Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Protezione Civile, colpo di mano estivo", di Mauro Favale

Il Pd denuncia: una direttiva allarga le maglie per i grandi eventi. La direttiva ha la firma di Silvio Berlusconi ed è datata 27 luglio, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 10 agosto. Per la prima volta mette nero su bianco i criteri attraverso i quali la Protezione civile può gestire i “grandi eventi”. «Ma sono criteri troppo generici – denunciano Luigi Zanda e Gianclaudio Bressa, Pd – nei quali è possibile inserire di tutto. Fanno passare un atto del genere in pieno agosto, a Camere chiuse: l´ennesimo abuso della politica delle ordinanze in deroga a tutte le leggi». D´altronde Guido Bertolaso ama ripeterlo spesso: «In Italia è la Protezione civile a gestire i grandi eventi». Dal 2001, per la precisione. Da quando il medico romano è arrivato a guidare il dipartimento della Presidenza del Consiglio. Criticata dalla Corte dei conti, sotto la lente di inchieste giornalistiche e delle indagini di vari magistrati in giro per l´Italia, ora la nozione di “grande evento” si arricchisce per la prima volta di alcuni parametri. Ma quelli che nelle …

Fassino: "Purché vada via", intervista di Denise Pardo

Primo, liberarsi di Berlusconi. Con l’appoggio di chi ci sta, Fini compreso. E il voto? “Prima cambiamo le regole”. Sull’apertura a Gianfranco Fini: “A fasi di emergenza, alleanze di emergenza”. Sulle accuse di non cogliere al volo la possibilità delle urne: “Nessuna paura di votare, ma prima sarebbe più ragionevole un governo di transizione che cambi la legge elettorale”. Attenzione all’impazienza, invece: “Siccome il nostro popolo non ne può più di vedere Berlusconi a Palazzo Chigi, chiunque appaia come in grado di mandarlo a casa, penso alla candidatura di Nichi Vendola, viene abbracciato come la Madonna Pellegrina”. Così Piero Fassino, ex segretario Ds, pluriministro, notabile Pd e inviato speciale Ue per la Birmania, riflette, analizza e spiega in un colloquio con “L’espresso” le posizioni del partito nel momento più caldo della crisi del Pdl. Il caso Fini, la maggioranza in bilico e in fibrillazione… “Siamo alla fase conclusiva del lungo ciclo berlusconiano. Erano quattro partiti e quattro leader, ora Casini è all’opposizione, Fini sta prendendo a dir poco le distanze. Su legalità e giustizia il …

"La destra anarchica e i rischi per il paese", di Giorgio Ruffolo

Per non essere sopraffatti da quello che Giorgio Napolitano ha definito il “bailamme” in cui è precipitata la condizione politica del paese, bisogna tentare di districare dal gioco degli inganni e dalle scandalistiche “rivelazioni” le grandi costanti che rendono comprensibile la storia politica del paese. Lo fa lucidamente Eugenio Scalfari quando individua la più importante di queste costanti: «il fiume carsico» di una destra anarcoide, che può assumere attraverso il tempo forme apparentemente contraddittorie, come quelle del totalitarismo fascista e quella del privatismo berlusconiano, ma sostanzialmente omogenee nel populismo: e cioè nel disprezzo delle istituzioni democratiche e nella delega dell´azione politica a un capo carismatico. Niente di più illiberale. Pure, grandi pensatori liberali come Benedetto Croce sostennero, quest´ultimo per breve tempo, il fascismo. Non c´è da stupirsi se oggi liberali meno insigni sostengano il berlusconismo. Il populismo privatistico è dunque la forma berlusconiana della costante anarcoide della destra italiana. Una novità importante è costituita dalla sua alleanza con l´altra forza dirompente emersa nella storia recente del nostro Paese: la Lega. Insieme, queste due forze rappresentano …

