Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Tagli e bavagli", di Federico Orlando

I tagli alla cultura e i bavagli all’informazione sono ganasce di una tenaglia nella quale resteranno schiacciati la crescita intellettuale e il risanamento economico. Non si creano situazioni materiali nuove se le condizioni spirituali sono morte. Chi ha visto o studiato la ricostruzione dell’Italia dopo la guerra, lo sa. Il lavoro materiale, che dopo industrie, case, ponti, strade, ferrovie, avviò le prime rivoluzioni di una vita immobile da secoli, ci diede la velocità, che da cinque portò a sei i sensi degli uomini, la libertà di leggere, scrivere, imparare, realizzare e vedere nuovi film, nuove opere a teatro, conoscere il mare e i primi paesi oltre le Alpi, la nuova musica e i nuovi balli, la nuova letteratura e quelle prima interdette, ci diede la scuola pubblica ben oltre la quinta elementare. Era la cultura che sostituiva il sacro e secolarizzava la società, come ha scritto ieri Europa. La crescita si poté misurare dieci anni dopo la guerra, quando l’Arno tornò a distruggere Firenze, e gli italiani corsero a salvarne le cose e i loro …

"La previdenza flessibile", di Tito Boeri

La nostra infrazione è figlia di un´entrata in vigore troppo lenta della riforma che ha introdotto il sistema contributivo. La Svezia invece ha previsto una transizione molto più rapida. È passata una sola settimana e il governo deve tornare a mettere mano al capitolo pensioni. Anche questa volta colpendo soprattutto le donne. Vediamo perché, come si è arrivati a questa situazione, quali risparmi siano conseguibili con le misure che il governo si appresta a varare e come cercare di ridurre le iniquità di questi interventi. La Commissione Europea non interviene sui regimi previdenziali degli stati membri, non ne ha la facoltà. Deve però garantire, come guardiana del Trattato istitutivo della Comunità Europea, una parità di trattamento tra uomini e donne da parte dei loro datori di lavoro. Lo Stato è il datore di lavoro dei pubblici dipendenti. Come tale, secondo la Corte di giustizia europea, non può trattare diversamente uomini e donne, offrendo a queste ultime la possibilità di andare in pensione a 60 anziché a 65 anni. Se lo Stato non è datore di …

"L'impresa e l'alibi dell'articolo 41", di Michele Ainis

La Carta costituzionale è al contempo la carta d’identità di un popolo. Ne elenca i tratti culturali, anziché quelli somatici. Poiché in Italia nessuno la conosce, significa che non abbiamo idea di cosa siamo. Peggio: significa che ci sentiamo liberi di plasmare ogni mattina i nostri connotati, senza preoccuparci della fotografia scattata dai Costituenti. Ma c’è un’insidia più grave dell’oblio: il falso ricordo, tanto più se procurato con l’inganno. Un esempio potrà forse aiutarci a risvegliare la memoria. Quale? L’art. 41 della Costituzione. Urge cambiarlo, ha detto nei giorni scorsi il ministro dell’Economia. Altrimenti la libertà d’impresa rimarrà per sempre una chimera, ostaggio d’uno Stato ficcanaso. Applausi bipartisan, con l’opposizione – da Morando a Violante – pronta a concorrere a questa rivoluzione liberale. E i cittadini? Avranno pensato che quella norma l’aveva vergata di suo pugno Stalin, che la Costituzione italiana del 1947 sia una ristampa anastatica della Costituzione sovietica del 1936. Poiché il professor Tremonti è persona colta, lui certamente sa cosa c’è scritto nei tre commi dell’art. 41. Noi invece dei nostri studi …

Condono story

Ci sono alcuni punti saldi della storia di Berlusconi capo del governo: dal 1994 ha coperto l’Italia di promesse senza mantenerle mai e ha garantito diverse forme di condono a tutti i furbetti che in qualche modo sono riusciti a rientrare nel sistema del “rispetto della legge”. Legge che a seconda dell’utilità personale, venivano modificate o abrogate per rendere il capo sempre un gradino al disopra da ogni di ogni sospetto o condanna. Ogni volta la stessa frase: condoni mai! Poi, la stessa pratica, fatta di giustificazioni e smentite: siamo stati fraintesi. Si è cominciato nel 1994 con il primo condono edilizio seguito dal concordato fiscale del 1995; nel 2001 è arrivato il primo scudo fiscale insieme ad una raffica di sanatorie tributarie; nel 2003 il cosiddetto condono fiscale tombale e il concordato fiscale preventivo; sempre nel 2003 un nuovo condono edilizio e, per non smentirsi troppo, la proroga del condono tombale nel 2004; la saga è stata interrotta solo per fatto che Berlusconi ha perso le elezioni del 2006, ma una volta di nuovo …

