Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Intercettazioni: le mafie ringraziano", di Laura Garavini*

Per la seconda volta in neanche sei mesi il governo Berlusconi fa un regalo enorme alle mafie: prima lo scudo fiscale, adesso la legge sulle intercettazioni. Chi, nei giorni scorsi, si è affrettato a parlare di miglioramenti sostanziali del provvedimento non sa quello che dice. Resta invece un enorme quesito: se alla Camera non dovessimo riuscire a far tornare la maggioranza sui suoi passi come faranno magistratura e forze dell´ordine, privati delle intercettazioni, ad arginare le nuove pericolosissime insidie rappresentate dalla criminalità dei colletti bianchi, già di per sé difficilmente individuabili? Il problema è serio. Il nostro Paese è martoriato da due piaghe gravissime: mafie e corruzione. Semmai avremmo bisogno di una legislazione ancora piú rigida in materia di intercettazioni. E invece il Ministro del Consiglio, pur di difendere i propri interessi personali e quelli dei suoi referenti di fiducia, non solo butta a mare la democrazia, ma dà campo libero alle mafie. Al di lá dell´apparenza infatti, il provvedimento impedisce le intercettazioni per vari reati strettamente connessi alla criminalità organizzata. Il chè significa che …

"La nuova lenzuolata di Bersani per il rilancio delle liberalizzazioni", di Raffaella Cascioli

Benzina, farmacie, ordini professionali, banche, separazione proprietaria della rete di trasporto gas e autocertificazione per l’avvio immediato delle attività produttive. Il Pd mette le liberalizzazioni nel motore della crescita. Perché l’Italia deve tornare a crescere e i cittadini e le imprese possono risparmiare 10 miliardi di euro a costo zero per lo stato. Nel presentare sei proposte per una nuova stagione di liberalizzazioni, il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha spiegato che il partito tradurrà queste misure in emendamenti alla manovra, preannunciando che ulteriori proposte sulla concorrenza e la tutela dei consumatori saranno avanzate nel corso dell’esame al disegno di legge sulla concorrenza. Nel giorno in cui il presidente del consiglio Berlusconi all’assemblea di Confcommercio ha annunciato ai commercianti mirabolanti modifiche costituzionali, il Pd punta su proposte concrete. Come, ad esempio, non vincolare il gestore della pompa a comprare il 100% della benzina del suo marchio ma lasciandolo libero di rivolgersi al libero mercato per almeno il 50%. «È una proposta radicale ma se portasse a una diminuzione del costo della benzina di quattro …

"Negata la protezione al pentito Spatuzza", di Francesco La Licata

E’ un trattamento senza precedenti, quello che la Commissione ministeriale ha riservato a Gaspare Spatuzza, negandogli l’ammissione al programma di protezione riservato ai collaboratori di giustizia. Un trattamento oggettivamente iniquo, visto che la decisione nega all’aspirante collaboratore i benefici di legge dopo, però, che un’altra istituzione – la magistratura – ha pienamente utilizzato il «contributo» proveniente dal teste. Vista così, la scelta ministeriale non può che esser considerata nell’ottica di una puntigliosa ripicca contro chi, nel corso della sua collaborazione, si è trovato a tirare in ballo nomi importanti della compagine governativa. A maggior ragione se, come sembra, la decisione di «mollare» Spatuzza è stata presa a maggioranza e col voto contrario dei magistrati che fanno parte della Commissione. D’altra parte, Alfredo Mantovano, il sottosegretario che presiede l’organismo del Viminale addetto ai programmi di protezione, lo aveva pure anticipato con dichiarazioni pubbliche che nella collaborazione di Spatuzza c’era un problema legato al rispetto del termine dei 180 giorni, periodo entro il quale il collaboratore deve esaurire l’elencazione delle notizie che intende offrire agli inquirenti. Un …