"C'è peccato e peccato", di Michele Brambilla

Che ne è dell’inchiesta su Verdini? E di quella sulla P3? E Cosentino, l’ex sottosegretario sul quale pende un mandato d’arresto, e che continua a guidare il Pdl in Campania? E che fine ha fatto Brancher, nominato ministro per cercare di sfuggire, grazie al legittimo impedimento, a un processo nel quale è poi stato condannato? E il ministero lasciato libero dal dimissionario, o meglio dimissionato Scajola, e ancora vacante? E il senatore Dell’Utri, condannato in appello a sette anni per concorso in associazione mafiosa e ancora ben ancorato al suo seggio in Senato? Erano questi i temi che fino a pochi giorni fa occupavano le prime pagine dei giornali. Tutto svanito, tutto evaporato, tutto cancellato dall’inchiesta sulla casa di Montecarlo lasciata in eredità ad An e finita in affitto al fratello della compagna di Fini. Sembra che l’intera «questione morale» ora sia ridotta solo a questo, solo alla casa di Montecarlo e alle presunte responsabilità di Fini. Intendiamoci bene. Non è in discussione l’importanza della vicenda Fini-Tulliani. Anzi. «Il Giornale», sollevandola, ha dato una notizia; …

"Veneto come la Catalogna, bufera su Zaia", di Nicola Pellicani

L´opposizione: statuto secessionista. Bossi: Stato delinquente, l´Idv lo denuncia. Il no dei finiani: così i residenti saranno favoriti nei concorsi pubblici. C´è la bandiera con il leone, c´è l´inno, ci sono gli ambasciatori. Ma ci sono soprattutto “i veneti”, che vengono prima di tutti gli altri. La maggioranza di centrodestra, guidata dal leghista Luca Zaia presenta la bozza dello statuto regionale, ed è subito polemica. Il presidente è stato di parola: “Prima i veneti” era lo slogan della sua campagna elettorale che l´ha portato a stravincere le elezioni, ma adesso quello slogan potrebbe diventare uno dei punti di forza dello statuto. Basta leggere l´articolo 4 (comma 6): «La Regione si adopera in particolar modo a favore di tutti coloro che dimostrano un particolare legame con il territorio». Tradotto significherà avere una corsia preferenziale nei bandi per la casa, nei concorsi e così via. Del resto l´articolo in questione è coerente con la politica leghista, un po´ meno con quella del Pdl, ma la bozza dello statuto è ora nero su bianco, come annuncia euforico lo …

Napolitano a l'Unità: «Si fermi la campagna dei veleni», intervista di Marcella Ciarnelli

Bilancio di una breve vacanza. Fatto in una mattina di mezzo agosto all’ombra degli alberi del giardino di “Casa Matta”, la residenza di Pino e Adriana, gli amici che come negli anni scorsi hanno ospitato un caro amico “importante”, e non solo perché è il presidente della Repubblica, ma perché tale lo è da sempre. Se n’è appena andato il sindaco. Le isole hanno il grosso problema dei collegamenti. La vicenda Tirrenia sta andando come si sa. Giorgio Napolitano, al termine del suo soggiorno strombolano, solo otto giorni, nei quali il riposo si è inevitabilmente intrecciato con le notizie della calda estate della politica, parla volentieri del suo antico amore per l’isola ma anche dell’inquietudine che ha accompagnato la vacanza. Inquietudine e incertezza che avvolgono e rischiano di paralizzare un paese che sta vivendo una sia pur lieve ripresa «in un sempre critico quadro mondiale» e che potrebbe invece trovarsi a fare i conti «con la gelata delle elezioni». Presidente, dunque è già sulla via del ritorno? «Ho trascorso otto giorni di riposo come si …

Ghedini telefona "Fermiamoci qui" , di Carmelo Lopapa

Qualcosa inizia a incepparsi nella macchina tritacarne messa in moto da Arcore. C´è un timore che sembra si stia insinuando come ruggine nell´ingranaggio finora inesorabile. Bocchino al legale di Berlusconi: “Credevate che sopportavamo tutto senza reagire?” Pronta la pubblicazione con le liste delle società offshore legate al Cavaliere. Ed è legato a quel che è stato, e soprattutto quel che sta per essere messo su piazza da house organ e singoli parlamentari vicini al presidente della Camera sul conto del premier, delle sue proprietà, delle sue società, dei suoi rapporti internazionali. Avvisaglie di una svolta che sta inducendo il Cavaliere a più miti consigli. Al tentativo di una mediazione con gli avversari finiani. Perfino, in via molto riservata, col loro capogruppo Italo Bocchino, considerato finora l´incendiario, da attaccare da ogni fronte. Fino a ieri, quando è stato contattato da Ghedini, invitato a discutere, a stemperare il contrattacco finiano, insomma a discutere. Dopo settimane di martellamento mediatico, la minaccia di «polverizzare» Gianfranco Fini e i suoi, la richiesta di dimissioni, il rullo compressore sulla casa monegasca, …