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Csm, eletti gli otto membri laici Il Pd vota Calvi, Giostra e Vietti

Il Parlamento elegge gli otto membri laici del Csm, cinque espressi dalla maggioranza e tre dall’opposizione, con l’Udc Michele Vietti che si accredita come il favorito per il ruolo di vicepresidente, la cui scelta spetta comunque al Plenum del Consiglio. Tra i colpi di scena maturati nella notte c’e’ il siluramento del candidato finiano, Antonino Lo Presti, e dei professori Vincenzo Scordamaglia e Lorenzo D’Avack, indicati come vicini a Gianni Letta, nonche’ di due personalita’ vicine a Niccolo’ Ghedini e al ministro Angelino Alfano. Uno scontro si e’ verificato anche nel Pd, con Ignazio Marino che non ha votato i due esponenti indicati dal partito, contestando il metodo con cui sono stati scelti. La giornata e’ iniziata alle 8,30 proprio con la riunione dei parlamentari Democratici, ai quali e’ stato comunicato che i due nomi ”in quota” Pd erano Guido Calvi, avvocato dei Ds e vicino a D’Alema, e il professore Glauco Giostra, di area cattolica. Marino ha subito contestato la scelta: ”Il Pd commette un errore quando riconduce sempre le sue scelte alle solite …

"Condannato Brancher", di Giorgio Mottola

L’ex dirigente Fininvest dovrà scontare due anni in carcere per il ruolo avuto nella scalata ad Antoveneta. Ministro per 17 giorni, provò ad avvalersi del legittimo impedimento e fu costretto alle dimissioni. Forse è davvero arrivata al capolinea la carriera politica di Aldo Brancher, ex pontiere tra Lega e Pdl e ministro senza deleghe per 17 giorni. Il giudice del Tribunale di Milano, Anna Maria Gatto lo ha condannato a 2 anni di reclusione nell’ambito del processo sulla scalata ad Antonveneta, Le accuse per l’ex frate paolino, divenuto manager di Fininvest negli anni ‘80 e parlamentare con Forza Italia nel 2001, erano ricettazione e appropriazione indebita. La sentenza ha accolto in pieno la richiesta del pm. Aveva provato ad evitare il processo avvalendosi del legittimo impedimento dopo la nomina a ministro per l’attuazione al Federalismo, ufficializzata da Berlusconi all’insaputa degli alleati il 17 giugno scorso. Ma dopo le dimissioni, imposte dalla presa di distanza di Bossi e dalle aspre critiche di Napolitano, Brancher ha dovuto gettare la spugna e lasciarsi giudicare. Nonostante ciò l’ex ministro, …

"L’Aquila e il silenzio Rai", di Pierluigi Castagnetti

Rimuovere una colossale rimozione: questa la sfida raccolta dai 150 deputati del Pd che due giorni fa, insieme a Bersani e Franceschini, hanno visitato il centro storico dell’Aquila. Dell’Aquila non si parla più infatti, non si vede più un’immagine, non c’è alcuna traccia di impegno nella manovra finanziaria che sarà approvata proprio oggi alla Camera. Eppure L’Aquila, quindici mesi dopo il terremoto, è lì, paralizzata, senza vita e senza speranza. Prigioniera di una selva di decine o centinaia di migliaia di ferrotubi “Marcegaglia”, con macerie nascoste (come nel caso del palazzo del governo, in cui sono state semplicemente spostate dalla strada al cortile interno), con serrande e finestre chiuse come erano alle 3,32 di quella terribile notte, i fiori seccati nei vasi sui terrazzi, oltre 10mila attività commerciali e terziarie che animavano il centro storico morte, definitivamente morte, 15mila edifici gravemente danneggiati, 90 ettari della zona rossa off-limits per il pericolo crolli. Perché è bene sapere che L’Aquila era e viveva nel e del centro storico. Il centro storico non era semplicemente un quartiere, era …

"Bersani: berlusconismo finito. Siamo pronti alla transizione", di Maria Zegarelli

