Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Cossiga, l'uomo che si inventò quattro vite diverse", di Mario Calabresi

Francesco Cossiga si è spento in giorni che gli sarebbero stati congeniali, giorni in cui il Parlamento è tornato al centro dell’attenzione, in cui le manovre politiche abbondano, in cui deputati e senatori si spostano e si contano, giorni in cui si creano nuove fedeltà e si costruiscono alleanze inedite. Giorni in cui si sarebbe appassionato a far emergere contraddizioni, a presentare interrogazioni parlamentari urgenti, a dare interviste pepate e ad alzare il dito citando precedenti e consuetudini a un mondo politico che sembra sempre più ignorare le regole del gioco. Ma questi giorni sono arrivati troppo tardi. Francesco Cossiga non era capace di stare fermo e gli ultimi due anni per uno come lui erano stati privi di ossigeno, con un Parlamento completamente esautorato dal governo e dai voti di fiducia e con un’informazione totalmente concentrata sul presidente del Consiglio. Due anni in cui il Presidente emerito della Repubblica – una carica inventata e fortemente voluta da lui, che ne aveva perfino stabilito diritti, simboli e riti – aveva trovato sempre meno spazio per …

"In Italia 908mila giovani invisibili", di Sergio Rizzo

Invisibili per la scuola o l’università, l’Inps, il fisco, gli uffici di collocamento. Sono i 641 mila giovani italiani fra i 15 e i 24 anni che non studiano, non lavorano ma nemmeno lo cercano, il lavoro. E la cifra arriva fino a quota 908 mila, se si estende la fascia di età fino a 29 anni. E’ quanto emerge da uno studio di Confartigianato. Pure loro sono tecnicamente «invisibili». Ancora più degli esponenti di quelle tante categorie di lavoratori autonomi che non hanno protezione sociale. Invisibili per la scuola o l’università, l’Inps, il fisco. Perfino per gli uffici di collocamento. Sono i 641 mila giovani italiani fra i 15 e i 24 anni che non studiano, non lavorano ma nemmeno lo cercano, il lavoro. Un numero impressionante, considerando che si tratta del 10,5 per cento di tutte le persone di quell’età. E il bello è che di questi «invisibili» i due terzi circa sono al Sud: 415 mila, ovvero il 16,2 per cento di tutti i giovani meridionali. Quasi tre volte rispetto al Nord. …

"Verdini, ipotesi riciclaggio. La Procura allarga l´inchiesta", di Maria Elena Vincenzi

Svolta dei pm dopo le accuse di Bankitalia. Verdini ha gestito la banca con totale accentramento di poteri e con estesi profili di potenziale conflitto di interessi. Il coordinatore è già indagato per corruzione e violazione della legge Anselmi Riciclaggio. È questa l´ipotesi che la procura di Roma deve ora valutare alla luce della delibera della Banca d´Italia sul Credito Cooperativo Fiorentino. Un nuovo reato che rischia di essere contestato al presidente della banca, Denis Verdini. Un´imputazione che era già nell´aria da un po´ di tempo. Da quando cioè il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e il sostituto Rodolfo Sabelli, titolari dell´inchiesta sulla P3, si erano imbattuti nella vicenda sugli appalti per l´eolico in Sardegna, uno dei capitoli del fascicolo. Già durante le indagini, quella del riciclaggio era una pista che gli inquirenti avevano vagliato, ma il coordinatore del Pdl non è ancora iscritto nel registro degli indagati con questa accusa. Non fino ad ora. Ma ormai, alla luce della delibera di Bankitalia, i magistrati capitolini hanno intenzione di vederci chiaro sui soldi che sono transitati …

Zagrebelsky: "Il presidente difende la Costituzione gli interessi politici sono altra cosa", di Liana Milella

