Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"I riti balneari da Prima Repubblica", di Filippo Ceccarelli

Diceva Bettino Craxi, sudato e sbuffante: «Il generale Agosto farà il resto». Era un affidamento cinico e speranzoso: quando arrivavano le ferie, ai tempi della Prima Repubblica, il potere prendeva atto della propria relatività consegnandosi provvisoriamente a rinvii, proroghe, differimenti, dilazioni, oltre alle buone e più spesso alle cattive intenzioni. L´antica sapienza democristiana, di norma incalzata da qualche gran intestina o con gli alleati (anche prima di Craxi), esaltò questo genere di soluzioni di ordine stagional-decantatorio che comunque, fin dall´inizio degli anni sessanta, finirono per codificarsi addirittura in una forma di esecutivo. Con il che, previa consultazione del prezioso dizionario «Le parole della politica» del Di Capua (Ebe, 1973), incastonato in un groviglio spinoso di aggettivi e altre variabili lessicali, «amico», «carsico», «fantoccio», «istituzionale», «tecnico», «di bandiera», «di necessità», «di salute pubblica» e via compilando, si trova l´irresistibile formula del governo, appunto, «balneare»: perciò stesso «destinato a vivere – è scritto – solo per la stagione estiva, in attesa di essere sostituito da un governo politico di coalizione». Con facilità s´immagina quanto il presidente Berlusconi …

"Trentaseiesima “fiduciata” mentre qualcuno ha cantato vittoria…troppo presto", di Pippo Frisone

Il governo ha ottenuto anche alla Camera la sua 36ma fiducia sul maxiemendamento relativo alla manovra di bilancio. Con 321 sì e 270 no e 4 astenuti. Tra un “refuso” e l’altro, l’allegato che contiene le modifiche apportate in sede di conversione al testo originario, ritocca quasi tutti i 54 articoli. Sono almeno 300 i commi e gli articoli che vengono emendati, riscritti o abrogati. Si arriva addirittura ad inserire ben 34 modifiche in un solo articolo (art.14). Così il decreto-legge n.78 del 31.5.10, fortemente voluto da Tremonti, pur tenendo fermi saldi di bilancio , col rientro del deficit dal 5% attuale al 2,7%, è costretto a cambiare pelle sotto i colpi delle potenti lobby interne ed esterne all’attuale maggioranza, Confindustria e Sindacati amici compresi. Quanto al trattamento riservato ai dipendenti pubblici non si era mai giunti a tanto! Bloccata per un triennio la contrattazione, ritoccata la previdenza con l’innalzamento dell’età delle donne del pubblico a 65 anni, passaggio dalla buonuscita al TFR, riduzione del salario accessorio. Ed è giallo sugli scatti di anzianità nella …

"Se le elezioni diventano più di una ipotesi", di Stefano Folli

Quarantotto ore dopo la spaccatura, le elezioni anticipate sono più di un’ipotesi. A molti sembrano lo sbocco naturale di un pasticcio politico creato da un calcolo precipitoso. Altro che governo rafforzato. Più che al rilancio di un esecutivo più saldo, pare di assistere alle convulsioni di fine regno. Il problema non è se la legislatura vedrà il 2013, ma il come e il quando si arriverà al voto. Un itinerario impervio in cui a decidere la rotta non è Palazzo Chigi, bensì il capo dello stato. D’altra parte, i sedici anni di storia del centrodestra, gli anni del bipolarismo, si sono giocati in buona misura sul rapporto tra Berlusconi e Fini. Ora che quel rapporto è andato in polvere comincia un’altra vicenda, non sappiamo se più o meno fortunata. Di certo la risposta del presidente della Camera al suo ex alleato equivale a una dichiarazione di guerra. Non stupisce, naturalmente, visto che stiamo assistendo a una scissione. Ma accusare il presidente del Consiglio di tendenze “illiberali” cos’è se non l’annuncio di un conflitto senza esclusione …

