Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Siamo tutti stufi di questa politica", di Eugenio Scalfari

Sono maledettamente stufo di dover seguire i miei obblighi professionali commentando la ripetitiva rissosità e inconcludenza dei politici, l´incontenibile pulsione anticostituzionale di Berlusconi, l´uso dei dossier nei confronti di Fini e le controaccuse dei finiani contro il Cavaliere, gli sbraiti di Di Pietro contro tutto e tutti, il bastone secessionista della Lega che spunta dai borbottii di Umberto Bossi, l´attesa del Partito democratico e Godot che non arriva perché ce ne sono troppi e si paralizzano reciprocamente. Sono maledettamente stufo e non sono il solo. Sono stufi la maggioranza schiacciante degli italiani con il pessimo risultato che il distacco dalle istituzioni è diventato un abisso. Ed è stufo e molto preoccupato il Presidente della Repubblica, come lui stesso ha detto con parole sue nell´intervista rilasciata tre giorni fa all´Unità. Napolitano ha segnalato il vuoto che si è aperto da quando la rissa politica si è trasformata in rissa istituzionale; ha chiesto ai responsabili di questo stato di cose di mettervi fine al più presto; ha osservato che una crisi di governo al buio e un´eventuale …

"L'impotente grandezza del Cavaliere", di Barbara Spinelli

E’ venuta l’ora di analizzare la morte di quella che è stata chiamata, in gran fretta e proditoriamente, Seconda Repubblica. Doveva essere qualcosa che somigliava alla quinta repubblica di De Gaulle, inaugurata alla fine degli Anni 50: un sistema che restituisse alla politica la nobiltà, lo sguardo lungo, l’efficacia che il predominio di fazioni e partiti le aveva tolto. Doveva, partendo dalla simultanea svolta avvenuta a Nord con Mani Pulite e a Sud con l’offensiva contro la mafia di Falcone e Borsellino, rigenerare un ceto politico corrotto da anni di democrazia senza alternanza, di poteri paralleli e illegali. Le forze che dopo il ’45 avevano ricostruito il Paese gli avevano dato una Costituzione vigile sulla democrazia, ma antichi mali, non curati, si erano incancreniti: il rapporto degli italiani e dei politici con lo Stato in primo luogo, e la maleducazione civile, lo sprezzo della legalità, del bene comune. Tutti questi mali sopravvissero alla Prima Repubblica, e per questo anche la seconda sta morendo. Quel che mancò, nei primi Anni ’90, fu la rigenerazione delle classi …

P3, indagine Bankitalia accusa Verdini: "Conflitto di interessi da 60 milioni". Il PD: Lui e Tremonti chiariscano"

Gravi carenze degli organi aziendali, con accentramento dei poteri nelle mani dell’allora presidente Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl; potenziale conflitto di interesse dello stesso Verdini con la Banca per affidamenti per oltre 60 milioni di euro; impieghi spesso a rischio, concentrati su grandi clienti, in contrasto con gli obiettivi mutualistici dell’istituto. Sono le linee essenziali della delibera 553 del 20 luglio scorso della Banca d’Italia, che porta la firma del Governatore Mario Draghi – di cui l’agenzia Ansa è in possesso – inviata al ministro dell’Economia Giulio Tremonti e alla segreteria del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (Cicr), con la quale è stata proposta, e poi disposta con decreto del 27 luglio dello stesso Tremonti, l’amministrazione straordinaria del Credito Cooperativo Fiorentino (Ccf), la banca finita anche nell’inchiesta sulla cosiddetta P3. La Banca d’Italia ha anche evidenziato scarsa istruttoria per finanziamenti talvolta con finalità sospette; e tardiva applicazione delle norme antiriciclaggio. L’accertamento è pesantissimo per il deputato del PDL, e Francesco Boccia, coordinatore commissioni economiche PD alla Camera, ritiene necessario un chiarimento …

