Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

Il giovedì che rischia di spaccare la maggioranza

È previsto per giovedì mattina alla Camera il voto sulla mozione di sfiducia per il neo ministro Brancher presentata da Pd e Idv. Pdl in difficoltà. La Lega non ha mai digerito la nomina. Il ministro Rotondi avverte: «Quelli che gli voteranno la sfiducia, anche gli interni al Pdl, si mettono all’opposizione del governo…». Non è una distinzione priva di conseguenze quella prospettata dal ministro per l’Attuazione del programma di Governo, Gianfranco Rotondi, nel prendere in esame ciò che potrebbe accadere giovedì prossimo alla Camera, dove è in programma la discussione della mozione di sfiducia individuale contro Brancher, presentata da Pd e Idv. «Il voto di giovedì mattina alla Camera sul minstro Brancher darà sorprese. Tra assenze e casi coscienza noi ci aspettiamo che quel voto lo costringa alle dimissioni. Brancher ha usato la nomina a ministro per sfuggire ai processi». È quanto prevede Enrico Letta, vice segretario Pd, parlando della mozione di sfiducia presentata insieme all’ Idv in cui si chiedono le dimissioni del titolare del ministero per l’Attuazione del federalismo. «Il presidente del …

«Se il Cavaliere non sa più comunicare», di Ilvo Diamanti

SONO passati tre mesi dal voto regionale ed è come se i partiti procedessero senza bussola. La maggioranza, in particolare (l’opposizione staziona, già da tempo, nella penombra). Non è in grado di trasmettere “un” senso all’azione di governo. Ma una maggioranza di governo ha bisogno di indicare valori e obiettivi comuni. Deve comunicare le priorità. Ha bisogno di una guida riconosciuta e condivisa. Capace di decidere. Ma quando il premier annuncia in tivù: “Ghe pensi mi”, è segno che qualcosa non funziona. Infatti, se davvero “ci pensasse lui” a dettare la linea alla maggioranza e al governo, ebbene: non avrebbe bisogno di annunciarlo. In tivù. Perché chi “comanda” davvero non ha bisogno di dirlo. Comanda e basta. Anche quando si allontana dal Paese per qualche giorno. Dover minacciare i propri alleati (?) in tivù, per avvertirli che, da domani, “Ghe pensi mi”, è segno di frustrazione. È la reazione del leader che “personalizza” l’identità del Centrodestra contro la “sua” maggioranza. Dove non si scorge una sola identità. Semmai, molte e diverse. Quindi, nessuna. Non era …

«Quel buco nero del quale non si parla», di Eugenio Scalfari

NONOSTANTE il “ghe pensi mi” detto da Berlusconi nella sua doppia dichiarazione al Tg1 e al Tg5 dell’altro ieri, è sensazione generale che il blocco politico di centrodestra si stia sfaldando. I segnali più chiari vengono addirittura dalla Lega: Bossi solidarizza con il severo monito di Napolitano concernente la legge sulle intercettazioni e ha posto solidi paletti contro l’ipotesi d’uno scioglimento anticipato delle Camere. Fini dal canto suo ha confermato che quella legge, per come è uscita dopo il voto di fiducia al Senato, non è accettabile. Casini nell’intervista data oggi al nostro giornale respinge i pressanti inviti che gli vengono rivolti per rientrare nello schieramento di centrodestra. Infine cresce il livello dello scontro sulla manovra economica tra le Regioni e il ministro dell’Economia. Giulio Tremonti ha deciso di aumentare l’Irap per tutte le Regioni meridionali che hanno un bilancio della sanità in sfacelo, ma usare proprio l’Irap per ripianare quel buco nero avrebbe un effetto dirompente sul costo del lavoro proprio in quei territori in cui la disoccupazione e in particolare quella giovanile è …

«Arbitrato, condoni e previdenza. Tutti i trucchi della strategia dei refusi», di Roberto Mania

