"Zitto tu, Parlamento", di Giorgio Frasca Polara
Ancora una volta il Servizio per il controllo parlamentare della Camera ha fatto le pulci al governo e al suo modo di (non) rispondere agli “atti di indirizzo e di controllo” proposti dai deputati a questo e a quel ministero ed approvati dall’assemblea. Ne esce ancora una volta un quadro che conferma – come nel caso dei biblici ritardi nelle risposte alle interrogazioni, quando queste più spesso non vengono letteralmente ignorate – il sostanziale non-rispetto dell’esecutivo per il lavoro e l’iniziativa del Parlamento e dei singoli deputati. Preciso la natura di questi atti: sono gli ordini del giorno e le mozioni votati al termine dell’esame di singole leggi e che impegnano (o avrebbero dovuto impegnare: insisto su questo termine, che è regolamentare) il ministro competente per materia ad attuare le indicazioni in essi contenuti. Subito una desolata annotazione: nel giugno scorso “sono state trasmesse al Servizio, da parte dei ministeri competenti, le note relative all’attuazione di 26 ordini del giorno e 2 mozioni (…) Si riscontra pertanto una sensibile diminuzione delle attuazioni: 26 a fronte …
