restituisca agli italiani la civiltà e la legalità». Berlusconi «deve dimettersi» subito, e poi si va a un esecutivo che abbia la sua “mission” nella «nuova legge elettorale, nel completamento del federalismo e dia risposta ai problemi del paese». È l´offerta che fa Dario Franceschini, dopo avere sentito il segretario Bersani. Al Tg2, il capogruppo democratico dice un´altra cosa importante: «Credo che possa esserci un´altra maggioranza», una volta accertata la crisi dell´esecutivo: «Nessun golpe, il Carroccio sa bene che la Costituzione afferma che, prima di sciogliere le Camere, va verificato se c´è un´altra maggioranza». È disseminato di ami per la Lega il pressing del Pd. Del resto il disagio dei leghisti è palpabile: difficile anche per Bossi fare digerire al proprio elettorato il rilascio di una minorenne marocchina (che Berlusconi frequentava), dopo una telefonata indebita alla Questura. Impossibile per i lùmbard non rendersi conto …

"Il cubo di Ruby", di Giuseppe Civati

Se il governo B, dopo vent’anni di successi più o meno incontrastati, cadesse sul pasticciaccio brutto della nipotina di Mubarak, sarebbe una sintesi perfetta. Un capolavoro letterario. A suo modo, un gran finale. Perché gli ingredienti ci sono tutti, in una versione caricaturale, anzi proprio grottesca. C’è un premier incontinente che si serve della propria posizione di potere per cambiare, a proprio piacimento, il corso delle cose. C’è una ragazzina straniera, che per strada potresti scambiare per una extracomunitaria, magari per una clandestina (anche se non porta il burqa burqa). E pensarne male, come si fa per tutti quelli come lei. E dimenticarsi che è minorenne, perché è un dettaglio. C’è l’assistente non solo e non più dentale, ma politica, perché ora sta in Consiglio regionale, che interviene prontamente. C’è Fede. E c’è Mora. Corona, purtroppo, ha perso questo straordinario appuntamento. Chissà se potrà mai perdonarselo. C’è un rito, si dice, importato da un dittatore straniero che è il nostro unico interlocutore della politica estera. Ci sono le donne al governo che trovano tutto questo …