Se due indizi fanno una prova, due refusi finiscono per dare corpo a una strategia. Al ministro Saconi i diritti d’autore sul “refuso” entrato nel gergo della politica ROMA – Un refuso tira l’altro. Prima quello sulle pensioni, poi quello sulle tredicesime di poliziotti, professori e magistrati. Così se due indizi fanno una prova, due refusi finiscono per dare corpo a una strategia: la strategia dei refusi, appunto. Coltivata dal governo, assecondata, nel segreto dell’emendamento, da alcuni parlamentari della maggioranza. A nobilitarla è stato – pare senza una vera strategia di marketing – il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. Perché sono tutti suoi i diritti d’autore sul “refuso” entrato prepotentemente nel gergo della politica all’insegna del “pop”. È stato lui il primo a parlarne. Ma se nuovo è il termine, vecchio, e largamente sperimentato, è lo schema di gioco: il governo – vale per la giustizia come per quasi tutti i provvedimenti di politica economica – non scopre per intero le sue carte e affida ai parlamentari prescelti le proposte più hard (tutti i condoni …

«Indice mondiale della prosperità: Italia fuori dal G-20», di Stefano Natoli

Non finisce (purtroppo) sulle prime pagine dei giornali e non è (purtroppo) “market mover”, pur fornendo preziose informazioni sullo stato dei principali paesi del pianeta. Stiamo parlando del Global prosperity index, l’indicatore della prosperità mondiale. L’indice, che coniuga crescita economica, benessere sociale e qualità della vita in 104 paesi, è calcolato dal think tank britannico Legatum Institute ponderando nove fattori chiave che contribuiscono alla crescita economica e al benessere sociale. Questi fattori chiave – rappresentati in sub-indici – sono: fondamentali economici, imprenditorialità ed innovazione, educazione, istituzioni democratiche, governance, sanità, sicurezza, libertà personale e capitale sociale. La classifica 2009. La classifica 2009 vede quattro paesi scandinavi nelle prime cinque posizioni. Sul podio c’è la Finlandia (dove la banda larga è un diritto dei cittadini), seguita da Svizzera e Svezia. A seguire Danimarca, Norvegia, Australia, Canada, Olanda, Stati Uniti e Nuova Zelanda. Fra i paesi del G-20 , solo tre (Australia, Canada e Usa) si piazzano, dunque, fra i primi 10. Il Regno Unito è dodicesimo, la Germania è quattordicesima, il Giappone è sedicesimo. Usa al nono …

«Regioni all'attacco: "Il governo spende peggio di noi"», di Luigi Grassia

Bersani: e ha finanziato i «cialtronissimi di Catania e Palermo» Il Tremonti iper-polemico che accusa le Regioni meridionali di piangere miseria per i tagli di bilancio mentre non sanno spendere neanche i fondi europei che ricevono continua a incendiare il dibattito politico. Così il segretario del Partito democratico Pierluigi Bersani: «Come definiamo quel ministro del Tesoro che ha preso i soldi per gli investimenti nel Mezzogiorno e li ha dati ai cialtronissimi che gestiscono i comuni di Catania e Palermo al solo fine di ripianare buchi di bilancio? E come definire un ministro che non sa che i ministeri hanno speso ancor meno di quelle Regioni definite cialtrone? È ora che qualcuno si prenda le sue responsabilità. Tremonti è lì da sette anni». Raffaele Lombardo, presidente della Regione Sicilia: «Tremonti anziché parlare del montante complessivo della spesa comunitaria nazionale, che è di 56 miliardi di euro, parla solo dei 44 miliardi che dipendono dalle Regioni. Mentre dei 12 direttamente in mano al governo si sa poco e niente», perché sono ancora più in ritardo. Quanto …

Disabili insorgono contro emendamento

La lettera di un padre e l’Associazione Luca Coscioni denunciano un nuovo emendamento, approvato in Senato. “Spingerà alla disperazione persone che hanno diritto alla vita e a una esistenza dignitosa nel rispetto della Costituzione” ROMA – “Il Governo, in Commissione Bilancio del Senato ha presentato un nuovo emendamento che restringe l’accesso all’indennità di accompagnamento in pratica solo a chi è in stato vegetativo o immobilizzato”. E’ la denuncia, e allo stesso tempo il grido di allarme, di Vincenzo Gallo, padre di un ragazzo affetto da grave disabilità. “A maggio – spiega il genitore -, in una prima bozza della manovra, era stato introdotto un limite di reddito per poter usufruire di una indennità di accompagnamento di circa 450 euro per le persone con invalidità al 100%, poi cancellato. La proposta presentata al Senato è ora estremamente grave”. Gallo riprende le parole di Pietro Barbieri, presidente della Fish (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che insieme alla Fand (Federazione tra le Associazioni Nazionali dei Disabili) ha indetto una manifestazione unitaria a Roma per il 7 luglio: …