Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Da Unicredit all’Eni, ecco gli affari sotto la tenda beduina", di Raffaella Cascioli

Sotto la tenda del Muammar Gheddafi, allestita nella residenza dell’ambasciatore libico in Italia, il business italo-libico riflette quello che fonti diplomatiche definiscono l’«eccellente stato dei rapporti bilaterali » tra Italia e Libia. Potere della globalizzazione avrebbe sentenziato il ministro dell’economia Giulio Tremonti che non da oggi va spiegando in giro come la Vecchia Europa debba iniziare a ragionare non potendo più contare su vecchie rendite di posizione. E così nel corso di trenta minuti di colloquio tra Berlusconi e Gheddafi, presente il ministro Frattini, sono molti i temi economici ad essere stati affrontati. A cominciare da quello che si profila essere un importante accordo nel settore della difesa. Un ruolo da protagonista, a quanto si apprende, dovrebbe averlo Finmeccanica che tra l’altro è impegnata a fornire il “Selex sistem”, un sistema satellitare di controllo delle frontiere terrestri libiche. Nella doppia veste di premier nonché di ministro dello sviluppo economico, Berlusconi avrebbe fra l’altro affrontato con il leader libico anche i temi delle infrastrutture e dell’energia che tuttavia sono poi stati oggetto di incontri ad hoc …

"Il ministro che manca da 119 giorni", di Massimo Giannini

C´è una vicenda esemplare che la politica, l´establishment e l´opinione pubblica continuano a sottovalutare. Fotografa la palude nella quale sta sprofondando il governo Berlusconi. Riflette l´irresponsabilità nella quale sta declinando il presidente del Consiglio. Questa vicenda si chiama ministero per lo Sviluppo Economico. Oggi sono 119 giorni. Sabato prossimo saranno 4 mesi esatti. Nell´anno più nero dell´industria italiana, nel cuore di una recessione di cui non si vede l´uscita, a tanto «ammonta» il vuoto di potere in quel dicastero, strategico per la tenuta del Sistema-Paese e per il sostegno delle imprese. La sede è «vacante» da maggio. Da allora il premier esercita un´impalpabile e insostenibile «supplenza», in attesa di nominare il nuovo ministro. Attesa vana, consumata nel Palazzo tra annunci ambigui, tentativi grotteschi, promesse inevase. Attesa cara, pagata dall´Italia al prezzo di una crisi economica e occupazionale gravissima. Ci si chiede come sia possibile, in una grande democrazia industriale impegnata a fronteggiare la «tempesta perfetta» di questi ultimi due anni. Eppure succede, nell´Italia berlusconiana di oggi, dove l´intera dimensione della politica economica si esaurisce nella …

"I peccati della legge elettorale", di Michele Ainis

L’appello per l’uninominale, firmato da intellettuali e da politici di ambedue gli schieramenti, ha il pregio di deporre sul tappeto un’idea concreta, in alternativa all’attuale legge elettorale. Però, attenzione: il sistema perfetto non esiste, anche se nessun sistema al mondo sarà mai peggio del Porcellum. E in secondo luogo alle nostre latitudini la ricerca della legge perfetta diventa sempre un alibi perfetto per lasciare tutto come prima. Si sa come vanno queste cose: tu metti insieme due partiti attorno a un tavolo, loro sputano fuori tre idee distinte e contrapposte. Salvo poi mettersi d’accordo se c’è da tirare uno sgambetto all’avversario, facendolo cadere un metro prima del traguardo. Nel 2005 la legge Calderoli è nata a questo scopo, per sabotare il trionfo annunciato del centrosinistra alle elezioni successive. In Italia nascono così pure le riforme costituzionali, da quella «federalista» dettata dal governo Amato nel 2001 alla «devolution» battezzata dal governo Berlusconi nel 2005, in entrambi i casi alla vigilia d’una prova elettorale. Insomma qui da noi la Grande Riforma è sempre un bottino di guerra, …

Ognuno protagonista di un pezzo di storia da costruire. Idee per l'Italia che verrà