"Una per una, le bugie di B.", di Tito Boeri

Tasse. Welfare. Edilizia. Alitalia. Aiuti alle imprese. Un economista ha letto dalla prima all’ultima riga il libretto che Berlusconi farà distribuire in autunno. E ha confrontato la propaganda con la realtà dei fatti. Se questo è il biglietto da visita per la campagna elettorale, è probabile che Berlusconi farà di tutto per evitarla. Magro il bottino di due anni di Governo sul piano della politica economica, nonostante la grandissima forza parlamentare di cui ha potuto contare quella che era fino a pochi giorni fa la maggioranza uscita vittoriosa dal voto del maggio 2008. Come direbbe l’attuale allenatore del Real Madrid, ci sono nel libretto “molti tituli, ma sero riforme”. Non a caso la parte sulle “grandi riforme” viene pudicamente relegata alla fine. Ne elenca tre: scuola, università e pubblica amministrazione. Sfoglia il libretto integrale La cosiddetta riforma della scuola è sin qui consistita solamente in tagli al personale, con la reintroduzione del maestro prevalente nella scuola primaria, la riduzione dell’orario d’insegnamento nella scuola secondaria (sia di primo che di secondo grado), la riduzione degli indirizzi …

"Pdl ingeneroso con il Quirinale l´Italia è con il Presidente", di Alberto D'Argenio

Onorevole Piero Fassino, come valuta le parole del Capo dello Stato tanto criticate dal centrodestra? «Mi sembrano critiche del tutto infondate e anche ingenerose. Io credo invece che l´intervento del presidente sia di grande rigore istituzionale e saggezza. Ha richiamato il perdurare di una situazione economica difficile e la necessità di garantire che le istituzioni assolvano pienamente alla loro funzione di guidare il Paese. Mi pare un appello che tutti dovrebbero condividere e comprendere: prima di tutto occorre essere responsabili verso l´Italia e gli italiani. Poi che nel centrodestra ci sia un´evidente crisi politica non lo ha inventato Napolitano, è sotto gli occhi di tutti da mesi. La rottura tra Berlusconi e Fini si è approfondita sempre di più e per quanto Berlusconi faccia finta di non vederla la crisi c´è. Volerla negare è l´ennesima prova di scarsa responsabilità istituzionale della destra». Sta dicendo che Berlusconi dovrebbe salire al Colle? «Le cose sono semplici: se Berlusconi è convinto di avere una maggioranza solida e stabile lo dimostri e governi. Se invece come dicono i fatti …

"Berlusconi, arsenico e vecchi servizi", di Francesco Lo Sardo

Il trattamento riservato al direttore di Avvenire diventa il metodo applicato agli avversari politici. Le cose potrebbero anche stare come afferma Stefano Filippi del Giornale, il quale dice che se c’è «un’inchiesta “vecchio stile”, tutta giornalistica, senza magistrati che passano verbali e intercettazioni», quella è “l’operazione Fini” con cui Feltri sta tirando su le vendite estive del quotidiano della famiglia Berlusconi, del 4% sotto il budget di ricavi da edicola nel primo trimestre 2010. Ovvero, in sequenza: un input del vecchio cronista Livio Caputo che avverte Feltri e Sallusti (dopo la soffiata via e-mail di «un amico e lettore del Giornale»), l’inchiesta-blitz a Montecarlo di Gian Marco Chiocci, poi di Filippi, infine di Malpica. L’ex poliziotto Gioacchino Genchi, che di certe cose se ne intende, intravede in questa faccenda – ha detto all’Unità – la manina dei servizi segreti deviati: ieri è toccato al direttore di Avvenire Boffo, oggi a Fini, domani «se so ancora leggere gli avvertimenti, posso prevedere qualcosa anche per Tremonti». Voce non isolata quella di Genchi perché prima di lui anche …

"La memoria degli elettori", di Sergio Romano

Proviamo a smettere per un momento di interpretare le mosse strategiche e le intenzioni di Berlusconi, Fini, Bersani, D’Alema, Di Pietro. Cerchiamo piuttosto d’immaginare come i loro elettori, di destra e di sinistra, stiano reagendo all’indecoroso spettacolo che sta andando in scena di fronte ai loro occhi. Non tutti gli elettori del Pdl aspettavano dai loro leader le stesse cose. Ma tutti hanno visto nascere con molte speranze un grande partito nazionale. Hanno ascoltato i discorsi di Berlusconi e di Fini. Hanno creduto nelle loro promesse e, in particolare, a una riforma della giustizia penale e civile, secondo le linee anticipate e proposte sino dalla fine di Tangentopoli. Ma hanno ricevuto invece una nuova raccolta di leggi (tutte sottoscritte e votate anche dai seguaci di Fini) che non avevano altro obiettivo fuor che quello di risolvere i problemi di una singola persona. Pensavano che dal congresso di fondazione sarebbe uscita una nuova classe politica, meno frivola e venale di quella che aveva governato l’Italia per molti anni. Ma hanno assistito a una sequenza di scandali …