"La buona democrazia e il pericolo delle oligarchie", di Gustavo Zagrebelsky

Nel nostro Paese chi distingue la cattiva democrazia dalla buona incappa solitamente in un interdetto: se critichi la democrazia è perché non sei democratico o non lo sei abbastanza, non accetti il responso delle urne, vuoi «delegittimare» chi ha vinto le elezioni. Vorresti che le cose andassero altrimenti da come le vedi tu; che la maggioranza seguisse le tue, non le sue, idee. Tu dici e pensi questo e quello, ma la maggioranza fa tutt´altro. Non te ne dai pace e, invece d´adeguarti in nome del popolo, ti ostini, in nome di non si sa quale altro principio o diritto, anzi in nome della tua presunzione, a non riconoscere d´avere torto. Così, sei non lealmente democratico, ma subdolamente aristocratico, perché pensi tu d´avere, solo o con i tuoi (pochi) amici, la verità in tasca. Non capisci d´essere fuori della storia, uno sconfitto che avrebbe solo il dovere di tacere, mettersi da parte e lasciare il passo ai tempi che avanzano, alla storia che si realizza. In breve: cosciente o non cosciente, sei un «azionista», tra …

"La forza della verità", di Massimo Giannini

A voler interpretare i segni che promanano dal «corpo mistico del re» secondo i moderni canoni fisio-politici codificati dal berlusconismo, quella di ieri si può considerare una giornata di svolta. Oppresso dalla cappa di «tagli e bavagli» che il suo stesso governo ha imposto a se stesso e al Paese, il presidente del Consiglio è stato costretto suo malgrado ad annunciare una probabile marcia indietro sui due fronti più esposti e rischiosi di questa fase della legislatura: la manovra economica e, soprattutto, il ddl sulle intercettazioni. Non deve ingannare l´ennesimo «falso ideologico» sollevato dal premier per giustificare l´ultima, e forse la più intollerabile delle leggi-vergogna: «Siamo tutti spiati», ha ripetuto come un disco rotto, replicando un calcolo volutamente artefatto: «I telefoni controllati sono 150mila: considerando 50 persone per ogni telefono, vengono fuori così 7 milioni e mezzo di persone che possono essere ascoltate. Questa non è vera democrazia…». Le rituali menzogne, spacciate come verità sul mercato della paura, ma palesemente smentite dai dati dello stesso ministero della Giustizia. In Italia i «bersagli intercettati» sono in …

Sfida al Governo

Sei proposte a costo zero per spostare dieci miliardi di euro dalla rendita e dalle posizioni dominanti a favore dei cittadini e delle imprese. Il Pd dà una ricetta semplice e concreta per modificare la manovra finanziaria senza alcun onere per lo Stato con l’effetto immediato di risparmiare svariati miliardi di euro. Per il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani sono piccole lenzuolate con cui “sfidiamo il governo a dire se intende continuare con le chiacchiere o se intende fare qualche fatto”. “Abbiamo una bassissima crescita, una manovra depressiva, dobbiamo mettere qualcosa nel motore della crescita. Questi sono i primi punti di una posizione articolata sui temi della manovra per una posizione, la nostra, che non è solo di denuncia ma anche di proposta”. “Ci siamo stancati di sentire il lancio di bolle di sapone da parte del governo – ha continuato Bersani – che finiscono sempre nel nulla, e ci siamo stancati dei pretesti del governo per attaccare la Costituzione: l’articolo 41 non impedisce operazioni di semplificazione e di liberalizzazione”. Non si sa quale …

"Brunetta plenipotenziario a Venezia", di Gian Antonio Stella

Delegato dal governo a riformare la legge speciale. Cacciari: indecente. «Brunetto scherzetto!», ridacchiò Calderoli bocciando il collega Brunetta reo d’aver anticipato nel dicembre 2008 l’idea di mandar le donne in pensione a 65 anni. «Brunetto scherzetto!», deve aver ridacchiato oggi Berlusconi. I veneziani hanno trombato «Renatino» come sindaco? E lui glielo rifila come «delegato» governativo. Una specie di antisindaco. Tié. Il ministro dell’innovazione aveva scommesso forte, sulla conquista della sua città. Aveva portato in laguna, come sponsor, la bellezza di dieci ministri. Aveva sventolato l’appoggio del Cavaliere, il quale si era speso invitando gli elettori a compiere un «peccatuccio »: «Andate a riscoprire le vecchie fidanzate e convincetele a votare. Vi auguro di realizzare tutti i vostri sogni. Viva Venezia, viva l’Italia, viva la libertà». Aveva promesso di spostare la sede del comune da Ca’ Farsetti a Palazzo Ducale. Promesso la metropolitana sublagunare per rendere meno complicata la vita ai veneziani e arginare l’esodo, inesorabile da decenni. Promesso un nuovo «Rinascimento». Insomma, una campagna grandiosa. Sintetizzata dal titolo del Giornale berlusconiano alla vigilia del voto: …