Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

Manovra, Regioni in rivolta. Formigoni: incostituzionale

«Si carica su un figlio tutto il carico e il padre fa spallucce. Siamo di fronte ad un padre sciamannato che ha aumentato il debito pubblico ». Il giudizio di Roberto Formigoni sulla manovra del governo è tranchant: da sciamannati. Il governatore lombardo è il più duro: ma i suoi colleghi sono pronti a sostenerlo. Il fronte è compatto (a parte qualche screzio tra regioni virtuose e quelle indebitate). Per tutte le Regioni la «mannaia-Tremonti » è irricevibile, oltre che con gravi rischi di incostituzionalità. Sottrae finanziamenti senza uno straccio di consultazione. Alla faccia del federalismo. Il documento finale della riunione di ieri dei governatori è unanime: «Così com’è il testo è irricevibile – spiega il presidente Vasco Errani – e non sostenibile perché il peso dei tagli è caricato sulle Regioni per oltre il 50%». Tradotto: 4,5 miliardi nel solo 2011. FUOCO AMICO I governatori si preparano al pressing sul Parlamento per modificare la manovra. Oggi incontreranno i capigruppo di maggioranza, seguiranno quelli delle opposizioni. Ma il governo dovrà vedersela anche con un altro …

"Costituzione usata come scusa", di Irene Tinagli

Al di là dello scontro quasi ideologico che si solleva ogni volta che si tocca la Costituzione, ciò che colpisce del dibattito sull’articolo 41 è la tesi che questo articolo sia ciò che ha frenato e frena la competitività italiana e che, modificandolo, l’Italia possa tornare a competere sui mercati internazionali. Ma è davvero così? E’ vero che la competitività di un Paese dipende dalla sua Carta costituzionale? Questa è la domanda che dovremmo porci in questo momento. In questa prospettiva è interessante andare a guardare le classifiche internazionali sulla competitività e scoprire che i Paesi più competitivi del mondo hanno alle spalle Costituzioni, modelli di Stato e di governo completamente diversi l’uno dall’altro. In vetta alle classifiche troviamo infatti Paesi di tradizioni liberali e liberiste, come gli Stati Uniti. Ma anche Paesi di tradizione social-democratica, come la Svezia e la Danimarca, così come troviamo democrazie parlamentari e presidenzialiste, Stati unitari e Stati federali, repubbliche e monarchie. Già da queste riflessioni sorge quindi più di un ragionevole dubbio. Il dubbio che forse la competitività dipenda …

Sanità, l´allarme dei medici statali "A rischio10.000 interventi chirurgici al giorno", di Luisa Grion

Ci saranno meno medici, un taglio all´assistenza, 10 mila interventi chirurgici in meno al giorno e più code. La manovra economica colpisce al cuore la sanità pubblica, e con questa anche i cittadini che vi fanno ricorso: a lanciare l´allarme sono gli stessi medici del servizio sanitario nazionale che con i veterinari, gli assistenti sanitari e gli amministrativi avvieranno fin da oggi un calendario di proteste delle categorie contro i tagli della Finanziaria. Sulla carta – come promesso dal premier Berlusconi a fine maggio – non ci sono riduzioni dirette al Fondo, ma le sorprese arrivano attraverso due strade, una diretta e l´altra indiretta. La prima, spiegano , passa attraverso il blocco del turnover stabilito per l´intero settore statale e il richiesto dimezzamento dei precari. La seconda, viaggia attraverso i tagli che la Finanziaria ha messo in conto alle Regioni e quindi al welfare sul territorio. Detto in cifre il tutto si traduce in un taglio netto al numero dei medici in servizio (118 mila): il turnover permetterà che da qui ai prossimi tre anni …

Manovra, la rivolta delle Regioni

La manovra è «irricevibile» e deve «cambiare». Lo ribadiscono i governatori, in un documento votato «all’unanimità», dopo una riunione straordinaria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Nessuno, ha precisato il presidente Vasco Errani, ne mette in discussione la necessità, ma i «sacrifici» devono essere «proporzionalmente suddivisi» tra i singoli comparti della pubblica amministrazione. Mentre così com’è ora «per oltre il 50% si carica sulle Regioni e non è equa», ha affermato Errani. Per le Regioni questa manovra mette a rischio i servizi alle imprese e ai cittadini oltre che minare il percorso del federalismo fiscale. «Le Regioni – si legge nel documento – comprendono la necessità di una manovra tempestiva rispetto alla situazione economica attuale per dare risposta concreta ai mercati e all’Unione Europea sulle misure adottate dall’Italia, ritengono d’altro canto che il taglio indiscriminato sulle spese regionali non sia congruo nell’equilibrio del concorso dei singoli livelli istituzionali alla manovra, per di più i tagli indiscriminati difficilmente sono applicabili e probabilmente non daranno i previsti frutti benefici al Paese e pertanto la ritengono …

