Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

«Manovra senza soldi. La vota mezzo governo», di Bianca Di Giovanni

Il governo vara la legge di stabilità: un solo articolo e le tabelle. Tremonti annuncia nuovi fondi all’Università nel decreto di fine anno. Molti ministri assenti: i più critici Bondi e Galan. Arriva la nuova legge Finanziaria, ribattezzata di «stabilità»: un solo articolo e molte tabelle già scritte con la manovra di metà anno. Nulla di nuovo: ancora solo tagli e investimenti zero sullo sviluppo. L’Italia resta ferma, paralizzata sotto la scure dell’ultima manovra, che prevedeva 12 miliardi di risparmi l’anno prossimo e 24 quello successivo. In gran parte a carico degli enti locali. Un vero salasso. Ma accanto all’allarme conti stavolta c’è anche la forte instabilità politica a pesare, con un fronte anti-Tremonti che si concretizza in consiglio dei ministri. Per di più c’è anche l’ultimo incidente diplomatico che fa infuriare i parlamentari. La manovra viene varata prima che il Senato abbia dato il suo ok al Dpef (oggi chiamato Dfp), documento propedeutico alla Finanziaria. Insomma, un pasticcio politico-istituzionale, con pochi soldi e molta tensione. Giulio Tremonti prova ad allargare l’orizzonte: annuncia da subito …

"Sulla giustizia Quirinale e Palazzo Chigi non dicono le stesse cose", di Stefano Folli

Nonostante la soddisfazione espressa dal vertice del Pdl, è difficile credere che Napolitano abbia sostenuto ieri sulla durata dei processi le stesse tesi del presidente del Consiglio. Il richiamo del Quirinale è alla lunghezza abnorme dei procedimenti e all’impossibilità per il cittadino di veder riconosciuti i propri diritti. Quindi il sollecito è alla politica affinché affronti la riforma della giustizia nella sua globalità, con l’obiettivo di restituire efficacia alla macchina giudiziaria. Il punto di vista di Berlusconi è diverso, o almeno tale appare. L’insistenza sul «processo breve», da conseguire con un dispositivo di legge ad hoc, rischia di compromettere un numero esorbitante di processi in corso e su questo la polemica è nota. Quel che è peggio, Berlusconi dà sempre l’impressione di avere in mente solo il suo caso personale (il processo Mills) e di cercare la «brevità» per trovare la prescrizione. I due approcci sono quindi opposti. Il capo dello Stato ricorda alla politica che esistono solo i problemi generali, collettivi, e che le riforme devono essere concepite a vantaggio dei cittadini. Il premier, …

«Dal federalismo all’illusionismo verde», di Raffaella Cascioli

Altri pasticci sulla riforma federale, super-Giulio ricorre ai soliti trucchetti Che il federalismo post estivo non sarebbe stato lo stesso d’inizio legislatura era largamente atteso. Che il ministro Calderoli, annusando aria di ricorso alle urne, gettasse la maschera di riformatore pronto a condividere con l’opposizione il processo federalista pure. Che la Lega, alla luce delle difficoltà di legislatura, si prestasse ai giochetti illusionistici del ministro Tremonti anche. Tuttavia, che il conto per i cittadini potesse risultare così salato nessuno finora era in grado di immaginarlo. Stante il testo dell’ultimo maxi decreto attuativo relativo al fisco regionale, le addizionali Irpef potrebbero aumentare fino al 300% nelle regioni in rosso a partire dal 2013. A fare i conti con gli esigui dati diffusi dal governo è stato ieri Il Sole 24 Ore. Il quotidiano di Confindustria ha anche ricordato come, se nel testo del provvedimento si legge che «la pressione fiscale non potrà superare i tetti fissati nella Dfp», si deve tener conto anche del fatto che «ciò che succederà nelle singole regioni dipende invece dalla salute …

