Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Zitto tu, Parlamento", di Giorgio Frasca Polara

Ancora una volta il Servizio per il controllo parlamentare della Camera ha fatto le pulci al governo e al suo modo di (non) rispondere agli “atti di indirizzo e di controllo” proposti dai deputati a questo e a quel ministero ed approvati dall’assemblea. Ne esce ancora una volta un quadro che conferma – come nel caso dei biblici ritardi nelle risposte alle interrogazioni, quando queste più spesso non vengono letteralmente ignorate – il sostanziale non-rispetto dell’esecutivo per il lavoro e l’iniziativa del Parlamento e dei singoli deputati. Preciso la natura di questi atti: sono gli ordini del giorno e le mozioni votati al termine dell’esame di singole leggi e che impegnano (o avrebbero dovuto impegnare: insisto su questo termine, che è regolamentare) il ministro competente per materia ad attuare le indicazioni in essi contenuti. Subito una desolata annotazione: nel giugno scorso “sono state trasmesse al Servizio, da parte dei ministeri competenti, le note relative all’attuazione di 26 ordini del giorno e 2 mozioni (…) Si riscontra pertanto una sensibile diminuzione delle attuazioni: 26 a fronte …

L’onore ritrovato del deputato

Non si sa se saranno trenta, venti, dieci. Se faranno cadere un governo che doveva essere il più forte della storia repubblicana, o se “semplicemente” lo costringeranno a lavorare con gli strumenti della politica invece che con la propaganda. È difficile fare previsioni sul destino dei parlamentari che sceglieranno di andare con Fini. Una cosa è certa: con il proprio gesto stanno restituendo un’inaspettata dignità alla figura del parlamentare, forse promessa per una stagione diversa in tutti gli schieramenti. Non lo scriviamo perché Briguglio e Perina, Bocchino e Urso, stiano facendo un particolare favore al centrosinistra. Non è neanche detto che sia così: fino a qui è stata casomai l’opposizione ha fornire sponde a Fini, lui a guadagnare dalle difficoltà di Berlusconi, e la crisi che si apre potrebbe essere meglio sfruttata da forze che non sono il Pd. D u n – que, ci sono pochi calcoli da fare. Invece c’è un attestato di coraggio e perfino di disinteresse da riconoscere a questa pattuglia di dissidenti in via di epurazione. Da molti anni, pur …

Governo inadeguato a fronteggiare la vicenda Fiat

Bersani: “Quale Italia abbiamo in mente? Che cosa fa l’esecutivo?”. Fassina: Gravissima la scelta di fuoriuscire dal contratto nazionale e da Confindustria”. E i senatori Pd in Commissione lavoro indicano quattro punti per uscire dall’impasse Non ha dubbi Pier Luigi Bersani nell’indicare al governo qual è la priorità assoluta per il Paese: il lavoro. E lo fa prendendo spunto dalle ultime vicende che hanno visto la Fiat come protagonista: la costituzione della newco Fabbrica Italia Pomigliano, gli annunci di voler fuoriuscire dal sistema di contrattazione nazionale e dall’alveo di Confindustria. Per il segretario del Pd, “il rischio che la palla di neve diventi una valanga non è questione di questo o quel sindacato: è una questione politica e di governo. Quale Italia abbiamo in mente? Sul recupero di efficienza del sistema industriale e dei servizi, non c’è dubbio, bisogna fare molto di più e non è solo questione di contrattazione”. Non è quindi improprio domandasi se “per mantenere l’industria in Italia, dobbiamo forse portare l’Italia negli Stati Uniti o magari in Cina? Io credo – …

"Prepariamoci al dopo, senza pasticci", di Marina Sereni

Si respira un clima pesante nella destra italiana. Nelle aule e nei corridoi di Montecitorio regnano l’incertezza, la confusione, il retroscena sui colloqui veri o presunti tra esponenti politici dei due schieramenti. E intanto fuori, nel paese reale, ci sono lavoratori che perdono il posto, ragazzi e ragazze che non hanno alcuna certezza per il futuro. Ci sono imprese che faticano a resistere alla crisi, terremotati abruzzesi che non vedono la prospettiva di una vera ricostruzione. Mentre, a causa delle scelte della Fiat, nell’assenza impressionante di una qualche politica del governo (e per ora anche di un ministro), viene al pettine un grande nodo che riguarda la competitività del nostro sistema industriale e di un settore importante come l’auto. Sia che nel Pdl in queste ore si faccia la pace (o la tregua) sia che si vada ad una rottura, ci sono due dati da cui il maggior partito dell’opposizione non può prescindere: è necessario mettersi in sintonia con le persone in carne ed ossa, con chi lavora e produce, con i problemi veri dell’Italia, …