«A che punto siamo? Ognuno dica la sua, io dico la mia. Secondo me siamo arrivati alle colonne d’Ercole della vicenda berlusconiana». E la navigazione adesso, «procede in acque non conosciute», per questo il Pd è pronto ad «una fase di transizione che, in primo luogo, consenta una corretta democrazia parlamentare a partire dalla riforma elettorale». Pier Luigi Bersani parla sommerso dagli applausi che scattano dai banchi del suo gruppo e da quelli dell’Udc, mentre si rivolge ai banchi del governo e lancia la palla: «A voi la responsabilità. Cercate di galleggiare andando avanti così? Chi vince le elezioni non ha in mano un destino divino, ma una responsabilità maggiore». Il segretario spinge per una svolta politica che segni la fine del governo Berlusconi e l’inizio di un governo di transizione per le riforme più urgenti, a partire dalla legge elettorale, prima di tornare al voto ma si becca subito le critiche di Arturo Parisi – «nel partito al riguardo le idee sono ancora troppe» – e del veltroniano Giorgio Tonini: «C’è da chiedersi in …

Verdini dalla rabbia

La conferenza stampa di spiegazioni di Verdini sulla P3 diventa un circo dove insultare la giornalista Claudia Fusani de L’Unità. Bersani: “Verdini ha il buon senso del suo partito. Se il Pdl intende rappresentarsi così è libero di farlo e la gente del Pdl valuterà”. Intanto in Parlamento il Pd ha presentato una commissione d’inchiesta sulla P3. Verdini esce allo scoperto. Indagato da tre procure, decide che è arrivato il momento di tirare fuori le unghie e contrattaccare. Peccato solo che, come la brutta copia del suo leader, alla fine si riduce ad esporre il compito che Berlusconi gli ha preparato e che la conferenza stampa diventi un circo dove insultare Claudia Fusani giornalista de L’Unità. Io non centro, io sono pulito, mai intascato soldi e tutta una serie di giustificazioni sono alla base della conferenza stampa con cui il coordinatore del Pdl ha sparato contro la magistratura politicizzata e i finiani. Basterebbe cambiare il nome di Verdini con quello di Berlusconi e l’articolo sarebbe vecchio e già scritto. Invece no, il protagonista è Denis …

Manovra: dichiarazione di voto (contrario) di Pier Luigi Bersani

Signor Presidente, vorrei rivolgermi in modo diretto e sincero ai colleghi della maggioranza – che, forse, come vedo, in questo momento, soffrono un po’ di solitudine – per fare loro una domanda: vorrei chiedere se hanno tenuto conto delle questioni di fiducia che sono state poste dall’inizio della legislatura fino ad oggi. Ebbene, sono trentasei: siamo ad una fiducia e mezzo al mese, agosto e Natale compresi. Vi è un problema di fondo: la parola Parlamento non è popolarissima in questo momento nel Paese, me ne rendo conto, tuttavia, il Parlamento resta il luogo della libertà di tutti. Non ci può essere libertà per nessuno, se non c’è qui. Un Parlamento zittito significa un’opposizione zittita, una maggioranza zittita, un Consiglio dei ministri zittito. Quanti ministri non si sono resi conto di quello che votavano in questa manovra! Significa portare conformismo nella discussione pubblica, nelle forze sociali, nella comunicazione, e quando la discussione pubblica è strozzata – questo forse lo sappiamo meglio noi da questo lato dell’emiciclo perché siamo un po’ specializzati in materia – finisce …

Fioroni: «Stanno per esplodere Caliendo si faccia da parte», di Maria Zegarelli

La pila dei quotidiani, «Gli ultimi fuochi dell’impero romano», di Giulio Castelli e «Propaganda Fide R.E» di Andrea Gagliarducci sotto il braccio, «mi tengo aggiornato sui temi caldi…». Beppe Fioroni, a proposito di temi caldi, ha sentito le ultime? Indagato anche il sottosegretario Giacomo Caliendo. «Sono garantista e i giudici devono fare il proprio mestiere, non emetto sentenze ma è indiscusso che il ruolo del sottosegretario alla giustizia è un ruolo particolare e le ragioni dell’opportunità vanno di pari passo con la saggezza richiesta a chi svolge una funzione particolare per conto del nostro paese». Secondo lei questo renderà ancora più a rischio la tenuta della maggioranza? «Con il clima che c’è al loro interno ogni voto e ogni momento possono essere elementi che fanno detonare il sistema Pdl». La rottura tra Berlusconi e Fini sembra questione di giorni, settimane, Quale scenario vede nel caso in cui i cofondatori si separino non consensualmente? «Credo che lo scontro sia reale, ma ricordo anche che quando Berlusconi annunciò il Pdl Fini disse “siamo alle comiche finali”, salvo …