«Se nel Paese vincono le virtù democratiche», di Gustavo Zagrebelsky

Nel suo nuovo libro, lo storico inglese Paul Ginsborg riflette sulla nostra vita nazionale. E lancia un messaggio contro lo scetticismo. Fin dalle prime pagine, l´autore stigmatizza, usando le parole di Carlo Cattaneo, quel vizio tutto italiano di dir male della propria nazione. Fra i valori positivi, la “saggezza riflessiva” dei ceti medi, le tradizioni comunali, la mitezza che sa temperare attriti e conflitti Nei primi decenni dell´Ottocento, la domanda era: «Si può fare l´Italia»; oggi, alle soglie dei 150 anni dell´Unità, è diventata: «La si può salvare»? L´una domanda era dettata da speranza, l´altra da disperanza. Nella spazio aperto tra queste due parole c´è il dramma del nostro Paese. Nel suo nuovo libro, Salviamo l´Italia (Einaudi, Vele, pagg.134, euro 10), Paul Ginsborg ragiona sulla condizione della nostra vita nazionale mettendo costantemente a confronto, come in contrappunto, gli italiani del tempo che è il nostro con i patrioti del Risorgimento, il loro pensiero, la loro azione. Nel dispiegarsi delle sue argomentazioni, gli accadimenti di oggi, che possono sembrarci difficoltà nuove e insormontabili, visti nel lungo …

«Garantisti ad personam lasciate stare Sciascia», di Francesco Merlo

IN UN CERTO SENSO – in senso propriamente sciasciano – Sciascia se l´è voluta. Forse è così che Sciascia, ironico e borgesiano, comincerebbe quest´articolo su Sciascia. Ma poi sicuramente userebbe la Sicilia come randello, magari intervenendo a sorpresa in uno dei tanti convegni dove, almeno ogni sei mesi, un numero limitato ma crescente di ‘pensatori´ berlusconiani commette “sottrazione di cadavere”. E idealmente lo annette al lodo Alfano, al processo breve, alle leggi ad personam, all´eroismo dello stalliere Mangano. È così che la Civetta diventa l´Avvoltoio e il garantismo un´impostura, come quando Minzolini cita Amendola e Berlusconi dice di ispirarsi a Calamandrei perché tanto, direbbe ancora Sciascia, “tintu cu mori”, sventurato chi muore e non è più in condizione di difendersi, e ogni cosa gli si può attribuire. «Aspiro – è la frase che scelse come epigrafe – , per quando sia morto, a una lode: che in nessuna mia pagina è fatta propaganda per un sentimento abietto o malvagio». Ovviamente nessuno, certamente non io, e neppure Emanuele Macaluso che domani manda in libreria una biografia …

«Il sistema di appalti segreti degli alti funzionari pubblici», di Sergio Rizzo

Concessa ai dirigenti dello Stato la possibilità di procedure riservate. La norma «nascosta» nella manovra. I dubbi dell’Authority ROMA – Con una fantasia degna di Charles Perrault, l’autore della celebre fiaba di Pollicino, nella manovra economica di questa estate è comparso un bel grimaldello per aggirare le gare pubbliche. Il sistema è semplice: d’ora in poi i dirigenti «generali» dello Stato, per intenderci quelli più alti in grado come i capi dipartimento, potranno dichiarare «segreti» gli appalti e le forniture di beni e servizi per la pubblica amministrazione. Gli basterà fornire un motivo plausibile. ABITUDINE – Il ricorso alla «segretazione» delle opere e dei contratti pubblici è diventata un’abitudine sempre più frequente. Ci sono ragioni di sicurezza, certamente, che riguardano per esempio gli apparati di polizia, gli 007, alcuni settori militari. Spesso, però, la scusa serve a imboccare scorciatoie immotivate. Qualcuno sa spiegare perché i lavori di ristrutturazione di un palazzetto del Senato che dovrebbe ospitare uffici degli onorevoli, come quello di largo Toniolo, a Roma, debbano essere eseguiti con procedure «segretate»? O perché i …

Bersani: «Breve governo Poi voto a primavera», di Andrea Carugati

«Berlusconi è un osso duro, quando abbiamo detto che era una macchietta lo abbiamo sottovalutato». Pierluigi Bersani sceglie il salotto di Fabio Fazio su Raitre per una “confessione” inedita sul rapporto tra il suo partito e il Cavaliere. E tuttavia, accanto a questa autocritica, infila un moto d’orgoglio: «Io sono per guardare tutti i nostri limiti e correggerli, ma non sono per l’autolesionismo. La destra in tutta Europa vince perché è riuscita a gestire meglio i temi della globalizzazione. Ma noi non siamo stati delle meteore inutili, se siamo nell’Unione europea è per noi…». Bersani parla anche del futuro, a partire da una previsione sul voto: «C’è una buona probabilità che si vada votare in primavera, il deterioramento di questa maggioranza è evidente», spiega. «Andranno avanti a pajata e polenta, finché uno di loro non staccherà la spina…». Per questo il leader Pd continua a ragionare su «un breve governo di transizione, che faccia una nuova legge elettorale». «Tutti dimenticano che due anni fa fu proprio Berlusconi a dire in Parlamento che bisognava cambiare la …