Berlusconi senza freni "E adesso tocca ai magistrati", di Ninni Andriolo

Prima Fini che ha «iniettato» nel Pdl «il virus della disgregazione», poi le toghe che processano gli uomini del suo partito. L’offensiva agostana di Berlusconi non conosce sosta. Al Senato, martedì, potrebbe colpire l’altro fronte nemico, quello dei magistrati. A beneficio del quale è stata confezionare la minaccia di una Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uso politico della giustizia, anche per disinnescare la mina vagante dell’indagine sulla P3 proposta dai democratici. Il fatto è che l’istituzione di una Commissione parlamentare non è «nelle disponibilità» del capo del governo e potrebbe essere varata solo con una legge ad hoc, assai improvabile visto l’incombere delle ferie estive. Non è da escludere che martedì il Pdl sfoderi l’arma mediatica di un ordine del giorno che annunci l’intento di processare le toghe. Sempre che il premier confermi l’intento di parlare solennemente di giustizia davanti i senatori (alla vigilia delle ferie!). Le opposizioni, tra l’altro, chiedono a Schifani di impedire al premier di divagare, visto che il governo è in piena «crisi». Motivo in più per dar credito a chi sostiene che …

"Uno scontro tra due idee di democrazia", di Michele Ainis

C’è un conflitto più grave, più esteso e lacerante, della frattura che in queste ore ha spaccato in due come una mela il maggiore partito politico italiano. È il conflitto tra due concezioni della democrazia, della legalità costituzionale. La prima è una democrazia plebiscitaria: significa che la sovranità si trasferisce dagli elettori al leader, il quale poi la esercita dettando in solitudine l’agenda di governo così come l’organigramma dello Stato. La seconda è una democrazia parlamentare, con i suoi riti, con i suoi tempi, con i suoi equilibri perennemente instabili. È alla prima concezione che si è richiamato Silvio Berlusconi, cacciando dal partito Fini e licenziandolo dallo scranno più alto di Montecitorio. È alla seconda che s’appella viceversa il presidente della Camera, alla sovranità del Parlamento anziché del Capo carismatico. Non che le democrazie debbano temere le occasioni di contrasto. Meglio portarle allo scoperto che nascondere la polvere sotto i tappeti. Non per nulla la nostra Carta regola il conflitto d’attribuzioni fra i poteri dello Stato. E infatti la nascita d’un gruppo parlamentare autonomo chiude …

"Fine regime", di Massimo Giannini

Un governo balneare, di fine regime. è tutto quello che resta della grande illusione berlusconiana. Prometteva di cambiare l´Italia e di durare per «almeno tre legislature». Dopo la rottura definitiva decretata ufficialmente da Fini, è quasi certo che il Berlusconi Terzo, nato due anni fa con la più schiacciante maggioranza parlamentare della storia repubblicana, non arriverà a concludere nemmeno la sua prima legislatura. Ma con la giornata di ieri non tramonta solo un´illusione di governo. Muore anche l´illusione di una Nuova Destra, moderna ed europea, che in questo Paese, sotto le insegne del Cavaliere non ha e non avrà mai la possibilità di esistere. É in nome di questa Destra impossibile che Gianfranco Fini ha consumato il suo strappo. E stavolta è uno strappo vero e non più sanabile. Stavolta non siamo «alle comiche finali», come l´allora leader di An disse sprezzante tre anni fa di fronte alla Rivoluzione del Predellino, salvo poi salirci a sua volta per “co-fondare” (turandosi il naso) il Partito del Popolo delle Libertà. Stavolta Fini, reagendo alla “purga” berlusconiana del …

"Manovra. Colpisce nel mucchio. Pagano i soliti. Inflazione in crescita", di Amerigo Rivieccio

Pochi se lo ricordano ma mentre va in scena la separazione politica più annunciata dell’anno è ancora in corso una grave crisi economica. L’inflazione in Italia è infatti cresciuta all’1,7% su base annua, in netto rialzo rispetto al +1,3% registrato a giugno. E’ il tasso di inflazione più alto da dicembre 2008, un rialzo spinto soprattutto dai prezzi dei beni energetici con i prezzi della benzina ‘verde’ che sono saliti dello 0,8% su mese e dell’8,9% su anno ed i prezzi del gasolio che sono invece diminuiti dello 0,3% su mese mentre sono saliti del 13,2% rispetto a un anno fa. Anche il mercato del lavoro segna il passo con il tasso di disoccupazione che, pur registrando un micro calo, è all’8,5%, dopo aver segnato 8,6% da marzo a giugno scorsi. La manovra licenziata ieri contiene, al di là degli annunci, poche misure che potranno avere un qualche effetto sull’economia nazionale e sul lavoro e sono fortissimi i dubbi sul fatto che gli effetti saranno positivi. Pensioni i danni della “ finestra mobile Istituita la …