Zagrebelsky: emerge la violenza di un potere in pericolo «La Costituzione è ancora in vigore. E non esiste una costituzione materiale alternativa». Come vorrebbero invece quelli del Pdl. L´ex presidente della Consulta Gustavo Zagrebelsky mette in sequenza i fatti e sul Quirinale dice: «È pienamente nel solco della Costituzione». Come giurista prende le distanze dalle ultime mosse dei berlusconiani, ma come cittadino «è angosciato». E sull´ultima stagione dei dossier dice: «L´evocazione della piazza e il linciaggio giornalistico, quanto a violenza, sono paragonabili alla brutalità e alla volgarità dell´attacco al Quirinale». Mentre Napolitano chiede il rispetto della Costituzione, c´è chi, ministri e parlamentari del Pdl, avanzano dubbi, anzi accuse esplicite, d´intenzioni incostituzionali proprio da parte sua. Ha detto Bianconi: «La Costituzione la puoi tradire non rispettandola, o fingendo di rispettarla». La sua impressione? «Innanzitutto, si deve distinguere politica e interessi politici da Costituzione e sua applicazione. La confusione è molto pericolosa, anzi irresponsabile. Il partito del presidente del Consiglio e quello di Bossi chiedono le elezioni anticipate immediate, in caso di crisi di governo. Questa è …

"La politica dimentica l'economia", di Mario Deaglio

Quest’anno la pausa di Ferragosto non è stata caratterizzata, come tradizione, dal silenzio della politica. Rivelazioni e smentite, accuse e controaccuse, zuffe verbali dal linguaggio sempre più truculento hanno turbato il tradizionale riposo estivo degli italiani, molti dei quali hanno ridotto le vacanze, quando non vi hanno rinunciato del tutto, grazie alla crisi. Ed è proprio la crisi, con timori che genera per redditi e livelli di vita di milioni di persone, la grande assente in un dibattito – se così si vuol chiamare un’accozzaglia di dichiarazioni e battute in cui tutti gli intervenuti sembrano ascoltare soltanto se stessi – che ha la caratteristica di rimanere totalmente interno alla classe politica. Chi si sobbarca la fatica di seguirlo ne ricava l’impressione che l’Italia si trovi in una sorta di vuoto pneumatico invece che immersa in un contesto mondiale in ebollizione in cui fa un po’ di fatica a rimanere a galla; e che la classe politica italiana, in quello che sembra un misto di arroganza e di ignoranza, pensi che il fare e disfare governi …

"Macelleria istituzionale", di Massimo Giannini

La macelleria politica e costituzionale del tardo-berlusconismo ha infine obbligato il Quirinale a compiere un atto irrituale ed estremo. Solo nell´Italia di oggi, destabilizzata dalle pulsioni tecnicamente eversive del capo del governo e avvelenata dalle operazioni di killeraggio mediatico dei suoi sicari, può accadere che un presidente della Repubblica debba scrivere in una nota ufficiale che chi nutre dubbi sul suo operato ha il «dovere» di chiederne l´impeachment. Come prevede la stessa Carta del 1948, che all´articolo 90 indica le modalità e le procedure della messa «in stato d´accusa» del Presidente, nei casi specifici di «alto tradimento» e di «attentato alla Costituzione». A tanto, dunque, è stato costretto Giorgio Napolitano, per fermare «le gratuite insinuazioni e le indebite pressioni» che, nell´avvitarsi di una crisi sempre più drammatica del centrodestra, colpiscono da giorni la più alta carica dello Stato. Il suo comunicato dà la misura di quanto sia grave e pericoloso il conflitto istituzionale in atto. E solo una lettura ipocrita e riduttiva del monito lanciato dal Colle può ridimensionarne la genesi alla necessità di rispondere …

Rosy Bindi: «Ignorano i principi della Carta», di Natalia Lombardo

Non mi meraviglio delle minacce che vengono dagli esponenti del centrodestra: ancora una volta dimostrano la loro totale mancanza di cultura costituzionale»: così Rosy Bindi, presidente del Pd, commenta l’attacco del Pdl al Capo dello Stato. Come valuta le parole di Napolitano? «Sono richiami importanti: ha ricordato che c’è una Costituzione, che l’Italia è una democrazia parlamentare, che le Camere non le scioglie il presidente del Consiglio ma il presidente della Repubblica. È lui il garante della volontà popolare che si esercita dentro al Parlamento. Il Pdl si comporta come se fossimo una repubblica presidenziale». Viene accusato di aver indicato, in anticipo, un governo tecnico. «Napolitano non ha parlato di governo tecnico. Il Pdl ha scambiato per intervento politico il suo richiamo alla Costituzione, lo accusano perché non hanno cultura costituzionale. È la vera discriminante tra noi e loro». Anche Schifani si richiama alla volontà popolare e al voto. Che ne pensa? «Sono gravi e preoccupanti le parole della seconda carica dello Stato: non rispetta le prerogative costituzionali del Capo dello Stato perché confliggono con …