Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

Operai in piazza. Il governo deve essere il loro obiettivo

Operai in piazza. Il governo deve essere il loro obiettivo Grandissima sarà la manifestazione della Fiom, due cortei percorreranno la Capitale fino a piazza San Giovanni, tradizionale luogo dei grandi appuntamenti sindacali. Concluderà Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, con un discorso atteso e particolarmente difficile. Davanti a lui ci sarà una massa imponente di lavoratori e giovani che protestano per le sempre peggiori condizioni di lavoro e soprattutto per dire al governo che bisogna cambiare strada, rafforzando le politiche per lo sviluppo e l’occupazione. Ma non è un mistero che la Fiom ha ingaggiato in questi mesi un durissimo confronto non solo con gli imprenditori ma anche con le altre organizzazioni sindacali, Cisl in testa. E la preoccupazione per provocazioni e presenze estranee al movimento sindacale è salita di molto, anche a causa degli allarmismi di Maroni, che ieri al Viminale ha incontrato Epifani per spiegare il senso della sua esternazione. Sul piano politico, in piazza ci saranno SeL, Idv, Federazione della sinistra e diversi esponenti e militanti del Pd, che ha precisato che …

«Un altro passo verso il baratro», di Marcello Sorgi

È in qualche modo segno dei tempi, la convocazione a sorpresa di Berlusconi da parte della magistratura romana, per lo stralcio dell’inchiesta milanese sui fondi neri Mediaset. Uno stralcio, va detto subito, di assai modesta entità, grazie anche agli effetti della legge Cirielli, una delle tante norme «ad personam» volute dal premier, per accorciare i termini di prescrizione. L’accusa originaria per l’azienda di famiglia del Cavaliere s’è negli anni ridimensionata, dai mille miliardi di lire ad alcune decine di milioni di euro di evasione, in una serie di transazioni sul mercato off-shore dei diritti di film destinati alle tv berlusconiane. A dispetto di tanti giudici onesti che vestono la toga con onore, infatti, la Procura di Roma da decenni si porta dietro l’ingiuria del «Porto delle nebbie». Governi e ministri di tutti i tempi, colpiti da inchieste, hanno sempre cercato di spostare i loro guai giudiziari nella Capitale. Non perché speranzosi di un esame più benevolo delle accuse che li riguardavano, ma perché a Roma i tempi, già lunghissimi, dei processi, subiscono un ulteriore rallentamento. …

"«Per la riforma una corsia preferenziale». Il Pd teme la trappola «Pronti per votare»", di Simone Collini

Bersani sospetta che dietro il niet di Schifani a Fini ci sia la volontà di far finire su un binario morto la riforma elettorale. Il leader del Pd lavora alla strategia delle alleanze in vista di un possibile voto in primavera. Finocchiaro: «Maggioranza e governo non stanno più in piedi». D’Alema: «Normale che Bersani dialoghi con Vendola e Udc» «Speriamo che non sia un modo per non cambiare la legge elettorale». Pier Luigi Bersani, racconta chi ci ha parlato dopo l’arrivo della risposta di Renato Schifani a Gianfranco Fini, concede il beneficio del dubbio al presidente del Senato. Il leader del Pd non si spinge a dire esplicitamente, come fa il capogruppo dell’Idv Felice Belisario, che «la maggioranza punta solo a insabbiare una vera riforma». Ma tra i Democratici è più di un semplice sospetto che dietro la volontà di mantenere la discussione nel ramo del Parlamento in cui Pdl e Lega sono autosufficienti ci sia il tentativo di far finire la discussione su un binario morto senza neanche farla arrivare alla la Camera, dove …

«Milano 2015, odissea nell´Expo viaggio nel grande sacco dei privati», di Alessia Gallione e Andrea Montanari

Dopo il 2015 su quelle aree una speculazione immobiliare da 400 milioni di euro. Fondazione Fiera e Cabassi cedono in comodato d´uso i terreni su cui si terrà l´evento MILANO – La foto di gruppo è quella del 31 marzo del 2008 e Letizia Moratti la conserva ancora nel suo ufficio a Palazzo Marino. Tutti sorridenti, in quell´istantanea che immortala la vittoria di “squadra” bipartisan di Milano sulla rivale Smirne: il sindaco, Roberto Formigoni, l´allora presidente della Provincia del Pd Filippo Penati, il premier Romano Prodi. Un´era geologica fa. Perché da allora sono passati 927 giorni. Il “grande evento” del 2015 aspetta ancora di partire e dopo mesi di scontri e impasse, soltanto ieri è stato sciolto quello che avrebbe dovuto essere il primo dei nodi: la disponibilità dei terreni (privati) su cui sorgeranno i padiglioni di Expo. Un accordo in extremis raggiunto a cinque giorni dall´esame – martedì 19 – di fronte al Bureau International di Parigi, che aveva dettato un ultimatum in vista della registrazione ufficiale. Ma a cui tutti, a cominciare dai …

Dichiarare senza prevenire, qual è il mestiere di Maroni?