Manovra economica, le norme già a rischio modifica

Dalle piccole farmacie comunali ai tagli per la sicurezza, dalla sanatoria sugli immobili alle pensioni delle donne impiegate nella pubblica amministrazione. Il decreto con la manovra economica non ha ancora iniziato l’iter legislativo alla Camera e già si apre il cantiere su alcuni nodi che potranno essere modificati nel corso dell’iter. L’apertura a possibili modifiche, fatta dal premier Silvio Berlusconi, non potrà comunque depotenziare l’impatto economico dell’intervento previsto. Lo ha ribadito anche il ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta: «Fatti salvi i saldi – ha detto il ministro – nessuno può negare che la manovra possa migliorare nel passaggio alle Camere. Anzi, mi piacerebbe che da 24,9 si arrivasse a 25 miliardi di euro». Di certo, anche se il ministero dell’Economia punta a un passaggio il più possibile blindato, sono molte le misure che potrebbero essere inserite o modificate. Eccone alcune. – SICUREZZA : Anche per Polizia, Carabinieri e militari arrivano i tagli lineari e il blocco degli aumenti previsti per tutti gli altri dipendenti pubblici. Ma per il comparto il «congelamento» taglia anche …

"Tremonti chiede sacrifici e intanto La Russa acquista 131 cacciabombardieri dagli americani", di Mariagrazia Gerina

Tagliano gli stipendi e comprano armi. Tremonti taglia gli stipendi e la spesa dei comuni, ma intanto il governo spende senza freni negli armamenti. Il governo compra 131 cacciabombardieri dagli americani. Entro il 2026 serviranno ben 15 miliardi di euro. Fuori dai ministeri, tra gli statali che da qui ai prossimi tre anni dovranno sacrificare i loro stipendi per versare allo Stato 5 miliardi di euro contro la crisi, il grido pacifista si è già fatto largo: «Vendessero i cacciabombardieri di La Russa». In realtà più che di vendere si tratterebbe di non acquistarne di nuovi. Idea tutt’altro che peregrina. È quello che sta decidendo di fare la Germania in queste ore, per dire. Il Pd stima che si potrebbero risparmiare almeno 2 miliardi l’anno. Ovvero sei miliardi nei tre anni su cui opera la manovra. Una stima prudenziale, visto che la spesa in armamenti si aggira intorno ai 3,5 miliardi l’anno. Nella manovra finanziaria di Tremonti, però, di tagli agli armamenti non ne troverete traccia. E sì che in programma il governo italiano non …

"La patria dell'oblio collettivo", di Barbara Spinelli

Vorrei tornare sulle parole di Piero Grasso a proposito di mafia e politica, dette il 26 maggio a Firenze davanti alle vittime della strage dei Georgofili. L’intervista rilasciata a Francesco La Licata dal Procuratore nazionale Antimafia chiarisce infatti alcuni punti essenziali, e pone quesiti alla classe politica e a tutti noi. La domanda che formula, implicita ma ineludibile, è questa: come funziona la memoria collettiva in Italia? Come vengono sormontati i lutti, e vissuti i fatti tragici, i mancati appuntamenti con la giustizia? In questo giornale ho cercato prime risposte, evocando la richiesta, formulata il 7-8-98, di archiviazione dell’indagine su Berlusconi e Dell’Utri per le stragi a Roma, Firenze e Milano nel ’93-’94: richiesta firmata da Grasso assieme a quattro magistrati, e accolta poi dal gip di Firenze. Nella richiesta era chiaro il nesso fra Cosa nostra e il soggetto politico nato dopo Tangentopoli (Forza Italia), ma mancavano prove di un’«intesa preliminare». Quell’atto mi parve più esplicito di quanto detto dal procuratore il 26 maggio, e su tale differenza mi sono interrogata. Ma l’interrogativo, più …