Incalzato da Marco Castelnuovo, giornalista de La Stampa, Marco Meloni, responsabile Pd di Riforma dello Stato, Pubblica Amministrazione, Università e Ricerca ha voluto ricordare come l’impegno del Pd vada distinto tra la proposta politica alternativa di medio-lungo respiro e le risposte da dare nell’immediato dell’attualità politica. “Occorre reagire nell’immediato, proprio perché viviamo un periodo di politica instabile e siamo chiamati a difendere la democrazia. Ma, nello stesso tempo, continuare a fare una discussione politica nell’Assemblea nazionale per una chiara proposta alternativa”. In oltre 15 anni di Berlusconi non è stato realizzato alcun processo riformatore: “il berlusconismo è giunto alla sua naturale consunzione – ha continuato Meloni – e per questo dobbiamo rilanciare la speranza per un Paese coeso, per i giovani in base ai propri meriti”. Interrompere il circolo vizioso dove regole scriteriate sono diventate normali e dove si è perso il senso di legalità complessiva. Per Debora Serracchiani, europarlamentare del Pd, il primo investimento per il futuro è rappresentato dalla competitività che sono il sapere può dare. “C’è solo uno stato europeo che in …

Pd, Bersani attacca la Lega "Sul territorio la battiamo 10 a 0", di Giovanna Casadio

Bersani rilancia l´orgoglio del Pd e attacca Bossi. In Lombardia roccaforte leghista, a Cremona, il segretario democratico rivendica la forza e il radicamento del partito. «Noi battiamo in questo la Lega 10 a zero – dice – Mi sono un po´ stancato di queste leggende metropolitane sul consenso che la Lega ha al Nord. Noi stiamo facendo in Italia 2000 feste Pd, abbiamo decine di migliaia di volontari. Non abbiamo niente da farci dettare ma casomai da dare lezioni in fatto di territorio e di radicamento». Dispiaciuto Bersani invece per quelle critiche, diffidenze e dubbi che – dopo gli apprezzamenti, soprattutto quello di Prodi – piovono ora sulla sua proposta di Nuovo Ulivo, ovvero di come riorganizzare il campo del centrosinistra e quindi la riscossa anti-Berlusconi. «Il Nuovo Ulivo può interessare Di Pietro, Sel e Rutelli», ribadisce. È il momento delle polemiche nelle file democratiche. Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi demolisce la “costruzione” politica bersaniana picconandone l´architrave con una battutaccia: «Il Nuovo Ulivo fa sbadigliare, è ora di rottamare i nostri dirigenti». E indica …

"Quel Porcellum sciagurato e resistente", di Ilvo Diamanti

La legge elettorale è argomento di dibattito politico ormai da vent´anni. Con alterne fortune. In questo momento fa discutere in modo particolarmente acceso. Tanto che il Pd ha proposto, se non un governo istituzionale, un´alleanza parlamentare larga intorno a questo esplicito obiettivo. Scrivere una legge elettorale migliore del Porcellum, come la definì Giovanni Sartori (ispirato dallo stesso autore, il ministro Calderoli). Un´impresa semplice, nei contenuti, perché è difficile immaginare un dispositivo altrettanto sgangherato e precario. Ma, in effetti, assai complicata. Perché, in un sistema politico fazioso come il nostro, il bene comune viene decisamente dopo quello del partito e degli uomini politici. E, nonostante tutto, non sono pochi a considerare il Porcellum vantaggioso. Non per il Paese, ma per se stessi. Anzitutto (ma non solo, come si dirà più avanti), nella maggioranza. Se si fa riferimento al formato della competizione elettorale del 2008, PdL e Lega continuano a prevalere sull´intesa Pd-IdV. Certo, il PdL appare in difficoltà, viste le tensioni interne – e, infatti, com´era prevedibile, Berlusconi ha congelato la scadenza elettorale. Per ora. Mentre …

"Gheddafi, un circo che ci umilia", di Francesco Merlo

Nessun’altra diplomazia occidentale tollera e incoraggia gli eccessi pittoreschi di un dittatorello e degrada la propria capitale a circo. Ci dispiace anche per il presidente del Consiglio, la cui maschera italiana si sovrappone ormai a quella libica, indistinguibili nel pittoresco, nell’eccesso, nella vanità, nel farsi soggiogare dalle donne che pensano di dominare. Anche ieri c’era il picchetto in alta uniforme ai piedi della scaletta dalla quale sono scese due amazzoni nerborute e in mezzo a loro, come nell’avanspettacolo, l’omino tozzo e inadeguato, la caricatura del feroce Saladino. Scortato appunto da massaie rurali nel ruolo di mammifere in assetto di guerra. E va bene che alla fine ci si abitua a tutto, anche alla pagliacciata islamico-beduina che Gheddafi mette in scena ogni volta che viene a Roma, ma ancora ci umilia e davvero ci fa soffrire vedere quel reparto d’onore e sentire quelle fanfare patriottiche e osservare il nostro povero ministro degli Esteri ridotto al ruolo del servo di scena che si aggira tra le quinte, pronto ad aggiustare i pennacchi ai cavalli berberi o a …