Difficile vigilia della manifestazione romana. Il Pd: l’ordine responsabilità del governo Dopo la debàcle di Genova, il Viminale mette le mani avanti sul corteo Fiom Il corteo della Fiom di domani come Italia-Serbia di martedì sera? Il ministro dell’interno, Roberto Maroni, mette le mani avanti in vista del corteo organizzato dalla Fiom e sembra voler scaricare ogni responsabilità sul servizio d’ordine del sindacato. In studio ospite di Porta a Porta, il leghista infatti si è abbandonato a dichiarazioni preoccupanti: «Il rischio di infiltrazioni nel corteo della Fiom è elevato, come hanno detto anche le analisi dei nostri servizi, ma la nostra attenzione sarà massima. Il rischio è che alcuni gruppetti, non certo le 20 o 40mila persone che sfileranno pacificamente, staccandosi vadano a spaccare vetri. L’occasione è troppo ghiotta per l’infiltrazione nella manifestazione anche da parte di gruppetti stranieri». E ancora: «Incontrerò i responsabili della Fiom e sono certo che, essendo questo un grande sindacato, eviteranno con il loro servizio d’ordine che gruppetti di violenti possano fare danni». Uno scaricabarile in piena regola, che ha …

«Maggioranza in agonia», di Massimo Giannini

Il processo di “balcanizzazione” del centrodestra compie un ulteriore salto di qualità. In un solo giorno si moltiplicano gli strappi sul già logoro tessuto politico che dovrebbe tenere insieme il governo per l´intera legislatura. In Parlamento Schifani e Fini rompono sulla legge elettorale. A Palazzo Chigi i ministri rompono con Tremonti sulla finanza pubblica. Al Senato il Pdl rompe con se stesso sul Mezzogiorno. Tre indizi, stavolta, fanno una prova: questa maggioranza non regge più. Eppure, proprio mentre agonizza, il «berlusconismo da combattimento» diventa più dannoso. Lo dimostra l´ultimo blitz sulla bugiarda «riforma della giustizia» in arrivo: una norma che prevede l´obbligo per la Consulta di deliberare con una maggioranza dei due terzi in tutti i casi in cui si giudichi l´incostituzionalità su una legge. Un´altra misura eversiva: limiterebbe drasticamente l´autonomia dei giudici e squilibrerebbe una volta di più il bilanciamento dei poteri. Un´altra norma ad personam: per il passato, avrebbe impedito la bocciatura del vecchio Lodo Schifani, e per il futuro potrebbe impedire la bocciatura del nuovo Lodo Alfano. C´è solo da sperare che, …

«Il riconteggio «premia» la Bresso. La Lega: si mette male per la democrazia», di Elsa Muschella

«Tolti» a Cota 12 mila voti, vinse di 9.372. L’ex governatrice: «riproclamazione» la via giusta. I legali del presidente in carica: prima del ricorso aspettiamo Consiglio di Stato MILANO – Per scaramanzia, ancora non lo dice ufficialmente. Però Mercedes Bresso sa già come finirà il riconteggio delle schede in Piemonte: «Avevo ragione io». Al traguardo manca Torino, tutte le altre sette province hanno portato a termine un calcolo che, in via ufficiosa, per ora conferma quanto lei sosteneva da tempo. Ovvero: Roberto Cota – che il 28 ed il 29 marzo aveva conquistato la poltrona di governatore per 9.372 voti di differenza – starebbe per perdere la sfida delle carte bollate, avendo lasciato sul campo circa 12 mila di quei 15.179 voti delle liste «Consumatori» e «Al centro con Scanderebech» che hanno infiammato la lunga battaglia tra leghisti e democratici per la presidenza della Regione e per i quali il Tar ha disposto la verifica. E adesso è il Carroccio a temere la perdita di un fortino considerato ormai conquistato. Lo dimostra Umberto Bossi in …