"Alla Camera una procedura «ineccepibile» che può affondare la legge", di Stefano Folli

Com’era prevedibile, la legge sulle intercettazioni si conferma il nodo politico più insidioso per la stabilità della maggioranza. Da un lato, il presidente della Camera tende a guadagnare tempo. Può farlo in forme «ineccepibili», secondo il giudizio che lo stesso capogruppo del Pdl, Cicchitto, ha dato della lettera con cui Fini ha risposto al democratico Franceschini. Questi aveva chiesto in sostanza di approfondire il dibattito sul testo in arrivo dal Senato. Di fatto aveva suggerito un rinvio della votazione finale a dopo l’estate. Con una certa cautela formale, ma piuttosto determinato nel merito, il presidente dell’assemblea ha accolto in parte l’argomento dell’esponente del centrosinistra. Ne deriva che l’esame della controversa legge potrebbe scivolare – senza «forzature» di alcun tipo – in coda al decreto legge sulla manovra economica, che gode dei requisiti d’urgenza. Con ciò il «sì» al provvedimento sarebbe tutt’altro che certo e potrebbe davvero scavalcare la pausa estiva. Dall’altro lato, il nervosismo di Berlusconi è palpabile. La sua richiesta di fare presto, così da varare la legge entro luglio, è perentoria. C’è nelle …

"Appalti, favori e amici lo scandalo Lunardi", di Michele Serra

NEI paesi del fu blocco sovietico la nomenklatura di partito godeva di privilegi castali: negozi riservati, case migliori, accesso facilitato a merci inaccessibili alla gente comune. Niente code, niente lunghe liste d´attesa grazie a una specie di salvacondotto perenne che permetteva ai capi di vivere in condizioni di extraterritorialità, come una specie di corpo diplomatico interno. Noi siamo, almeno nominalmente, un Paese a economia di mercato. Ma leggendo l´intervista (ammirevole per la sincerità ai limiti del candore) che l´ex ministro Lunardi ha concesso a questo giornale, siamo costretti a mettere a fuoco una realtà molto poco sintonica con i principi che ispirano la libera competizione e le uguali condizioni di partenza tra i cittadini (principi proclamati a gran voce anche dal partito di Lunardi e di Scajola). Si parla di ristrutturazioni offerte “a prezzo di costo” – cioè senza che l´impresa ne ricavi un solo euro – in cambio di un aiutino per acquistare terreni edificabili. Di funzionari pubblici che co-gestiscono, non si sa bene a che titolo, il sontuoso patrimonio immobiliare della Chiesa romana …

Imprese in ginocchio e l´incubo-tasse "Non abbiamo i soldi per ricominciare", di Jenner Meletti

L´AQUILA – Sui muri e sui lampioni l´Sos è ripetuto mille volte. «Manifestazione cittadina, corteo per la città. SOS: Sospensione delle tasse. Occupazione. Sostegno all´economia». Non ci sono firme, nel manifesto, con il disegno di un uomo arrabbiatissimo che grida: «…che te debbo da´?!». «Non è necessario mettere le firme – dice Luigi Fabiani, il tributarista che ha preparato la piattaforma delle richieste dell´Aquila al governo – perché c´è tutta la città. Sindacati, associazioni, commercianti, artigiani… Anche la Curia ha mandato la propria adesione». Forse qualcosa sta cambiando, nella città del terremoto. Le domeniche con le carriole hanno riportato nelle strade chiuse soprattutto i residenti nel centro storico ma domani, al corteo contro «il secondo terremoto», ci saranno pure gli aquilani delle periferie e delle frazioni, quelli del cratere e anche il vescovo Giovanni D´Ercole. «Secondo terremoto, l´abbiamo chiamato, perché il governo che vuole reintrodurre le tasse provocherà un terremoto economico». Il disastro non è solo annunciato, è già arrivato. Non ci sono i soldi per aggiustare le case B e C., quelle con pochi …