"Bersani: è crisi, fase nuova premier subito in Parlamento", di Giovanna Casadio

«Questa è una crisi, Berlusconi venga in Parlamento». Pier Luigi Bersani aspetta di leggere il documento dell´ufficio di presidenza del Pdl che segna lo strappo con Fini, prima di schierare il Pd all´attacco. «I governi si fanno e si disfano in Parlamento, le crisi devono essere limpide. E Fini non si tocca», rincara Rosy Bindi. I Democratici stamani chiederanno in aula a Montecitorio che il premier venga a riferire. Se così non sarà, sono disposti all´ostruzionismo sui due decreti in discussione. Quando la situazione politica precipita con le accuse a Fini e con la richiesta delle sue dimissioni da presidente della Camera, non avendo più la fiducia del centrodestra, sono le opposizioni a difenderlo. Dario Franceschini, capogruppo Pd alla Camera, ricorda a Berlusconi il rispetto della Costituzione: «Il premier non dispone della presidenza della Camera come fosse una sua proprietà. Noi non abbiamo votato Fini ma dal momento in cui è stato eletto, è il presidente di tutta la Camera, anche dell´opposizione». Di Pietro, il leader di Idv, invece esorta Fini a dimettersi: «Si vede …

Intercettazioni, il ddl slitta a settembre

Non c’è più fretta di regolamentare le intercettazioni. Il voto sul disegno di legge per due anni al centro di un tira e molla tra le varie anime della maggioranza, slitta a dopo la pausa estiva. La conferenza dei capigruppo della Camera ha infatti deciso di avviare in aula la sola discussione generale con i tempi contingentati. Il voto viene rimandato così a data da destinarsi, comunque a settembre o anche oltre. LA LEGGE CONTESTATA – Negli ultimi due anni il ddl fortemente voluto dal premier Berlusconi ha alimentato un fuoco inesauribile di polemiche. In Parlamento si sono susseguite decine di audizioni tra Camera e Senato di magistrati, giornalisti e giuristi, con migliaia di pagine di emendamenti e sub-emendamenti, mentre fuori dal palazzo infuriavano adunate di piazza, cortei, manifestazioni. Ora la legge sulle intercettazioni potrebbe tornare in soffitta. La maggioranza ha deciso di rimandare la discussione finale rinunciando al voto sulle questioni pregiudiziali sollevate dall’opposizione, un passaggio che avrebbe potuto riservare più di qualche insidia. La discussione generale del provvedimento servirà per intanto a incardinare …

"L'ora della libertà", di Ezio Mauro

L´irruzione della legalità ha dunque fatto saltare per aria il Pdl, mettendo fine alla costruzione politica e mitologica del più grande partito italiano nella forma che avevamo fin qui conosciuto, come l´incontro tra due storie, due organizzazioni e due leader in un unico orizzonte che riassumeva in sé tutta la destra italiana, il suo passato, il suo futuro e l´eterno presente berlusconiano. Tutto questo è andato in pezzi, perché la legalità è come una bomba nel mondo chiuso del Cavaliere, dove vigono piuttosto la protezione della setta, l´omertà del clan, il vincolo di servitù reciproca di chi conosce le colpe individuali e il destino comune di ricattabilità perpetua. Trasformando la legalità in politica, Fini ha scelto il terreno più proficuo per mettere psicologicamente e moralmente in minoranza la potenza del premier, dimostrando la solitudine dei numeri e la debolezza dei muscoli. In più, si è posizionato su un terreno elettoralmente e mediaticamente redditizio, dove può nascere una cultura di destra-centro che provi per la prima volta a parlare insieme di ordine e di regole, di …